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Maria regina della pace    Lc 2,16-21

La parola di Dio oggi aiuta tutti a entrare nel mistero dell’essere “figli”. Si tratta di una dignità ricevuta per dono di grazia ed una grazia “a caro prezzo”. Per diventare figli, infatti, il Figlio di Dio si è lanciato in quella caduta a picco, in quel precipitare nell’abisso più profondo della condizione umana fino alla morte.

Ecco la Vergine è Madre dell’umanità per dono fattoci da Cristo nel momento supremo della croce. E Maria è veramente la benedetta fra le donne, poiché è la strada attraverso la quale la via, la verità e la vita si sono rese accessibili a noi uomini; è il ponte e la scala, attraverso la quale la casa di Dio è stata riaperta e resa nuovamente accessibile ai figli; è il cocchio di fuoco attraverso il quale non più Elia raggiunge il cielo ma attraverso cui il Figlio di Dio discende sulla terra come Principe della pace.

In questo contesto di maternità e figliolanza, trova posto la giornata mondiale della pace che entra nel progetto di Dio. Oggi viene raccolto, nelle mani della Madre dell’umanità, il dono della pace augurata dagli angeli nella notte di Betlemme ai pastori e offerta da Cristo risorto ai suoi discepoli la sera di Pasqua.

Questa pace, per risultare stabile e duratura, può e deve riconoscere un unico fondamento: il Principe della pace. La storia dovrebbe averci insegnato che la pace fondata sugli interessi di parte, sui trattati, sulle friabili alleanze umane è quanto mai aleatoria: negli ultimi tre millenni di storia gli anni di pace si possono contare sulle dita di una mano!

La pace di Cristo Signore non è una pace a qualsiasi costo. La pace ha un prezzo alto da pagare, è il prezzo della vittoria della luce sulla tenebra, in quel duello che si consuma costantemente nella coscienza dell’uomo; che contesta le abominevoli scelte umane che non favoriscono la pace; è una guerra spietata all’egoismo, che riguarda persone, istituzioni, gruppi, comunità, popoli, razze, culture e religioni.

Il miracolo delle nozze di Cana è quanto mai eloquente: come Maria ha fatto presente a Gesù che non avevano più vino, così oggi non manca di mostrare a Dio che non abbiamo più pace. Nello stesso tempo non manca di ripetere a tutti quel «Fate tutto quello che vi dirà» che costituisce il criterio e la garanzia per dare al mondo la pace.

E ciascuno, guardando la Madre che «custodiva nel cuore gli eventi meravigliosi del Figlio» si senta sollecitato a non essere superficiale e dispersivo, ma ad esercitare la lettura ed il discernimento delle parole del Signore e dei segni tempi.

È la migliore benedizione che in questo giorno possa risuonare: l’augurio che Dio sia pace, bene, prosperità, luce e salvezza per tutti coloro che, nel Figlio, sono miracolosamente divenuti suoi figli.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano