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Amoris Laetitia

Amoris Laetitia

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Vi prenderò dalle genti, dice il Signore, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.

Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio.

Che cosa dice il testo (LECTIO)

Ezechiele si fa portatore di una promessa grandiosa, affermata per un futuro prossimo, quasi imminente. Egli annunzia al popolo degli esuli, che ha sperimentato dolorosamente la forza devastante del peccato e del tradimento dell’alleanza, un’azione potente di salvezza da parte di Dio. L’oracolo prospetta innanzi tutto una purificazione del popolo dai suoi peccati. Questa purificazione, opera di Dio, è presentata con la metafora del versamento di acqua pura, a somiglianza dei riti lustrali. Essa va ben oltre, però, dei semplici gesti rituali, poiché è associata ad una radicale trasformazione della libertà umana, finalmente restituita alla capacità di rispondere all’invito divino.

Ezechiele annuncia una straordinaria effusione dello Spirito, per cui il Signore effonde nel cuore del popolo un sentimento di sincero pentimento per le proprie colpe (v. 25) e di ricerca appassionata della volontà divina. Il vertice del brano è costituito allora dai vv. 26s, in cui è promessa l’immissione di “uno spirito nuovo”, quale principio interiore di attività, e di “un cuore nuovo”, cioè un nuovo atteggiamento della libertà umana. L’oracolo prospetta pertanto un rinnovamento antropologico profondo, per cui Israele sperimenterà un’incondizionata stima e rispetto per le realtà divine e un’adesione integrale alla volontà del Signore, resa manifesta nelle sue leggi. La trasformazione non procede da un’iniziativa del popolo, ma dalla preveniente decisione divina di renderlo capace, tramite l’infusione di questo spirito nuovo, di osservare tutti i comandamenti del Signore e di ristabilire il patto stretto con i padri al Sinai. La situazione degli esuli testimoniava il fallimento del patto a causa dell’infedeltà di Israele; ora, in nome della fedeltà divina, Israele sperimenta la possibilità nuova di aderire al patto con tutto se stesso, trovando in esso il compimento dei suoi desideri, sintetizzati nella promessa del dono della terra.

Rifiorisce pertanto il rapporto tra il popolo e il Signore, e Israele sperimenta la bellezza della comunione intima con Dio, che è la realtà profonda dell’alleanza: “Voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio” (v. 28).

Ringraziamo sul testo (MEDITATIO)

Se per assurdo una persona potesse dire ad un’altra persona: “Ti darò un cuore nuovo”, che cosa intenderebbe dire? E che cosa capirebbe il ricevente del cuore nuovo? Un bel fiume di sentimenti positivi, un volersi bene spontaneo, immediato, senza sforzo. “Dimmelo col cuore!”, “Con il cuore in mano”, “Che cosa ti dice il tuo cuore?”, “Va’ dove ti porta il cuore” sono tutti modi di celebrare un sentimentalismo da rotocalco. E non c’è niente che renda più schiavi i due innamorati. Il “sentimento spontaneo”, infatti, è peggio di un colpo di vento che viene e va; è la logica di godersi il sentimento, finché c’è, perché, quando esso se ne va, non ci si può far niente. “Io ti amo” sembra la celebrazione di questo spontaneismo.

Non così dice il nostro testo quando ci promette “un cuore nuovo”, “un cuore di carne” (v. 26): lo Sposo, che di amore se ne intende, poiché ne è l’Inventore e il Mandante, fa una straordinaria scommessa sulle nostre capacità di amare e cioè che ci lasciamo togliere il “cuore di pietra”. A dire il vero, al nostro cuore di pietra teniamo tanto, quando “parliamo male” di noi stessi: io sono così, non c’è niente da fare; mi viene spontaneo usare il sesso, le relazioni con gli altri a mio uso e consumo; non posso farci niente se ho questo carattere, se sono fatto così! Eccolo il cuore di pietra, indurito nel fare il male e non tanto il male in generale, ma quel male che mi viene spontaneo, che mi sta bene fare, che mi sembra un bene: come chi si mette a fumare due o tre sigarette al giorno, poi gli viene “spontaneo” fumarne, non può farci niente!

Ecco il cuore secondo la Bibbia: il centro dell’io, il motore della libertà umana, il polo decisionale. Più ci “alleviamo” il male e più il cuore si indurisce, cioè ci sembra di non poter fare diversamente. Ma l’Alleato per eccellenza ci chiede di lasciarcelo cambiare, e cioè di voler essere determinati a non intestardirci nel male: il resto lo fa lui, secondo la sua promessa. Un cuore di carne è un cuore veramente umano, non schiavo del peccato, come lui l’ha pensato all’origine, orientato a lui, grazie all’azione dello Spirito.

Preghiamo (ORATIO)

Come amiamo il nostro cuore di pietra, Signore; come presto a liquidare la speranza in noi stessi che tu non liquidi mai! Ci mettiamo sulle strade sbagliate e, giorno dopo giorno, aggiungiamo una pietruzza al nostro cuore, così che gli è più facile fare il male che il bene. E poi ci facciamo lo scherzo di credere che il bene è troppo difficile, troppo distante, troppo faticoso. Abbi pietà di noi, o divino Alleato, e accontèntati del nostro desiderio, almeno, che il nostro amore non indurisca nel male!

Che cosa ha detto la Parola (CONTEMPLATIO)

Giovanni, padre del deserto, diceva: “Un giorno ci recammo dalla Siria a far visita ad abba Poimen e volevamo interrogarlo sulla durezza di cuore, ma l’anziano non conosceva il greco e non vi era interprete. Vedendoci rattristati, l’anziano si mise a parlare in greco e disse: La natura dell’acqua è tenera e quella della pietra è dura, ma il boccale appeso sopra la pietra, goccia a goccia, la fora. Allo stesso modo, la parola di Dio è tenera e il nostro cuore è duro; se però l’uomo ascolta insistentemente la parola di Dio, il suo cuore si apre a temere Dio” (I Padri del deserto, Detti editi e inediti).

Mettere in pratica la Parola (ACTIO)

Oggi prova a sospendere una tua abitudine che ritieni “più forte di te”. Scoprirai che lo Sposo farà il resto.

PER LA LETTURA SPIRITUALE

E’ dal seno del proprio essere sacramentale che la famiglia trae la propria identità e, in conformità ad essa, la propria missione. La famiglia si nutre del tessuto eucaristico sgorgante dalla Chiesa. Partecipando all’eucaristia, gli sposi annunciano la morte di Cristo e proclamano la sua risurrezione, rendendo così presente il mistero pasquale nella grazia della propria vita sacramentale. In quanto mistero eucaristico, vissuto nella profondità della relazione sponsale della coppia e della famiglia, essa non può rinchiudersi in se stessa, né pensarsi come un frammento isolato di paradiso, ma è chiamata ad assumersi la responsabilità del mondo, in unione al sacrificio di Cristo. Essa è un amore nuziale esistente come espansione partecipativa dell’amore nuziale di Cristo e partecipa di tutte le sue attitudini e di tutte le sue energie. Vivere questo è missione grande e feconda per il mondo e per ogni coppia.

La missione della famiglia che sgorga dal sacramento del matrimonio ha infatti dimensione eucaristica. Essa è amore libero, totale, indissolubile e fecondo che fa suo l’amore di Cristo eucaristicamente donato, al quale interamente partecipa. E’ amore che costituisce la Chiesa, generata da Cristo dalla croce e continuamente rigenerata nell’eucaristia, e che si pone in seno alla Chiesa come luogo sacramentale di testimonianza della verità dell’amore umile, totale, indissolubile e fecondo del Cristo Sposo. E’ per questo luogo di missione per il mondo, nel tessuto del quale si colloca come cellula originaria, capace di rendere ragione, nella vita e nella parola, del proprio contenuto di amore e di reciprocità, nel quale sta racchiusa la più profonda identità dell’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio. E’ quindi luogo eucaristico in quanto nuziale e nuziale in quanto eucaristico. Luogo di fecondità per il mondo, dove l’amore si esprime nella sua pienezza umana come amore alla vita, ad ogni vita, a tutta la vita, spargendo dovunque il seme fecondo della gratuità divina, donata da Cristo sulla croce per tutti. Essa è dunque il luogo della benedizione escatologica, che in virtù della Pasqua di Cristo rende viva nella storia e verso la quale cammina con tutta la Chiesa. In essa canta la parola così intimamente familiare del salmo: “Ecco come è bello e gioioso che i fratelli vivano insieme...; là il Signore dà la benedizione e la vota per sempre”

(Sal 133) (F. Pilloni, “Per voi e per tutti”. Eucaristia e matrimonio: una spiritualità per la missione – R. Bonetti , Eucaristia e matrimonio: unico mistero nuziale).

