
La parabola presentata nel vangelo di questa domenica non è rivolta i discepoli, è indirizzata ai farisei. Possiamo sentirla estranea a noi, tanto non siamo farisei? Forse no, forse un po’ di fariseo è anche dentro di noi, quando ci sentiamo a posto con Dio dopo qualche preghiera, un pellegrinaggio e poi ci disinteressiamo di tutte le persone che incontriamo, della maggior parte del mondo che sta peggio di noi, di tutti quelli che hanno bisogno del nostro aiuto, perché tanto i soldi non c'entrano con l’adesione al vangelo.
Allora dobbiamo avere il coraggio di ascoltare questa parabola drammatica fino in fondo.
Il primo personaggio: un uomo ricco, senza nome, senza sostanza, senza personalità. Non ha commesso peccati, non è disonesto, non è dissoluto... Abramo non gli rinfaccia nessun peccato. E’ vestito di porpora: solo poche persone potevano permetterselo (tradotto oggi: l'auto più bella, il vestito alla moda dal costo folle, l’ultimo smartphone, lo yacht più grande, ...). L'uomo ricco veste così per attirare gli sguardi della gente, vuole essere contemplato, gli piace essere considerato una spanna più di tutti. Vive per compiacere gli sguardi, spende per apparire, non sa cosa significa spendere per diventare più umano.
L'uomo ricco investe sull'effimero: il vestito sarà mangiato dalle tarme, sotto al vestito c’è solo un grande stomaco che si sazia di cibo... non c'è altro, è un pre-umano. Vive per partecipare a lauti banchetti. Non dice una parola, non comunica con nessuno, non costruisce relazioni, esiste solo lui al mondo.
Entra in scena il secondo personaggio: un povero, Lazzaro. Sta sulla soglia del ricco, è buttato in un angolo come fosse spazzatura (tanti senza fissa dimora nelle nostre città…). Il suo vestito è terribile: è coperto di piaghe; ha fame, il suo stomaco è vuoto; i cani gli leccano le ferite, sono i soli che vedono il povero, l’uomo ricco non lo vede, perché la ricchezza ti fa perdere la sensibilità umana, è inferiore addirittura a quella dei cani.
Questo povero ha un nome, Lazzaro che significa: colui che è assistito da Dio… Dio sta dalla sua parte, non dalla parte dell'uomo ricco che non ha un nome, è un signor nessuno.
Il povero, Lazzaro muore e viene subito collocato tra le braccia di Abramo. Cosa ha fatto per ricevere questo premio? Non c'è traccia di spiegazione nel vangelo, non viene presentato un Lazzaro buono che si merita il paradiso. Messaggio potente: per Gesù non deve esistere il povero, non può essere interpretato come invito alla rassegnazione, come sopportazione paziente che viene premiata con il paradiso. Per Gesù deve cambiare la gestione dei beni in questo mondo. Se viviamo da fratelli i beni sono sufficienti per tutti, se non è così c’è una sola spiegazione: i beni sono gestiti male. Pochi ricchi gestiscono tutto con spese folli e tolgono il necessario a tutti gli altri. Dio difende la causa dei poveri, dei bisognosi.
Muore anche il ricco. Sono finiti i bagordi, la vita finisce. Stordito dalla ricchezza era convinto che il banchetto continuasse per sempre. Dove è andato a finire? All'inferno… il vangelo non dice che ha fatto peccati, ma non ha condiviso le ricchezze con i fratelli, non si riesce a trovare nulla di buono nella sua vita, niente da portare nel Regno, tutta la sua vita è scomparsa…
Vede Lazzaro: in vita non l'aveva visto, non si era lasciato salvare da Lazzaro in vita, adesso è troppo tardi, non può più salvarlo.
Le parole di Abramo fanno capire come la pensa Dio. L'uomo ricco grida disperato, Abramo risponde, significa che si conoscono, ma oramai non si può più fare niente. I profeti lo hanno raccontato in tutta la Bibbia. L’uomo ricco conosceva tutto (noi? Il vangelo…), sapeva cosa fare, ma non ha ascoltato...
Chiede un miracolo, un messaggio prodigioso per salvare i cinque fratelli, rappresentano tutto il popolo di Israele, le comunità cristiane di allora e di oggi. Cerca di convincere Abramo...
Ma non ci sono miracoli che curano questa patologia. L'unica medicina per curare questa patologia è la Parola di Dio ed avere il coraggio di seguirla fino in fondo.
Revisione di vita
- Cosa c’entrano i soldi con la vita spirituale? Tutto è roba nostra?
- Chi sono i farisei di oggi? Ci sono farisei nelle comunità cristiane, c'é un fariseo nel mio cuore, nella mia vita spirituale?
- Abbiamo qualifiche, conoscenze? Possiamo costruire vita, ma c'è il rischio di gestire tutto male. La ricchezza può farci perdere la testa… Utilizzo tutto per creare vita? Ricevo “ordini” dai beni? Non “vedo” più nessun altro... neanche chi mi è vicino?
- Cosa c'è nel mio cuore? la ricchezza, i soldi, i beni, quello che so fare? o Dio...
- Cosa dice la gente: beato lui che si può permettere tutto? anche noi cristiani diciamo: beato lui rivolto a chi?
- Adorazione degli sguardi: se non siamo ammirati andiamo in depressione? Qual'é il nostro vestito? quali sguardi vogliamo attirare?
- E' possibile resistere alla seduzione della ricchezza?
