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FILI E RETI PER DIALOGARE, COMUNICARE E CRESCERE

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(dal sito della diocesi di Asti)

Fili e reti per dialogare è lo spazio di sintesi, all’interno della metafora descritta nel titolo di questa sezione del sito, per condividere una descrizione dei nostri “strumenti” per comunicare e immaginare un percorso condiviso di approccio “al dialogare” per crescere.

La comunicazione tra le persone avviene, da sempre, in modo diretto, ma anche – in modo crescente – attraverso le terminazioni digitali possedute: “fili” di relazione virtuale e “reti” di connessione multimediale ci pongono quotidianamente in relazione con tutti, ben oltre i limiti del contato interpersonale.

In modo consapevole e, spesso, anche in modo inconsapevole siamo immersi in uno spazio “nuovo” che la potenzialità dei media digitali definiscono come luogo di incontro e ambiente da abitare: per essere in questo spazio occorre compiere lo sforzo di imparare i linguaggi e le nuove forme di comunicazione per entrare in sintonia con la novità, per comprendere il mondo emergente di immagini e percezioni, raggiungendo nuove forme di incontro con la naturalezza con cui si vive la piazza, il giornale, il gruppo ed ogni relazione interpersonale.

In questa prospettiva è necessario riscoprire il Direttorio per le Comunicazioni Sociali come miniera preziosa di riferimenti metodologici di approfondimento al consapevole utilizzo di tutti gli strumenti di comunicazione e che le conclusioni del Consiglio Permanente della CEI (Roma, 19 – 21 marzo 2018) richiamano con vigore al nostro oggi con l’inciso “specialmente per lo sguardo educativo che l’attraversa”!

Emerge quindi uno spazio di nuova “socialità” da definire in senso antropologico e in senso fisico individuando due coordinate di riferimento: la riflessione culturale e la padronanza delle tecnologie facendo attenzione ad evitare che la dimensione tecnologica (del nuovo, del sofisticato, del superficiale, dell’appreso per caso) soffochi la concretezza del costruire relazioni nello spazio della conoscenza, la noosfera descritta da Teilhard de Chardin, come “coscienza collettiva” degli esseri umani che scaturisce dall’interazione fra le menti umane.

Fili e reti per comunicare è lo spazio di approfondimento per costruire una piattaforma condivisa per rispondere ad bisogno ineludibile del nostro oggi: costruire percorsi educativi nel segno della continuità e della sinergia.

Questa esigenza di “relazione” richiede un impegno supplementare di radicamento nel territorio (per evitare fughe in vite parallele) e una concretezza comunicativa dove la fisicità sia percepita come valore creativo capace di approdare ad una accresciuta valorizzazione della persona e di attenzione alle sue esigenze educative in cui si ricomprende il valore della prossimità come insieme di atteggiamenti da riempire di significato.

Un primo passo in questa direzione è il tentativo, perfettibile e da incrementare, di fotografare l’insieme degli strumenti che la diocesi ha in campo nel settore della comunicazione:

1) comunicati stampa che, se di stretto interesse diocesano, vengono anche pubblicati sul sito della diocesi, rappresentano la voce dell’ufficio “Comunicazioni Sociali” per divulgare a tutti i media locali le notizie della vita diocesana, le iniziative organizzate, le indicazioni degli appuntamenti in agenda, ma contengono anche la dichiarata ambizione di voler comunicare qualche idea su cui riflettere.

2) sito di Gazzetta d’Asti (attivo dal 2008) fruito da una platea molto numerosa di utenti in quanto strumento informativo a largo spettro con aggiornamenti quotidiani di cronaca, attualità politica, economia locale, cultura, sport, teatro, scuola e formazione, vita diocesana, lettere in redazione e molto altro ancora.

3) sito della diocesi (snellito e rigenerato nel 2017) che raccoglie – oltre alle informazioni di servizio (moduli, notizie, informazioni su uffici di curia ed articolazioni pastorali) – anche piccole rassegne stampa per ambiti di azione (pastorale del turismo e sinodo giovani), ma anche documenti di ausilio organizzativo come il pdf di comunità viva e l’aggiornamento della sezione agenda con l’indicazione degli appuntamenti futuri per consentire una migliore pianificazione degli eventi; quanto prima sarà disponibile newsletter informativa.

4) settimanale Gazzetta d’Asti (fondato nel 1899) insostituibile “contenitore” di notizie sulla vita della diocesi e della collettività (soprattutto dai paesi e mensilmente in comunità viva) che altri giornali locali non coprono: la riflessione sul settimanale “cartaceo” è aperta anche in relazione al controverso dibattito sulle trasformazioni dell’editoria.

5) edizione “sfogliabile” del settimanale (consultabile sia da web che da App) penalizzata da una scarsissima presa sul nostro pubblico, ma è importante tener viva questa opportunità, nata nel 2015, non tanto per occupare uno spazio, ma per aver innescato un processo (Evangeli gaudium 223).

6) Famiglia Domani rivista trimestrale con oltre quarant’anni di vita curato dai centri di preparazione al matrimonio (cpm) ed edito da Gazzetta d’Asti. La rivista è diretta da Anna e Luigi Ghia; direttore responsabile è Vittorio Croce. I quaderni, nati come raccordo tra i gruppi impegnati all’interno della comunità ecclesiale per la preparazione dei fidanzati al matrimonio (cpm), oggi si propongono obiettivi più ambiziosi di sussidio per le famiglie, i gruppi-famiglia, i coniugi, i fidanzati, le parrocchie e tutti coloro che sono impegnati nella pastorale familiare.

La rivista supera l’ambito locale di diffusione per collocarsi nel panorama nazionale come sicuro punto di riferimento nel cammino pastorale a servizio della famiglia ed è a pieno titolo espressione di un progetto editoriale di ampio respiro capace di formazione, cultura e profezia per la poliedricità dei contributi di riflessione che riesce ad intercettare.

7) attività editoriale con la periodica pubblicazione dei Quaderni Pastorali che rappresenta un importante patrimonio offerto a tutti dal Progetto Culturale della Diocesi di Asti come sussidio informativo sia in ambito ecclesiale che negli ambienti culturali locali. E’ un servizio di documentazione che raccoglie idee e spunti operativi per la vita della nostra comunità in linea con l’esigenza di proporre con rinnovata vitalità, “l’esperienza di fede nelle circostanze inedite del tempo presente” (comunicato finale del Consiglio permanete CEI – 27/2/2016).

L’ultimo fascicolo pubblicato nel 2016 (ottavo della serie!) si apre con una selezione di immagini che rappresentano le fragilità della nostra società globale e si chiude con la “carta di intenti” che indica proposte concrete per guardare alle condizioni di disagio e di vulnerabilità presenti accanto a noi: un documento che invita a “prendersi cura” come risposta positiva alla cultura dell’indifferenza, un segno concreto che il tema del Congresso Eucaristico Diocesano “Pane del cammino, dono di misericordia, centro di unità” ci porge per restituire speranza al presente e bellezza al futuro.

Da questa panoramica (non certo completa ed esaustiva di tutto!) emerge la necessità di valorizzare ogni ambito di comunicazione descritto per strutturare uno stile di pensiero, creare nuove forme di educazione, definire opportunità virtuali per stringere relazioni, ma soprattutto per rispondere con “responsabilità” alla relazione che la comunicazione instaura.

Più che con le risorse tecniche, pur necessarie, è fondamentale qualificare l’azione abitando (per passione o per professione) questo universo con un cuore credente, che contribuisca a dare un’anima all’ininterrotto flusso comunicativo della rete.

Un segnale forte per valorizzare, all’interno della comunità cristiana, il carisma della comunicazione e della cultura, in tutte le sue forme; è a queste persone, sapientemente in collegamento fra loro, che occorre dare centralità nella vita delle parrocchie e delle realtà ecclesiali per trasformare “fili e reti” in cammino educativo per tutta la Chiesa locale.

Il metodo CPM
1. Vedere
sforzarsi di prendere coscienza e di capire le proprie situazioni e atteggiamenti di vita, la qualità della relazione di coppia, i comportamenti della comunità ecclesiale e sociale e le maggiori problematiche odierne.
2. Giudicare
approfondire, conoscere e lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio, ricordando che la Parola è Persona e Gesù stesso è Parola incarnata; confrontarsi dunque con Gesù vero interlocutore per poter entrare in intimità e vero dialogo con il coniuge e con gli altri, oltre che per leggere la nostra vita e le varie problematiche in esame con una visione di fede.
3. Agire
cercare di tradurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, nella propria vita le acquisizioni maturate, contando anche sulla solidarietà delle altre coppie e del Consigliere spirituale.

L'accoglienza come stile di vita.

I sette punti di PAUL DERKINDEREN. L'Autore, sacerdote, teologo, psicologo, ha rappresentato per molti anni il Belgio in seno al bureau della Federazione Internazionale dei CPM;ne è stato l'Assistente.

Un cammino insieme verso il matrimonio


Il teologo Antonio Autiero all’incontro della Consulta Nazionale di pastorale familiare.

Il 23 settembre scorso il direttore dell'ufficio Nazionale, don Paolo Gentili,  ha convocato i responsabili nazionali dei movimenti e associazioni che in Italia si occupano di famiglia, con i membri della Consulta Nazionale per un incontro di approfondimento e verifica. La relazione principale è stata affidata al prof. Antonio Autiero, docente emerito di Teologia morale presso la Facoltà Teologica di Muenster (Germania) sul tema:weblink Amoris Laetitia: un punto di svolta per la teologia morale”.


"Per quanto riguarda i corsi o gli itinerari di preparazione al matrimonio, essi rientrino nel progetto educativo di ogni Chiesa particolare ed assumano sempre più la caratteristica di itinerari educativi. A tale scopo ci si preoccupi perché possibilmente ogni comunità parrocchiale sia in grado di offrire questi itinerari di fede innanzi tutto ai propri fidanzati.


Fidanzamento: tempo di crescita, di responsabilità e di grazia

 

La Parola e uno stile di vita

Corso di Formazione Permanente in Pastorale Familiare per Sacerdoti (9 ottobre - 29 novembre 2018)

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