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Amoris Laetitia

Amoris Laetitia

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Natale: memoriale della Presenza.

Nella sua secolare saggezza la Chiesa educa i cristiani a vivere costantemente i “misteri” di Cristo, non rievocandoli soltanto, ma attingendo da essi la grazia per viverne i frutti oggi. Così nel Natale il credente ascolta la voce dei profeti e legge la storia della venuta di Cristo cogliendo l’Incarnazione del Figlio di Dio e il senso totale della sua Incarnazione.

Ma il tempo dell’Avvento e del Natale, pur essendo tempi liturgici tra i più “forti” nel ritmo della vita della comunità cristiana, appaiono affievoliti dalla frenesia e dalla preoccupazione del vivere quotidiano. Lo sfasamento tra il tempo di preparazione al Natale, che è l’Avvento, e il tempo di preparazione al Natale che è frenesia delle spese, dei regali, e in genere del consumismo, deve farci riflettere. Una delle ragioni per cui l’esperienza quotidiana dell’uomo risulta impoverita di serenità, di gioia, di speranza, sta nel progressivo rimanere prigionieri di orizzonti puramente materiali e temporali, mentre l’annuncio natalizio è annuncio di trascendenza, annuncio di liberazione, annuncio di pace. Insomma si tratta di una profezia, di una totale novità: il Figlio di Dio che si incarna e diventa figlio dell’uomo, una presenza trasfigurante nella storia dell’uomo, nella quale noi crediamo: “nasce il Salvatore!”. Una volta si meditava sullo stupore degli angeli, sullo stupore dei pastori, sullo stupore dei Magi; il nostro tempo sia attraversato misteriosamente da una rinnovata capacità di stupirsi, perché Dio è fedele all’uomo, nonostante l’infedeltà dell’uomo, di stupirsi perché il Signore è il Salvatore della storia dell’uomo nonostante che l’uomo sia un collaboratore di salvezza così discontinuo, così incoerente e così povero. E’ la gioia dello stupore cristiano che è anche la gioia di uno stupore profondamente umano. Natale sia davvero l’esperienza della presenza di Gesù nella nostra vita e nella nostra storia. E’ una presenza che chi ha fede può capire più profondamente e può gustare con più soave comprensione, ma, allo stesso tempo, è una presenza che interpella anche coloro che ritengono di non aver fede, mentre, forse, la portano profondamente sopita in una prigionia interiore che segna la fedeltà ineffabile ed inesprimibile di un Dio che ama gli uomini. E’ proprio pensando a questa presenza di Cristo nel Natale, che secondo il profeta è veramente “Dio con noi”, l’Emmanuele, che il giorno di Natale è il momento più significativo, più carico di fervore, più carico di commozione. Questo Salvatore, questo Emmanuele è annunziato dai profeti e proclamato dal Vangelo come colui che viene a visitare i poveri, i deboli, i sofferenti, i prigionieri di ogni prigionia, le persone che non hanno speranza. Pare logico allora che il nostro Natale cristiano debba farsi molto attento ai destinatari dell’Incarnazione natalizia. Il tema è permanente nell’esperienza della vita cristiana e della Chiesa; il tema è irrinunciabile nella convivenza dei cristiani. Tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà sono chiamati a operare seriamente per costruire una solidarietà effettiva che, mentre non lascia nessuno nell’emarginazione, promuova iniziative collettive, puntando al bene dei più poveri e degli ultimi e realizzando il bene di tutti. Occorre anche motivare in maniera più puntuale, più specifica, il ricorso alla preghiera che, in questo tempo, deve ancor più caratterizzare la vita delle nostre comunità, sia per non lasciare solo Colui che viene e che merita la nostra adorazione, la nostra amicizia, la nostra fedeltà, sia perché noi abbiamo tanto più bisogno di fiducia in Dio, quando le ragioni umane della speranza sembrano venir meno, sembrano affievolirsi. Occorre far riemergere le ragioni sovrumane della speranza non come evasione, ma come richiamo al fatto che siamo i destinatari dell’amore di Dio e Dio non ci abbandona mai. Cristo viene, non si stanca di venire, ma a noi compete domandarci se lo accogliamo. Il Vangelo nota che, quando Cristo venne, i suoi non l’accolsero e che per lui non c’era posto. E’ un dramma che non finisce mai questo non accogliere Colui che viene, questo non fargli posto nella convivenza quale che sia, la famiglia, la città, l’ambiente di lavoro, la comunità cristiana. Facciamogli posto! Ognuno di noi sia un “sì” a Colui che viene. Ognuno lo accolga, lo ascolti, si confronti con lui: soprattutto creda che Gesù è il Salvatore.

