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Il 14 febbraio scorso, a Terni è stato presentato dal Vescovo di quella Diocesi mons. Vincenzo Paglia, dal Direttore dell’Ufficio Famiglia della CEI, don Sergio Nicolli, dal direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della CEI, mons. Claudio Giuliodori e da Patrizio Righero, delegato diocesano del Piemonte per la pastorale giovanile, il sussidio pastorale dei Vescovi italiani.

Questo documento rappresenta la seconda delle cinque tappe di avvicinamento al Convegno di Verona-.

Il documento – predisposto di concerto tra gli Uffici liturgico, catechistico, famiglia e giovani della CEI – afferma tra l’altro che “nel contesto attuale la preparazione al matrimonio costituisce un’occasione privilegiata di missionarietà nei confronti delle numerose coppie che chiedono il matrimonio cristiano, pur essendo da tempo lontane da un’esperienza di formazione cristiana, di partecipazione sacramentale e di vita ecclesiale. Il percorso di preparazione al matrimonio diventa così di straordinaria efficacia anzitutto per la ripresa del loro cammino di fede, se queste coppie si sentono accolte con simpatia e affetto dalla comunità cristiana, trovano delle risposte alle loro domande fondamentali, circa la vita e l’esperienza dell’amore che stanno vivendo, e vengono accompagnate alla scoperta di una fede adulta.

Il sussidio è strutturato secondo una triplice scansione. Il prima, perché occorre preparare i fidanzati alla responsabilità del matrimonio cristiano nonché valorizzare la preparazione alla celebrazione liturgica del sacramento del matrimonio come occasione privilegiata di catechesi e di formazione; la celebrazione, perché il rito del matrimonio è il momento centrale dell’itinerario che compiono i fidanzati: in questo senso, il sussidio oltre a proporre alcuni itinerari celebrativi spiega i singoli gesti e le novità del nuovo rito del matrimonio; il dopo, perché tutto non finisce il giorno delle nozze, ma occorre progettare un itinerario di formazione permanente che offra alla giovane coppia la possibilità di incontrarsi con altre famiglie, di affrontare assieme gli inevitabili problemi dei primi anni della vita di coppia, di nutrirsi della Parola di Dio e condividere alcuni momenti di preghiera. In questo modo le coppie giovani e meno giovani, le famiglie si sentono integrate in una comunità accogliente che è la Chiesa. Un cenno viene anche fatto all’importanza che assume in questo itinerario la consapevolezza della dimensione sociale e politica della famiglia.

Si tratta dunque di un progetto ambizioso, ma del tutto indispensabile, se – come ha sottolineato don Sergio Nicolli nel corso della presentazione del sussidio – “quella degli sposi è una vocazione alla santità, da vivere secondo lo stile che caratterizza la vita di famiglia”. (l.gh.).