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«Il Papa ci dice che comunicare è sempre un incontro»

24/01/2014 «La novità di questo messaggio», afferma la sociologa Chiara Giaccardi, «non sta tanto nel fornire indicazioni per il mondo digitale ma dirci che comunicare è incontrare sia nei territori materiali che in quelli digitali superando quella contrapposizione, molto diffusa nel mondo cattolico, in base alla quale il digitale toglierebbe spazio al reale o che il virtuale sarebbe meno autentico del reale»

«Il paradigma dell’incontro è il paradigma della comunicazione e questo paradigma si applica sia nella realtà materiale, nell’incontro faccia a faccia, che nell’ambiente digitale. La novità di questo messaggio non è tanto nel fornire delle indicazioni per il mondo digitale ma dirci che comunicare è incontrare sia nei territori materiali che in quelli digitali superando quella contrapposizione, molto diffusa soprattutto nel mondo cattolico, in base alla quale il digitale toglierebbe spazio al reale o che il virtuale sarebbe meno autentico del reale. Anzi, la parabola del Samaritano ci dice che non necessariamente la compresenza fisica rende possibile l’incontro, il sacerdote e il levita passano accanto e procedono oltre senza fermarsi. La compresenza non è garanzia di incontro, per incontrare occorre sempre compiere un atto di responsabilità e di libertà».

La parola virtuale andrebbe abolita, nessuno degli studiosi del digitale la usa più perché ha una connotazione di second life, di mondo parallelo che in realtà non aiuta a comprendere. Soprattutto i giornalisti dovrebbero evitarla e sostituirla con la parola “digitale”. Virtuale sembra non reale mentre invece digitale è un realtà diversa da quella materiale. È fonte più di equivoci che di comprensione e alimenta questo scenario dualista che il messaggio del Papa smentisce. L’unità è data da noi, dall’essere umano che incontra e unifica i territori delle relazioni interpersonali, materiali o digitali che siano.

F.C.