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Centri di Preparazione al Matrimonio

PREGHIERA DI BENEDIZIONE DELLA FAMIGLIA
O Dio nostro Padre, ti preghiamo di benedirci. Fa’ che questo luogo sia un santuario di pace, amore e armonia, un rifugio sicuro dove il tuo spirito dimora e ogni cuore trova conforto. Signore Gesù, che hai vissuto in umile famiglia a Nazareth, benedici la nostra casa, infondi nei nostri cuori la capacità di perdonare e sostenere, e fa’ che la tua presenza ci guidi. Chiediamo la tua protezione e benedizione affinché, nonostante le difficoltà, possiamo essere sempre uniti, manifestando la tua grazia. Che la tua parola dimori abbondantemente in noi, e che ogni nostro gesto sia compiuto nel tuo nome. Amen.

 

Essere comunità di riconciliazione e di amore ci rende sentinelle che scrutano, gridano e annunciano la volontà di Dio assumendoci la responsabilità della sorte del mondo.

Tutto passa solo Dio resta.

Anno, Paese: 1990, Polonia

Regia: Krzysztof Kieslowski

Attori: Ewa Blaszczyk, Piotr Machalica, Artur Barcis

Casa distributrice: Mikado Film
Durata: 60 min

Genere: Drammatico

Tematiche: Metafore del nostro tempo, Psicologia, Sessualità, Tematiche religiose.

 

Con il consueto triangolo, Kieslowski scrive per il Nono Comandamento una pagina di grande vigore e valore, una fra le più dure e belle del Decalogo traducendo il tema in una cifra tutta speciale e, come dire, quasi inedita. Il "Non desiderare la donna d'altri" sta a significare il divieto di ridurre un essere umano, già provato, oltre la disperazione, fino alla frontiera con la Morte. L'impotenza fisica di Roman rende penoso il personaggio, ma la volontà della donna di troncare la relazione adulterina con decisione meditata e in nome di un amore che, malgrado tutto, può e deve durare in una unione profonda e affettuosa, illumina l'episodio di una luce particolare. Cinema di sentimenti, dunque, però creato con durezza di taglio, mai con filamenti lacrimosi: con sguardi e parole spesso non dette e, come in altri episodi, sotto l'impeto assoluto di un fatalismo cupo e denso. Il dolore e la disperazione di Roman sono palpabili, mentre in parallelo aumentano la determinazione e la pena della donna in corsa affannosa verso un letto di ospedale. Tutto nel film appare sul filo dell'equilibrio narrativo e formale, tutto è consegnato ad un dosaggio perfetto, frutto anche di una sceneggiatura esemplare e di dialoghi essenziali. Come al solito, la triste vicenda si dipana in modo quasi diaccio, come se non vi fosse pietà per i due personaggi, ma solo oggettivandone l'angoscia e la disperazione, poste sempre in valore da una fotografia e da luci di ossessiva perfezione. Non si dimentichi, in più, la struggente bellezza delle musiche, che aggiunge vibrazioni cui nessuno può dirsi insensibile. Il film si conclude, comunque, con qualche parola, dettata ad ambedue i personaggi dall'intenso amore di un tempo, forse nella speranza che il figlio adottivo lo rinsaldi. È una scommessa da avanzare, nel tentativo di avere la meglio in un gioco, nel quale il caso e l'equivoco hanno peso sì grande.