
Ci stiamo preparando al Natale, al Signore che viene ed in questa domenica ci aiutano due personaggi: il profeta Isaia e il Battista. Isaia è il profeta che ha mantenuto alta la speranza anche quando tutto sembrava smentire (quanto attuale oggi…), ci fa vedere il mondo come lo vede Dio, un nuovo mondo che sta nascendo, in mezzo ai dolori, come quelli del parto. Il Battista ci prepara ad accogliere il Messia di Dio, ci aiuta con le sue parole e con la coerenza della sua vita. In comune hanno il messaggio: è finita l'attesa, il regno di Dio è qui, oggi, adesso, nel nostro presente.
Occorre però prepararsi, essere attenti, seguire le istruzioni. Il primo messaggio del Battista è chiarissimo: convertitevi! Cambia totalmente il tuo modo di pensare, di valutare quello che è intorno a te!
E' arrivato il regno di Dio: con la venuta di Gesù c'è una visione più ampia su Dio, sull'uomo, sulla storia, su tutta la nostra vita. Abbiamo davanti i nostri occhi due regni: il regno del maligno, dei violenti, di quelli che si disinteressano di tutti gli altri. Gesù rifiuta questo regno, da l’inizio ad un regno nuovo, quello dell’amore, della fratellanza. Possiamo entrare subito in questo regno, possiamo vivere le nostre giornate con attenzione al fratello che ci è accanto. Tutti gli altri regni passano.
La strada per arrivarci è tracciata: la strada dritta, attraverso il deserto, come ci racconta Isaia. Dobbiamo partire per arrivare alla terra della libertà. Il nostro cammino nel deserto richiama ai cambiamenti che dobbiamo fare in noi stessi, il nostro personale esodo, verso la libertà. Il deserto è il luogo privilegiato per l'incontro con il Signore, lì c’è silenzio, si può riflettere, non si è intontiti dai tanti messaggi che ci arrivano ogni giorno. Dobbiamo avere il coraggio, la costanza di rientrare in noi stessi nel silenzio. Piano piano quello che è futile scompare, non conta più niente. Nel deserto non si portano pesi inutili, non si accumula, sarebbe troppo faticoso il trasporto. Passo dopo passo si procede, senza possedere niente, verso la meta. Non si cammina da soli nel deserto, ma insieme ai fratelli, fianco a fianco, per aiutarsi nelle difficoltà. La cintura ai fianchi serve per tenere sollevata la veste, serve per camminare veloci verso la terra della libertà.
Tutti corrono verso il Battista per farsi battezzare. Occorre uscire dalle proprie certezze (il Giordano segnava il confine tra la terra santa e la terra dei pagani…) per andare verso il Battista, con lui possiamo passare di nuovo verso la vera terra santa, la terra della libertà.
Per accettare il battesimo del Battista devo saper riconoscere la mia condizione di peccatore, in qualche modo sentite che sono schiavo del peccato. Ho bisogno di un aiuto per uscire da questa condizione, ho bisogno di essere liberato per il mio cammino verso la terra della libertà.
Non è una persona dalle parole dolci il Battista, usa parole forti verso farisei, sadducei: razza di vipere! Forse ci vuole dire che c’è un rischio anche per noi: quando pensiamo che tutto finisca con qualche rito a cui partecipiamo ma non vogliamo veramente convertirci, quando cerchiamo di trovare scappatoie, quando pensiamo: si è sempre fatto così, non è necessario nessun cambiamento nella mia vita, nei nostri rapporti con i fratelli.
Il segno del nostro cambiamento sono i frutti degni di conversione, le nostre opere di ogni giorno. Ci accontentiamo perché andiamo in Chiesa una volta la settimana? Basta solo questo? Che attenzione abbiamo verso i fratelli più deboli, i poveri, i miseri che incrociamo ogni giorno?
La possibilità di sbagliare, di abbandonare la strada verso la libertà è molto seria. Il Battista la sintetizza con un’immagine plastica: la scure è già posta alla radice degli alberi. Se l’albero non produce frutti belli viene tagliato.
Con Gesù capiamo che la scure non taglia le persone, ma solo i rami improduttivi che sono presenti nella nostra vita. Con Gesù ci immergiamo in un altro battesimo, spirito santo e fuoco, il fuoco portato dal suo spirito, il fuoco in cui ogni peccato viene eliminato.
Con Gesù la paglia è bruciata nel fuoco, l'aia è pulita non spazzando via i peccatori ma cambiando il cuore di ogni uomo. Tutto il male presente nel cuore dell'uomo è eliminato.
Con Gesù possiamo camminare insieme verso la terra della libertà.
Revisione di vita
- Isaia annuncia la speranza in un periodo difficile, con tante minacce all’orizzonte. Ne abbiamo bisogno anche oggi del suo messaggio? Aspettiamo anche noi un evento speciale? Sappiamo ancora avere questa speranza?
- Il profeta ha una notizia straordinaria: il Signore sta per venire a liberarci, anche in mezzo alla deportazione a Babilonia; forse gli israeliti hanno avuto difficoltà a crederci… Ci crediamo noi che il Signore sta per venire a liberarci?
- Quale schiavitù abbiamo nella nostra vita? Liberarsi, camminare nella strada diritta, rapida, verso la terra della libertà. Ci siamo messi in cammino nel deserto verso la terra della libertà?
- Sentiamo la paura, la difficoltà di viaggiare del deserto? Vogliamo tornare indietro? Continuare a camminare...
- Sentiamo di camminare da soli nel deserto? Viaggiare insieme, come membri di una comunità in cammino…
