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“Licenza di matrimonio” con Robin Williams

Kem Kwapis mette in scena un vero e proprio corso prematrimoniale. Certo, qualche esasperazione come le cimici e il prete che ascolta da un furgone i dialoghi nella coppia.

Ma sotto sotto, dietro la performance in auto con la futura moglie bendata si può scorgere la prova di fiducia con partner bendato sperimentata in un incontro CPM (naturalmente con partner a piedi).

Così la simulazione di un litigio in birreria ricorda quanta parte ha l’elaborazione del dialogo nel rapporto di coppia. Notevole anche il gioco sulla famiglia d’origine. I due fidanzati sono invitati a scrivere la propria promessa e il personaggio maschile, Ben, la scriverà sulla sabbia in Giamaica (notevole la versione reggata di “Oh happy day” con cui il coro accompagna le nozze).

Un primo tempo leggermente fiacco, piuttosto inutile anche se comica la parte dei gemelli robot con cui i due si sperimentano genitori (divertenti invece inquadrati durante una sonora bevuta durante i titoli di coda). Il secondo tempo manifesta invece tensione crescente. Dalla discussione tra Ben e Sadie (Mandy Moore) al discorso sulla fiducia da parte di un amico della protagonista femminile.

Il sacerdote, Robin Williams è divertente nella scena iniziale di catechismo quiz. Poco convincente, nella sua parte con i coniugi.

A Parigi, il film americano è visto in lingua originale.