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

giovani francesco

Webinar AL per sacerdoti e seminaristi

25° Anniversario della morte di Don Tonino Bello

 

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.Buco nero: Attirerò tutti a Me.

Puoi IMPARARE solo se ASCOLTI

Festival dell’economia civile Firenze 29-31 marzo 2019: presentazione

Il metodo CPM
1. Vedere
sforzarsi di prendere coscienza e di capire le proprie situazioni e atteggiamenti di vita, la qualità della relazione di coppia, i comportamenti della comunità ecclesiale e sociale e le maggiori problematiche odierne.
2. Giudicare
approfondire, conoscere e lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio, ricordando che la Parola è Persona e Gesù stesso è Parola incarnata; confrontarsi dunque con Gesù vero interlocutore per poter entrare in intimità e vero dialogo con il coniuge e con gli altri, oltre che per leggere la nostra vita e le varie problematiche in esame con una visione di fede.
3. Agire
cercare di tradurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, nella propria vita le acquisizioni maturate, contando anche sulla solidarietà delle altre coppie e del Consigliere spirituale.

L'accoglienza come stile di vita.

I sette punti di PAUL DERKINDEREN. L'Autore, sacerdote, teologo, psicologo, ha rappresentato per molti anni il Belgio in seno al bureau della Federazione Internazionale dei CPM;ne è stato l'Assistente.

Un cammino insieme verso il matrimonio



Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma

simposio

Sabato 11 novembre si è tenuto il III Simposio Amoris Laetitia aperto dal saluto del Santo Padre; è intervenuto il Presidente della CEI S.Em Card Gualtiero Bassetti, il direttore dell'Ufficio don Paolo Gentili e sono seguite le relazioni del prof. Mons. Giuseppe Lorizio e prof. Mons. Manuel Jesus Arroba Conde.

Commenti al Vangelo della domenica di Paolo don Squizzato

CommentoalVangelo2

Padre Nostro

Credo di Don MIchele Do

Credo in un solo Dio che é Padre, fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà. Da lui vengono e a lui ascendono tutte le cose. Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell'uomo. Immagine visibile e trasparente dell'invisibile volto di Dio; immagine alta e pura del volto dell'uomo, così come lo ha sognato il cuore di Dio. Credo nello Spirito santo che vive e opera nelle profondità del nostro cuore per trasformarci tutti a immagine di Cristo. Credo che da questa fede fluiscono le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita: la Comunione dei santi e delle cose sante, che é la vera Chiesa; la buona novella del perdono die peccati, la fede nella Resurrezione che ci dona la speranza che nulla va perduto della nostra vita, nessun frammento di bontà e di bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto e ignorato nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen.

Corso di Formazione Permanente in Pastorale Familiare per Sacerdoti (9 ottobre - 29 novembre 2018)

"Per quanto riguarda i corsi o gli itinerari di preparazione al matrimonio, essi rientrino nel progetto educativo di ogni Chiesa particolare ed assumano sempre più la caratteristica di itinerari educativi. A tale scopo ci si preoccupi perché possibilmente ogni comunità parrocchiale sia in grado di offrire questi itinerari di fede innanzi tutto ai propri fidanzati.


Fidanzamento: tempo di crescita, di responsabilità e di grazia

 

Il libro è un originale studio teologico che presenta, per la prima volta in modo organico, la visione cristiana della corporeità.

La Parola e uno stile di vita

La grande bellezza

Un breve sussidio, che tutti possono utilizzare (coppie di fidanzati, di sposi,famiglie), in cui ogni capitolo viene presentato secondo uno schema di 7 verbi: conoscere, gustare, fissare lo sguardo, riflettere, ammirare, approfondire (suggerimenti per la visione di un film, per l'ascolto di un brano musicale, per la lettura di un testo..) pregare.