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Pietro invita a cena Gesù perché vuole consegnargli le chiavi del suo cuore prima ancora di quelle di casa.

Gesù accetta e ripaga la fiducia liberando dalla febbre la suocera e la reintegra nella sua dignità. Gesù compie per lei uno dei gesti più delicati e ricchi di significato e dimostra la sua vicinanza alla fragilità umana. Guarita dentro, prima ancora che nel corpo, indossa il grembiule del servizio e compie i gesti della generosa ospitalità.

Lungo i tornanti della vita, incontriamo anche noi le stagioni della “febbre”, e diventiamo incapaci di servire e costretti a farci servire. Ma colei che era schiava del male adesso sceglie di essere serva degli uomini. La vita sospesa riparte, ma riparte con il Signore e per il Signore.

Il tam tam sulle virtù taumaturgiche di Gesù provoca un assembramento incontrollato davanti alla casa di Pietro. Gesù, assediato dalla folla e dal male, ne esce vittorioso ma non tralascia la comunione con Dio e trova pace tuffandosi in una prolungata preghiera notturna sul monte. Ogni giornata di Gesù si apre con la preghiera per snodarsi poi attraverso le relazioni umane.

È un continuo alternarsi di azione e contemplazione. Un continuo darsi e sottrarsi alla folla, per ritrovare, nuovamente, alla fine del giorno, l’unità della propria vita, nell’abbraccio rassicurante con il Padre. Il ritmo, talvolta frenetico della giornata, è scandito da tempi di preghiera pubblica o privata.

Anche il credente trova, nella preghiera, il riflesso del proprio mistero perché, nell’assoluto di Dio, impara a leggere il valore della vita e le ragioni della storia. Commuove l’uomo che si inginocchia a pregare perché manifesta la sua voglia di cielo. Piega le ginocchia solo chi cerca le altezze.

La folla cerca Gesù e vorrebbe trattenerlo ma lui si sottrae per andare altrove. Nella preghiera Gesù rafforza la propria missione e ritrova la chiarezza delle proprie scelte. La preghiera, cioè il contatto con il Padre, gli assicura l’energia per farsi carico del dolore umano e affrontare incomprensioni e fatiche.

Più gli impegni si moltiplicano, più tempo Gesù dedica al silenzio. Grazie al tempo accordato al Padre, Gesù diventa l’infaticabile annunciatore del Vangelo, guarisce i malati e scaccia i demoni. Si mette in ginocchio davanti a Dio per poter stare in piedi davanti agli uomini.

L’entusiasmo della folla e la popolarità dei miracoli, cercano di condizionare Gesù. Gli abitanti di Cafarnao tentano di fermare il tempo, vogliono impossessarsi di Gesù. Ma lui sa che una croce lo attende alla fine della strada.

Per questo passa dalla folla al deserto. È il suo segreto. Va in profondità nella solitudine con Dio, per andare in profondità nell’incontro con gli uomini. La preghiera è il suo respiro. La preghiera è il polmone della sua vita.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano