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Sempre in cammino     Lc 2,16-2

La liturgia ci invita a non distogliere lo sguardo da quella mangiatoia dove giace tutto l’Amore di Dio per l’umanità. Ci accompagna Maria che, con la sua maternità, ci apre la porta al nuovo scorrere dei giorni.

Nella notte santa abbiamo ascoltato il racconto della nascita di Gesù e l’annuncio dell’angelo ai pastori: “Troverete un bambino avvolto in fasce e adagiato in una mangiatoia”. “E avvenne che i pastori parlavano gli uni agli altri: Andiamo fino a Betlemme a vedere l’avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”. Ogni parola che Dio rivolge all’uomo, lo mette in cammino.

Così è iniziata la storia della salvezza: “Il Signore disse ad Abramo: vattene dal tuo paese ... Allora Abramo partì, come gli aveva ordinato il Signore”. Così è proseguita con Mosè: “Ora va, io ti mando dal faraone ...”. Anche Maria, dopo l’annuncio, “si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda ...”.

Anche per i pastori c’è la stessa chiamata: per vedere l’annuncio, occorre attraversare, occorre cercare e mettersi in viaggio. Non c’è visione senza esodo. Per incontrare la Parola giunta fino a noi, bisogna essere uomini e donne in cammino verso di lei.

L’annuncio che ha trasformato in luce il buio della notte e in gioia la fatica della veglia conduce i pastori a trovare, a cercare e a vedere, per ritornare nella lode. Percorrono lo stesso itinerario delle donne verso il sepolcro il mattino di Pasqua. Anche per questo cammino l’evangelista Luca usa le stesse parole: “Vennero al sepolcro ... trovarono la pietra rotolata via... si ricordarono delle sue parole e, ritornate dal sepolcro annunciarono tutte queste cose agli undici”.

Siamo davanti allo stesso itinerario, come se la nascita fosse il primo annuncio della risurrezione. Nascita e risurrezione sono visti ed accolti da uomini e donne in cammino. Ma c’è un altro cammino di cui ci parla il vangelo, forse meno visibile, ma più radicale e impegnativo, è il cammino del cuore: è il cammino di Maria.

“Coloro che avevano ascoltato si meravigliavano delle cose dette dai pastori. Maria invece conservava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”. L’evangelista sposta il nostro sguardo dalla meraviglia dei tanti al cuore di una sola.

Un cuore in ricerca, in cammino, un cuore che tenta di mettere insieme gli annunci ricevuti, gli eventi vissuti, le parole ascoltate, ma soprattutto quel bambino, tanto diverso eppure così normale. In cammino e in ricerca per comprendere.

L’invito è anche per noi nel primo giorno del nuovo anno. Essere uomini e donne in cammino per donare alla promessa di Dio un cuore che cerca e attende. Ci conceda il Signore la “fretta” dei pastori e il “silenzio” di Maria.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano