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In forza del sacramento del matrimonio, i coniugi sono rafforzati nell’amore reciproco e diventano ministri della grazia per la propria famiglia e per la comunità cristiana. Essi ricevono «la missione di custodire, rivelare e comunicare l’amore, quale riflesso vivo, e reale partecipazione dell’amore di Dio per l’umanità e dell’amore di Cristo Signore per la Chiesa sua Sposa». Sono «ministri di santificazione nella famiglia», ministri della vita e dell’educazione dei figli. «Deve crescere la consapevolezza di una ministerialità che scaturisce dal sacramento del matrimonio e chiama l’uomo e la donna a essere segno dell’amore di Dio che si prende cura di ogni suo figlio». La fecondità del loro amore – sempre assicurata anche ai coniugi che non possono fisicamente generare – diventa anche seme di fraternità, di solidarietà e di comunione nella comunità cristiana e nella società civile. I coniugi ricevono inoltre dal sacramento un ministero particolare per la edificazione della Chiesa, in comunione e sinergia con il ministero dei presbiteri: «l’Ordine e il Matrimonio sono ordinati alla salvezza altrui; se contribuiscono alla salvezza personale, questo avviene attraverso il servizio agli altri. Essi conferiscono una missione particolare nella Chiesa, servono all’edificazione del popolo di Dio».

La ministerialità sponsale e quella presbiterale hanno radice nell’unico battesimo, sorgente di ambedue le vocazioni, e si differenziano per i diversi doni dello Spirito conferiti nei rispettivi sacramenti. Nell’unità dello Spirito, fra presbiteri e sposi possono così nascere una cordiale amicizia e una relazione feconda volta anche a un’efficace missione pastorale, oggi particolarmente richiesta. Anche verso la più ampia collettività civile, gli sposi sono rivestiti di un compito proprio che, compreso nel ministero della vita e dell’educazione, si attua nella trasmissione di quell’insieme di valori che innestano nella società l’anima della comunione familiare. Si tratta di un servizio necessario e oggi particolarmente urgente, che deve trovare nella società non solo un doveroso ringraziamento, ma anche forme concrete di tutela e di sostegno per le famiglie dalle quali è composta.