cookiesE' entrata in vigore (dal 2 giugno 2015) la legge italiana sui cookie che recepisce la direttiva del Parlamento europeo, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche.
Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.

LogoBlu

 

 

 

Parlare d’amore significa esporsi ad una serie di contraddizioni e di ambiguità. Ma anche, nello stesso tempo, scoprire a poco a poco vene nascoste ed inesauribili di fecondità.

Parlar d’amore

Editoriale

Amore e matrimoniotendono oggi a seguire strade parallele. Sembrerebbe quasi di dover concordare con chi afferma che il secondo è la tomba del primo… Ma è proprio così? L’editoriale di questo numero lo nega, e tenta di individuare alcuni valori in grado di dare all’amore la forza di un legame significativo tale da poter essere configurato come “alleanza”. Perché possa essere fedele. Per sempre.

Educarci all’amore di Paola Bassani

L’educazione all’amore attraversa oggi un periodo di crisi che coincide con la crisi delle relazioni familiari. Ma non dobbiamo drammatizzare, quanto piuttosto aprirci ad un atteggiamento di ascolto più che alla ricerca di soluzioni, senza sottovalutare tuttavia i disagi attuali della vita di coppia che rivelano una relazione malata. Per questo è meglio “parlare” l’amore più che “insegnarlo”.

Kalòs kai agathòs (Bello Buono) di Giovanni Scalera

Il sentimento dell’amore , come un’opera d’arte, è “bello e ”buono”. Come ci insegna la cultura greca, questi due aggettivi sono inscindibilmente legati. Occorre tener vivo questo amore, bello e buono, e soprattutto essergli fedeli.

Fragile, maneggiare con cura di Guido Ghia

Il mondo giovanile è segnato oggi da una grande fragilità. In esso il principio di piacere e quello di realtà sono spesso squilibrati e, anche per l’assenza di significative figure educative, sempre più difficilmente i giovani riescono a contenere le frustrazioni. È urgente una pedagogia che formi ad un giusto rapporto con la realtà.

Dio è tenerezza di Stefano Zerbini

Nell’Antico Testamento la tenerezza è indicata con due termini: rehamim, che designail legame profondo, “viscerale”, che lega la madre al figlio, e hesed, che nasce invece da una deliberazione cosciente, dalla compassione e dalla misericordia. Dio è ad un tempo rehamim e hesed, e così si manifesta la sua infinita tenerezza verso ognuno di noi.

Sposare l’umanità

di Battista Borsato

La modernità, e per certi aspetti anche la cosiddetta “post modernità”, hanno privatizzato tutti gli ambiti dell’esistenza e delle relazioni,

ivi compreso il matrimonio.

Contro questa tendenza, l’Autore propone di “deprivatizzare” il matrimonio, invitando la coppia a “sposare” l’umanità.

La meravigliadi Valeria e Tony Piccin

Chi è capace di meraviglia? Soprattutto i bambini, ed è per questo che Gesù ci invita a diventare come loro: Ma la meraviglia è anche

una virtù adulta, che apre al sogno, e dunque al progetto e al futuro. Senza capacità di meraviglia non si riesce a cogliere il grande

mistero dell’amore.

Accogliersi nella diversità di Ileana e Luca Carando

Accogliersi, accettarsi, conoscersi è la via che ci permette di amare per quello che è, nelle reciproche differenze che rappresentano

sempre una risorsa della relazione e della comunione. Così è nella coppia: due persone che si amano restando diverse e che

diventano segno dell’amore di Dio-Trinità.

Sostare nella sofferenzadi Francesco Ghia

Una pastorale “induttiva”, che parta cioè dal basso, dalla realtà, significa fare spesso i conti con una diffusa sofferenza che nasce

dall’inquietudine dell’uomo e della donna del nostro tempo. Per questo ognuno di noi, sia a livello di singoli che di famiglia e di

comunità cristiana, deve incominciare a riconoscere, a rielaborare e a dare un nome al dolore e alla sofferenza.

Dossier     Il nuovo rito del matrimonio (seconda parte)