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Gli adolescenti, assediati da un clima generale fortemente erotizzato nella comunicazione, nella moda, nei modelli proposti, devono essere guidati ad acquisire un sano senso critico. In tale prospettiva, la comunità cristiana offre i giusti anticorpi nei confronti del consumismo dilagante e della spudoratezza, della banalizzazione e della risultano particolarmente importanti, per gli adolescenti, e in particolare «per i giovani, le esperienze di condivisione nei gruppi parrocchiali, nelle associazioni, e nei movimenti, nel volontariato, nel servizio in ambito sociale e nei territori di missione. In esse imparano a stimarsi non solo per quello che fanno, ma soprattutto per quello che sono. Spesso tali esperienze si rivelano decisive per l’elaborazione del proprio orientamento vocazionale, così da poter rispondere con coraggio e fiducia alle chiamate esigenti dell’esistenza cristiana: il matrimonio e la famiglia, il sacerdozio ministeriale, le varie forme di consacrazione, la missione ad gentes, l’impegno nella professione, nella cultura e nella politica».


I due valori più importanti per giungere alla maturità affettiva sono quelli del pudore e della castità, di cui la vita all’interno della comunità cristiana deve favorire l’acquisizione. Il pudore riporta alla parte più intima e preziosa della persona, facendo comprendere che la sessualità non è solo ricerca del piacere, ma ricerca di una persona nella sua unicità e dignità. L’essere umano nasce aperto all’infinito, in un corpo sessuato di maschio e femmina, che evidenzia il suo essere creatura e la sua fragilità; per questo va custodito nel suo valore, in quanto icona dello spirito umano creato da Dio. Allo stesso modo vanno sostenute, fin dai primi anni di vita, la scoperta e l’accoglienza della differenza sessuale e la bellezza della reciprocità fra il maschile e il femminile. Il pudore custodisce e tutela i valori intimi e profondi della persona; non limita la sessualità, ma la protegge e l’accompagna verso un amore integrale e autenticamente umano. A tal fine, occorre educare al pudore fin dalla fanciullezza: la vera forza liberante sta nell’ammettere di essere fragili e che questa evidente fragilità va custodita bene, come il guscio di una perla di gran valore, secondo la felice immagine biblica (cfr Mt 13,46). In questa stessa luce si può comprendere «il significato morale e pedagogico della castità», grazie alla quale la sessualità è posta a servizio dei valori più alti a cui deve tendere, facendo sì che essa divenga «il mezzo di un amore umano autentico, quale poi si manifesterà compiutamente, secondo distinte modalità, nella vocazione matrimoniale o verginale».