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Amoris Laetitia

Amoris Laetitia

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Quelli che erano stati battezzati erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.

Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.

Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la stima di tutto il popolo.

Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

Che cosa dice il testo(Lectio)

Luca, narrando l’evento della Pentecoste, traccia anche il ritratto della comunità cristiana che nasce con il dono dello Spirito del Risorto. E’ un quadro ideale che è normativo per ogni comunità ecclesiale, la quale ritrova qui le indicazioni essenziali per dire la propria identità e il compito affidatole dal suo Signore.

E’ una comunità che si definisce a partire da un incontro con il Dio di Gesù Cristo, incontro reso possibile dalle parole dell’annuncio, che hanno trafitto il cuore degli ascoltatori delle parole di Pietro. In altri termini è una comunità che si costituisce grazie all’incontro con i testimoni.

Le relazioni che la caratterizzano sono ispirate al modo di essere di quel Gesù che la comunità confessa come suo Signore, e queste relazioni generano verso l’esterno accoglienza e simpatia

(v. 47), insieme ad una certa riserva perché la comunità è portatrice di una novità non disponibile agli uomini (“Un senso di timore era in tutti”: v. 43).

Vi sono poi le risorse di cui la Chiesa vive. Anzitutto la Parola di Dio, veicolata dall’insegnamento degli apostoli; in secondo luogo la frazione del pane, e cioè la celebrazione eucaristica; in terzo luogo la preghiera; e infine quella comunione fraterna che si genera proprio grazie a queste risorse vissute autenticamente e nella perseveranza (“Erano assidui...”: v. 42).

Certamente uno stile di coerenza con la Parola ascoltata, celebrata e vissuta, genera alcune rotture con atteggiamenti egoistici rivolti soltanto al proprio profitto e benessere. Ecco allora la sottolineatura lucana della condivisione dei beni economici come segno della novità dell’evangelo, della fraternità generata dalla fede in Cristo.

Intanto la comunità vive fianco a fianco con il giudaismo e non se ne è ancora distinta; anzi condivide con esso il culto al tempio e i momenti religiosi essenziali. Nondimeno quanto vive al suo interno ha un tratto di assoluta novità, ed è esattamente la fede nella Pasqua di Cristo, con l’esperienza del dono dello Spirito.

Ringraziamo sul testo (MEDITATIO)

Nel nostro celebrare la famiglia, e in genere con questo termine intendiamo la moderna famiglia nucleare (padre, madre e pochissimi figli), ci esponiamo ad un rischio enorme: e cioè di dare per implicite l’autosufficienza e l’autoreferenzialità della famiglia. Anche quando parliamo oggi legittimamente di ministerialità coniugale e familiare, di nuova frontiera della evangelizzazione che passa attraverso la famiglia, possiamo cedere ad un delirio (quanto mai opportuno per il Tentatore, il quale prima o poi avrà un bell’agio a mostrarci che non è vero niente, che in famiglia si sta male, che bisogna fuggire dall’asfissia familiare, ecc.): che la famiglia basti da sola, che sia “la casa fondata sulla roccia” che resiste ai venti e alle tempeste.

Questo brano degli Atti degli Apostoli ci mette di fronte in modo perentorio all’evidenza che questa famiglia ministeriale ed evangelizzatrice non esiste, è una pura astrazione che non spiega se stessa. Esiste, invece, il legame tra famiglie. Oggi la letteratura scientifica, in un tempo in cui siamo sempre più blindati nei nostri appartamenti e perfino ciascuno nella propria “tana” ipertecnologica, mira a riscoprire il “capitale sociale”, finalmente mettendo a tema che nessuna società vive senza un tale capitale: e cioè gli incontri informali, i rapporti di buon vicinato, i gruppi spontanei, il volontariato, ecc.

Quando si dice che la parrocchia è “famiglia di famiglie”, si rischia di ripetere un luogo comune (e di sprecare i termini), s edi fatto noi famiglie non puntiamo sull’allearci, sullo scommettere che il Regno (l’“essere assidui”) passa attraverso le nostre iniziative di reale condivisione. Finché aspettiamo che qualcuno (il parroco) ci chiami fuori dal nostro appartamento, non costruiamo la visibilità e la gioia della Sua presenza: chi ci vieta di sorprendere iniziative, di mettere insieme le nostre risorse, di coinvolgere altre famiglie?

Preghiamo (ORATIO)

Mandaci la fantasia, o Signore, la creatività, l’assenza di pudore, la speranza, la temerarietà, il coraggio che ci servono per raccoglierci! “Tutti coloro che erano diventati credebti stavano insieme” (At 2,44): e quando mai, Signore, diventeremo credenti se ci bastano le nostre quattro coccolate, garantite, asfissianti mura?

Che cosa ha detto la Parola (CONTEMPLATIO)

La santa Chiesa siamo noi; ma non soltanto noi raccolti qui in questo tempio e che ora mi ascoltate. Tutti: quelli raccolti qui dentro, a Dio piacendo, cristiani fedeli di questa città; e tutti quelli che abitano questa regione, questa provincia proconsolare; e quelli che vivono al di là del mare, in tutto il mondo. Tale è la dimensione della Chiesa cattolica, vera nostra madre, vera coniuge di quello Sposo (Agostino d’Ippona, Sermone).

Mettere in pratica la Parola (ACTIO)

Proviamo a fare una ricerca accurata (a partire dal nostro condominio o dalla nostra zona) di quanti vorrebbero “far qualcosa assieme” e cominciamo a trovare un luogo dove trovarci.

PER LA LETTURA SPIRITUALE

La parrocchia nasce e si sviluppa in stretto legame con il territorio, come risposta alle esigenze della sua ramificazione. Grazie a tale legame ha potuto mantenere quella vicinanza alla vita quotidiana della gente che la qualifica rispetto ad altre realtà con cui nella Chiesa si dà forma comunitaria all’esperienza di fede. Oggi tale legame diventa più complesso: sembra allentato, perché i confini della parrocchia non racchiudono più tutte le esperienze della sua gente; ma risulta moltiplicato, perché la vicenda umana si gioca oggi su più territori, non solo geografici, ma soprattutto antropologici.

Proprio questo impone che si trovi un punto di riferimento unitario perché anche la vita di fede non subisca una frammentazione o venga relegata in uno spazio marginale dell’esistenza. Il territorio della residenza e la parrocchia che lo include sono questo luogo di sintesi, in quanto l’ambito geografico conserva ancora un’indubbia valenza culturale, fornendo i riferimenti affettivi e simbolici che contribuiscono a definire l’identità personale e collettiva. Nella concretezza del legame locale si definisce e si rafforza il senso dell’appartenenza, anche ecclesiale. Il vivo e diffuso senso di appartenenza alla Chiesa che caratterizza la nostra realtà italiana, attestato in diversi modi, appare veicolato dalla comunità ecclesiale che si trova e agisce in quel luogo. Il riferimento al territorio, inoltre, ribadisce la centralità della famiglia per la Chiesa. La comunità nel territorio è infatti basata sulle famiglie, sulla contiguità delle case, sul rapporto di vicinato. Ci sembra di poter così attualizzare l’invito di Gesù all’uomo liberato dai demoni, il quale vorrebbe seguirlo: “Va’ nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che tu ha usato” (Mc 5,19). La parrocchia è questo spazio domestico di testimonianza dell’amore di Dio (Conferenza Episcopale Italiana, Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, 10

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

giovani francesco

Webinar AL per sacerdoti e seminaristi

25° Anniversario della morte di Don Tonino Bello

 

molfetta porto

 

.Buco nero: Attirerò tutti a Me.

Puoi IMPARARE solo se ASCOLTI

Festival dell’economia civile Firenze 29-31 marzo 2019: presentazione

Il metodo CPM
1. Vedere
sforzarsi di prendere coscienza e di capire le proprie situazioni e atteggiamenti di vita, la qualità della relazione di coppia, i comportamenti della comunità ecclesiale e sociale e le maggiori problematiche odierne.
2. Giudicare
approfondire, conoscere e lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio, ricordando che la Parola è Persona e Gesù stesso è Parola incarnata; confrontarsi dunque con Gesù vero interlocutore per poter entrare in intimità e vero dialogo con il coniuge e con gli altri, oltre che per leggere la nostra vita e le varie problematiche in esame con una visione di fede.
3. Agire
cercare di tradurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, nella propria vita le acquisizioni maturate, contando anche sulla solidarietà delle altre coppie e del Consigliere spirituale.

L'accoglienza come stile di vita.

I sette punti di PAUL DERKINDEREN. L'Autore, sacerdote, teologo, psicologo, ha rappresentato per molti anni il Belgio in seno al bureau della Federazione Internazionale dei CPM;ne è stato l'Assistente.

Un cammino insieme verso il matrimonio



Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma

simposio

Sabato 11 novembre si è tenuto il III Simposio Amoris Laetitia aperto dal saluto del Santo Padre; è intervenuto il Presidente della CEI S.Em Card Gualtiero Bassetti, il direttore dell'Ufficio don Paolo Gentili e sono seguite le relazioni del prof. Mons. Giuseppe Lorizio e prof. Mons. Manuel Jesus Arroba Conde.

Commenti al Vangelo della domenica di Paolo don Squizzato

CommentoalVangelo2

Padre Nostro

Credo di Don MIchele Do

Credo in un solo Dio che é Padre, fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà. Da lui vengono e a lui ascendono tutte le cose. Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell'uomo. Immagine visibile e trasparente dell'invisibile volto di Dio; immagine alta e pura del volto dell'uomo, così come lo ha sognato il cuore di Dio. Credo nello Spirito santo che vive e opera nelle profondità del nostro cuore per trasformarci tutti a immagine di Cristo. Credo che da questa fede fluiscono le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita: la Comunione dei santi e delle cose sante, che é la vera Chiesa; la buona novella del perdono die peccati, la fede nella Resurrezione che ci dona la speranza che nulla va perduto della nostra vita, nessun frammento di bontà e di bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto e ignorato nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen.

Corso di Formazione Permanente in Pastorale Familiare per Sacerdoti (9 ottobre - 29 novembre 2018)

"Per quanto riguarda i corsi o gli itinerari di preparazione al matrimonio, essi rientrino nel progetto educativo di ogni Chiesa particolare ed assumano sempre più la caratteristica di itinerari educativi. A tale scopo ci si preoccupi perché possibilmente ogni comunità parrocchiale sia in grado di offrire questi itinerari di fede innanzi tutto ai propri fidanzati.


Fidanzamento: tempo di crescita, di responsabilità e di grazia

 

Il libro è un originale studio teologico che presenta, per la prima volta in modo organico, la visione cristiana della corporeità.

La Parola e uno stile di vita

La grande bellezza

Un breve sussidio, che tutti possono utilizzare (coppie di fidanzati, di sposi,famiglie), in cui ogni capitolo viene presentato secondo uno schema di 7 verbi: conoscere, gustare, fissare lo sguardo, riflettere, ammirare, approfondire (suggerimenti per la visione di un film, per l'ascolto di un brano musicale, per la lettura di un testo..) pregare.