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Credo nel perdono e nella risurrezione


Editoriale di Luigi GhiaCop 3 2020p

In altre parti della rivista il tema del perdono viene colto in varie dimensioni e letto nei molteplici aspetti in cui esso si può esprimere. In questo editoriale vogliamo rendere ragione del fatto che esso è un tema complesso, che supera, ad esempio, quelle insopportabili banalizzazioni giornalistiche che pretenderebbero di far dire al famigliare di una vittima se ha concesso il perdono all’assassino. Il perdono, verrebbe da obiettare, è una cosa seria… Nel «Credo» si parla di perdono e di risurrezione. Ma papa Francesco non esita a collegare tra loro questi due momenti dell’esistenza umana, come riportato in epigrafe.              Sì, il perdono risuscita.

Il compimento della legge da parte di Gesù


di Gianfranco Girola

Nel racconto dell’Ultima Cena, attraverso gesti di alto valore simbolico, Gesù lascia in eredità ai suoi discepoli un messaggio destinato ad attraversare luoghi e generazioni: il servizio è il compimento della Legge e luogo rivelativo dell’Amore.

Credere e perdonare


di Gabriella Del Signore

Nel suo ultimo articolo per la nostra rivista, prima di salire al Padre, la nostra amica ci comunica uno dei suoi «luoghi» teologici più cari: il perdono è il gesto del cuore umile e povero; è consolazione e risurrezione; la tenerezza, il perdono, l’accoglienza reciproca, il farsi carico del dolore altrui, sono il senso ultimo del nostro cercare, gioia che genera pace.

Il male nascosto


di Giovanni Scalera

Le prove, alle quali ognuno di noi è sottoposto, non sono cadute, quelle che spesso siamo tentati di giustificare o di tollerare nei nostri comportamenti quotidiani. Sono tuttavia momenti difficili ai quali, spesso, soccombiamo. Ma occorre avere il coraggio di ripartire, dopo ogni prova.

La violenza


di Giuseppe Goisis

Violenza è l’esercizio della forza senza misura, in cui la «forza» riveste un significato di qualità negativa. La violenza possiede un forte potere pervasivo e impone significati nuovi: lo strapotere delle nuove tecnologie, ad esempio, tende a persuadere sulla tollerabilità della violenza, che viene irresponsabilmente diffusa; mentre viene spesso sottovalutato il valore performativo della parola, utilizzata non di rado come linguaggio provocatorio e violento.

Attenzione – attesa


di Giorgio Gonella

Alcuni maestri spirituali hanno posto il valore dell’attenzione al centro della vita spirituale, collegandola con l’indifferenza, la capacità di resistere alle passioni. Noi non possiamo amare tutto, possiamo amare solo ciò su cui posiamo lo sguardo con attenzione. Etimologicamente simile all’attenzione è l’attesa. L’attenzione crea lo sguardo rivolto verso l’altro; l’attesa crea lo spazio etico perché l’altro possa venirmi incontro.

L’esperienza della Grazia


di Guido Ghia

La Grazia è un dono: vive nella dimensione dell’amore e, come l’amore, è ineffabile. Non si descrive, si sperimenta: è l’esperienza del sentirsi accolti gratuitamente da Dio, è trovare grazia presso Lui, è esperienza mistica di comunione con il Padre e i fratelli. È il nome religioso della libertà, che si fa evento nella celebrazione eucaristica.

Saper chiedere scusa


di Angela Dessimone

Partendo da un episodio familiare, l’Autrice affronta il tema, non facile e non di rado irto di ambiguità, del chiedere scusa. Si tratta di un gesto che richiede un distacco dal proprio «io», spesso assai esigente. Occorre saper ammettere la propria colpa, accantonare – senza rimuoverlo – il passato, evitare di essere sopraffatti dal proprio ruolo sociale, trovare il modo migliore per ristrutturare la relazione interrotta… Ma non esistono istruzioni per l’uso.

La fragilità della coppia


di Valeria e Tony Piccin

Si sente spesso dire che una coppia è «entrata in crisi». Questo fatto può fare pensare immediatamente alla fine della relazione. Ma la crisi può essere un momento positivo di giudizio sulla propria vita, di prova da superare. La coppia è ontologicamente una realtà fragile: è solo superando una serie di prove che essa si rafforza.

Comunità cristiana e famiglie monoparentali


di ✠ Douglas Regattieri

Una realtà in costante crescita. Prima di esprimere giudizi (spesso moralistici) è indispensabile una presa d’atto di queste situazioni, sia da parte dello Stato, chiamato a sostenere queste famiglie, sia da parte della Chiesa, con i quattro verbi già indicati da papa Francesco: accogliere, accompagnare, discernere e integrare.


pdf Camminare insieme (6.82 MB)