Buon Natale! In amicizia Gianfranco – Assistente Nazionale CPM 

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

giovani francesco

Webinar AL per sacerdoti e seminaristi

25° Anniversario della morte di Don Tonino Bello

 

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.Buco nero: Attirerò tutti a Me.

Puoi IMPARARE solo se ASCOLTI

Festival dell’economia civile Firenze 29-31 marzo 2019: presentazione

Il metodo CPM
1. Vedere
sforzarsi di prendere coscienza e di capire le proprie situazioni e atteggiamenti di vita, la qualità della relazione di coppia, i comportamenti della comunità ecclesiale e sociale e le maggiori problematiche odierne.
2. Giudicare
approfondire, conoscere e lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio, ricordando che la Parola è Persona e Gesù stesso è Parola incarnata; confrontarsi dunque con Gesù vero interlocutore per poter entrare in intimità e vero dialogo con il coniuge e con gli altri, oltre che per leggere la nostra vita e le varie problematiche in esame con una visione di fede.
3. Agire
cercare di tradurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, nella propria vita le acquisizioni maturate, contando anche sulla solidarietà delle altre coppie e del Consigliere spirituale.

L'accoglienza come stile di vita.

I sette punti di PAUL DERKINDEREN. L'Autore, sacerdote, teologo, psicologo, ha rappresentato per molti anni il Belgio in seno al bureau della Federazione Internazionale dei CPM;ne è stato l'Assistente.

Un cammino insieme verso il matrimonio



Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma

simposio

Sabato 11 novembre si è tenuto il III Simposio Amoris Laetitia aperto dal saluto del Santo Padre; è intervenuto il Presidente della CEI S.Em Card Gualtiero Bassetti, il direttore dell'Ufficio don Paolo Gentili e sono seguite le relazioni del prof. Mons. Giuseppe Lorizio e prof. Mons. Manuel Jesus Arroba Conde.

Commenti al Vangelo della domenica di Paolo don Squizzato

CommentoalVangelo2

Padre Nostro

Credo di Don MIchele Do

Credo in un solo Dio che é Padre, fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà. Da lui vengono e a lui ascendono tutte le cose. Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell'uomo. Immagine visibile e trasparente dell'invisibile volto di Dio; immagine alta e pura del volto dell'uomo, così come lo ha sognato il cuore di Dio. Credo nello Spirito santo che vive e opera nelle profondità del nostro cuore per trasformarci tutti a immagine di Cristo. Credo che da questa fede fluiscono le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita: la Comunione dei santi e delle cose sante, che é la vera Chiesa; la buona novella del perdono die peccati, la fede nella Resurrezione che ci dona la speranza che nulla va perduto della nostra vita, nessun frammento di bontà e di bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto e ignorato nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen.

Corso di Formazione Permanente in Pastorale Familiare per Sacerdoti (9 ottobre - 29 novembre 2018)

"Per quanto riguarda i corsi o gli itinerari di preparazione al matrimonio, essi rientrino nel progetto educativo di ogni Chiesa particolare ed assumano sempre più la caratteristica di itinerari educativi. A tale scopo ci si preoccupi perché possibilmente ogni comunità parrocchiale sia in grado di offrire questi itinerari di fede innanzi tutto ai propri fidanzati.


Fidanzamento: tempo di crescita, di responsabilità e di grazia

 

Il libro è un originale studio teologico che presenta, per la prima volta in modo organico, la visione cristiana della corporeità.

La Parola e uno stile di vita

La grande bellezza

Un breve sussidio, che tutti possono utilizzare (coppie di fidanzati, di sposi,famiglie), in cui ogni capitolo viene presentato secondo uno schema di 7 verbi: conoscere, gustare, fissare lo sguardo, riflettere, ammirare, approfondire (suggerimenti per la visione di un film, per l'ascolto di un brano musicale, per la lettura di un testo..) pregare.