LogoBlu

{xtypo_dropcap}I{xtypo_dropcap}l vino migliore     Gv 2, 1-12

A Cana di Galilea si svolge un matrimonio e Gesù e sua madre sono presenti. Ma non c’è solo questo matrimonio, ce ne sono due e l’uno annuncia l’altro. Il primo è quello della giovane coppia di Cana, il secondo, quello di Gesù e della sua chiesa, rappresentata dai discepoli.

In presenza di Gesù e Maria, queste nozze sono destinate ad assumere un senso completamente nuovo e diverso. La tenerezza così fresca dei due giovani sposi ci fa comprendere l’amore di Gesù unico sposo e dell’unica sua sposa, la chiesa, l’umanità, noi. Dio sposa l’umanità e la ama…

Un dettaglio turba il banchetto. Nel bel mezzo viene a mancare il vino. Ed è Maria che se ne accorge per prima. Si china verso Gesù per segnalargli l’imprevisto. Gesù comprende immediatamente nonostante una specie di rifiuto. Gesù rifiutava di sbagliare il momento.

Non era venuto per rimediare alle distrazioni di un maestro di tavola. Era venuto per la sua ora e vuole attendere l’ora delle sue nozze che un giorno si celebrerà sulla croce, con Maria ancora una volta, misteriosamente, al suo franco.

Anche Maria ha compreso immediatamente e non si meraviglia che il vino manchi durante queste nozze sulla terra. Maria sapeva che sarebbe giunto il momento in cui tutti i segni di questo mondo avrebbero perso la loro vivacità e l’ardore di tutto l’amore umano si sarebbe definitivamente spento, a meno che tutto non venisse ripreso, trasformato dall’interno, da un altro amore, dall’amore di Gesù.

L’amore umano in realtà non è diverso e non è nemmeno un amore nuovo perché l’amore di Gesù era presente da sempre, nascosto nel cuore di ogni amore umano, immagine e somiglianza dell’amore di Dio.

Tuttavia per passare verso un amore totale, assoluto e intramontabile erano necessari la presenza di Gesù e un suo miracolo. I due giovani sposi, il maestro di tavola o i servi non potevano porvi altro rimedio, se non ascoltare i consigli di Maria e seguire gli ordini di Gesù: “Riempite d’acqua le giare”.

Ma quale legame esiste tra quell’acqua e il vino se non Gesù? E quale legame esiste tra i più grandi e nobili amori sulla terra e l’amore che un giorno ci colmerà per sempre nel cuore di Dio? Se non ancora una volta, Gesù?

Non importa quali siano gli amori che hanno nutrito la nostra esistenza qui sulla terra, fecondi o sterili, stabili o spezzati, gloriosi o miseri o forse anche entrambe le cose allo stesso tempo. Quali che siano i nostri amori o quale che sia il nostro modo di amare, un giorno Gesù si farà carico di tutti quanti i nostri cuori per trasformarli in una realtà infinitamente più bella, quasi irriconoscibile, nel fulgore del suo amore.

Con grande nostra sorpresa e con sorpresa di tutti i nostri commensali. Ancora una volta, abbiamo pensato di servire il vino buono per primo e, invece, ancora una volta, per un’ultima volta, Gesù ha conservato il vino migliore per dopo, per i secoli dei secoli.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano