Il Dio delle “briciole”

Il vangelo di oggi ci mostra un volto insolito di Gesù, stranamente duro verso questa donna straniera e la sua sofferenza. La donna cananea (una straniera!) viene tratteggiata in tutta la sua bellezza. È una madre che soffre del dolore della propria figlia e intercede per lei. Continua a chiedere anche se trova rifiuto.

Sa volgere le dure parole di Gesù a suo favore con la sua “grande fede”. Questa donna è l’immagine più autentica della preghiera di intercessione. Fa “cambiare idea” a Dio, forzandolo ad intervenire secondo la sua misericordia.

L’incontro con l’inaspettato, lo sconosciuto, lo straniero rivela un tratto nuovo del nostro volto. Ci fa conoscere profondamente ciò a cui siamo chiamati. La nostra vita trova significato nella relazione con gli altri, grazie ai quali possiamo conoscere l’inedito che ancora ci attende!

Gesù è presentato nel suo movimento in uscita dai confini di Israele “verso la zona di Tiro e Sidone”. Gesù sta ritirandosi dalle controversie con i farisei e il “luogo” dove si ritira è un territorio pagano. Anche la donna cananea è descritta nel suo movimento di uscita, “ed ecco una donna cananea, uscita da quei confini”.

Gesù e la donna si incontrano a metà strada. Entrambi “escono”, ma è la donna a varcare il confine consentito alla sua condizione. Poco prima Gesù ha riconosciuto al centurione romano una fede più grande di quella che ha trovato in Israele. L’uscita da sé e dal proprio mondo è il primo passo per aprirci alla conoscenza imprevista che l’incontro con l’altro più dischiudere. Questa donna cananea muove tre passi per “liberare” il dono che è Gesù per lei e per tutti.

Primo passo. Prima di tutto lo fa con una preghiera accorata per la figlia e invoca Gesù come “Signore, figlio di Davide”. E’ il titolo per eccellenza riservato al Messia! Ecco una donna pagana riconosce Gesù come Messia! Così lo avevano chiamato due ciechi; così lo chiameranno le folle nel suo ingresso a Gerusalemme. Ma ora è un riconoscimento che non trova risposta in Gesù.

Secondo passo. A questo punto la donna rinnova la sua richiesta d’aiuto “prostrandosi davanti a Lui”. E’ la posizione di chi si dispone a ricevere “da sotto la tavola” le briciole che avanzano dalla mensa dei figli. Dal “basso” si riceve, perché il dono è sempre immeritato e gratuito.

Terzo ed ultimo passo, quello decisivo. La donna reagisce in modo inaspettato. Non sembra minimamente offesa dal modo con cui Gesù l’ha chiamata, né risponde con risentimento all’esclusione dei pagani ribadita da Gesù.

Invece coglie dalle parole di Gesù l’unica cosa che può volgere in suo favore: l’immagine del cane sotto la tavola. Ella sembra intuire che c’è un dono sovrabbondante di Dio che cade dalla tavola dei figli e che è per tutti.

Le briciole avanzate dalla mensa dei figli non sono “perdute”, ma sono il nutrimento per tutti gli altri. Questa donna aveva forse saputo che dalla prima moltiplicazione dei pani vicino al lago erano avanzati tanti pezzi da riempire dodici ceste? Le “briciole” cadute a terra sono sufficienti per mangiare e saziarsi.

Qui la donna illumina con la sua risposta i tratti del volto di Dio che si dona a tutti indistintamente. il Padre di Gesù e Padre nostro che “fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti”; il Padre che darà cose buone ai figli che chiedono un pane; il Padre per il quale valiamo più di molti passeri.

Questa donna è la prima ad accedere alle “briciole” che cadono dalla mensa dei figli. Questa “briciola” caduta a terra non può essere che Gesù stesso, nella sua logica di dono “sprecato” per chi lo rifiuta. Pensiamo alla croce dove Gesù, pane della vita, è offerto a tutti ma è raccolto soltanto dal centurione pagano l’unico che lo riconosce come Figlio di Dio!

Anche noi, ogni giorno, riceviamo dall’abbondanza di Dio la “briciola” di Pane e di Parola che ci serve per il nostro cammino quotidiano. E nutrendoci di questa “briciola” scopriamo di non essere “stranieri”, ma figli amati per i quali il Padre ha dato suo Figlio come Pane spezzato per la fame d’amore del cuore di ogni uomo!

Don Paolo Zamengo, prete salesiano