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All’amore si comanda     Mt 22,34-40

Ogni volta che si avvicina la conclusione di qualcosa, nasce il desiderio di fare una sintesi per ricordare ciò che è stato importante e non vada perduto. Vale anche per l’anno liturgico. La Parola che ci ha accompagnato tutto l’anno è stata un invito a seguire le orme di Gesù. E, come un cammino fatto di inviti, di chiamate e conferme, slanci, di rifiuti, cadute e desideri.

Stiamo giungendo al termine di questo percorso e la Parola ci chiede di fermarci su quello da cui non possiamo allontanarci. Una domanda ci fa da guida ed è quella del dottore della legge: “Quale comandamento è grande nella legge?”

Questa domanda è rivolta a Gesù da un uomo che vuole metterlo alla prova, da un uomo che ha fatto dei comandamenti la sua ragione di vita. Come se dicesse: “Di tutto quello che vivo, che dico, che faccio, che annuncio, che cosa è assolutamente irrinunciabile”?

Possiamo fare nostra questa domanda, anche se la nostra intenzione non è quella di mettere alla prova Gesù, ma di scoprire come continuare a camminare sulla sua strada. Ma c’è anche un di più che dobbiamo fare nostro, è la risposta di Gesù: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”.

La risposta sembra contraddire un detto popolare che afferma “all’amor non si comanda”! Non si può comandare l’amore, eppure tutto il Nuovo Testamento parla di questo. Nel vangelo di Giovanni vediamo ritornare questo comando, come un ritornello che scandisce il dono della vita di Gesù ai suoi e come un invito per i suoi a fare altrettanto.

“Gesù, sapendo che era giunta la sua ora …, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine”. E ancora: “Vi dò un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri ”. Le parole di Gesù spalancano la porta di quella vita dove “all’amore si comanda”.

Ma come è possibile vivere così? E’ necessario per noi scoprirlo perché il vangelo di oggi ci consegna ciò che assolutamente non possiamo perdere lungo il nostro camminare. Il comandamento grande è amare Dio con tutto il cuore, dunque, con tutto ciò che Lui ci ha dato per essere uomini. C’è una strada sola per essere veramente uomini: amare. Entrare in relazione con Dio e con il prossimo e vivere questa relazione.

Amare è un comandamento perché se non amiamo non siamo uomini. Se non impariamo ad amare non troveremo mai la verità di noi, ciò di cui siamo fatti, ciò per cui siamo stati creati.

I nostri fallimenti quotidiani sono lì a ricordarci che non sappiamo amare, che ci tiriamo indietro, che scrutiamo, giudichiamo e selezioniamo tutto e tutti prima di imparare ad amare.

Con la sua vita il Signore ci ha guidato a quella sorgente alla quale ogni giorno possiamo attingere l’amore che ci fa veramente uomini. Lui è l’Amore, Lui è il nostro cuore, la nostra anima, la nostra mente e la nostra forza. Contemplando l’amore con il quale siamo stati amati non possiamo fare altro che cercare di viverlo, perché si compia in noi la nostra vocazione.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano