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Il battesimo, del quale si fa memoria all’inizio della celebrazione del matrimonio, fonda l’universale chiamata alla santità nella Chiesa, che comprende anche gli sposi e le famiglie. «Modellata e ispirata all’amore di Gesù Cristo, la vita coniugale appare una tipica espressione della vita cristiana, cioè una vera via di imitazione di Cristo Gesù». La via specifica di santità degli sposi è data dal sacramento del matrimonio, che è «fonte propria e mezzo originale di santificazione per i coniugi e per la famiglia cristiana». La preghiera, la parola di Dio, l’Eucaristia e i sacramenti sono pertanto vissuti e celebrati nella forma propria della coppia sponsale, nata dal matrimonio, e dalla famiglia, chiesa domestica. La spiritualità coniugale e familiare comprende così tutta la loro vita, si caratterizza per le espressioni tipiche della relazione nuziale e parentale e, in particolare, dall’amore coniugale, che è pienamente umano, unico, fedele e fecondo. La vita a due, il legame affettivo e la vita sessuale tra i coniugi, il mutuo aiuto «nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia», il servizio responsabile nella Chiesa e nella società, la partecipazione ai sacramenti e la vita di preghiera sono ingredienti essenziali della spiritualità degli sposi cristiani, che si allarga agli altri componenti della famiglia nelle dinamiche proprie del rapporto tra le generazioni, della trasmissione della vita e dell’educazione dei figli, comprendendo l’educazione alla fede e l’accompagnamento per il discernimento della loro vocazione. Gli sposi sono dunque chiamati a divenire santi «seguendo la loro propria via»43; il loro cammino si nutre così di una spiritualità propria e originale, che accoglie, nella dimensione nuziale, la condizione laicale che annuncia nel mondo, nella vita quotidiana, il regno di Dio.