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E’ bello per noi essere qui!  Mt 17,1-9   

Nella solitudine del deserto Gesù è messo a confronto con i pensieri e le seduzioni del male, oggi Gesù è presentato in un’altra solitudine. Sul monte vive l’evento glorioso della trasfigurazione. Il Padre lo conferma come il Figlio amato. La trasfigurazione del suo volto rivela la pienezza della sua persona.

L’episodio mostra la meta del cammino di cui la trasfigurazione è anticipazione e profezia. La liturgia ci invita ad entrare nel dinamismo pasquale che è impresso in tutta la vita di Gesù. Le vesti candide e il volto splendente e trasfigurato ci indicano che Colui che sta camminando verso la croce è il Risorto.

La prima lettura ci narra la chiamata di Abramo e il piano di Dio per ogni uomo, un cambio di forma: “farò di te”. È l’opera di Dio compiuta in Abramo, in Gesù e quindi in noi. La nostra natura umana sarà trasfigurata in luce e tutto avviene nel rapporto con il Padre, nell’intimità, nella preghiera, nell’ascolto della sua Parola. Non possiamo vivere la relazione con il Signore e rimanere uguali.

La quaresima è il tempo della trasformazione in cui riscopriamo ciò che è nascosto in noi, lo straordinario che Dio fa in noi, la scoperta della luce latente in noi. Il segreto è vivere da figli amati. Ciò che il demonio metteva in discussione, ora diventa una rivelazione di ciò che genera l’amore di Dio in noi. Noi non siamo solo ciò che noi facciamo di noi stessi, ma c’è in noi una chiamata ad accogliere ciò che il Padre fa di noi attraverso l’ascolto e lo stare con Lui.

“Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni”. Sono gli stessi che lo accompagneranno nell’orto degli ulivi. Sono testimoni della sua trasfigurazione e dopo saranno testimoni della sua “sfigurazione”, quando Gesù sarà preso dall’angoscia e pregherà il Padre per fare la sua volontà.

“E fu trasfigurato davanti a loro”. E’ Dio che trasfigura il Figlio, un evento inspiegabile, è come se gli evangelisti non riuscissero a trovare parole per descrivere questa teofania di Dio, per descrivere il passaggio di Dio nella loro vita.

Gesù risplende e rivela la sua vera identità proprio quando è posto tra Mosè ed Elia, la Legge e i profeti, a riassumere in lui l’Antico Testamento. Gesù rivela la sua identità quando è cercato a partire dalle Scritture ed è trovato come colui che le compie. Non comprendiamo Gesù per un’altra strada. Senza le Scritture rischiamo di perderci o di crearci un Gesù secondo la nostra misura.

“Signore, è bello per noi essere qui!” Pietro interviene con una frase semplice e commovente. Ci sono momenti in cui desideriamo solo questo: stare nella Sua luce, con Lui, alla sua presenza e godere di questo.

Giunge una nube luminosa che avvolge tutti e si ode la voce: “E’ il Figlio mio, amato, la mia gioia. Ascoltatelo”. Il Padre rivela che ormai la vera presenza di Dio, il vero tempio è il corpo di Cristo. L’ultima e definitiva presenza di Dio sta nell’uomo Gesù Cristo che compie tutte le attese messianiche.

Siamo invitati a stare con Gesù e ad ascoltarlo. E’ la cosa più importante. Gesù è il racconto definitivo di Dio. Gesù ha spiegato, narrato, raccontato Dio e tutto ciò siamo chiamati a credere.

In questo cammino quaresimale Gesù ci sostiene con la sua luce. Abbiamo bisogno di salire sul monte per scoprire la bellezza di Dio nelle Scritture. In questo incontro ci è donato il segreto della vita, la sua pienezza, la bellezza che ci è promessa e donata. Stare con Gesù è già entrare nel suo regno e, anche se siamo ancora sulla croce, sentiamo rivolte a noi quelle parole: “Oggi sarai con me in Paradiso”.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano