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Frammenti

Dipendere da una stella     Mt 2, 1-12

Mentre il Natale celebra il viaggio di Dio verso gli uomini, l’Epifania celebra il cammino degli uomini verso Dio. E un’ansia di universalità percorre la festa di oggi. È il sogno di Dio che tutti gli uomini possano incontrare Gesù.

Le nuove radici   Mt 3, 13-17

Non si esaurisce tutto con la nascita di Gesù. Betlemme è solo la prima tappa. La strada prosegue al fiume Giordano con il battesimo e si completa a Gerusalemme con la passione e la morte. Ma sul fiume giordano Gesù compie un passo decisivo della sua incarnazione. “Non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio ma spogliò s stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini”.

All’inizio la Madre     Lc 2, 16-21

L’alba di un nuovo anno fa rinascere il desiderio di lavagne pulite, di azzerare i conti, di buoni sentimenti, di relazioni di tolleranza e di ripartenze. Questo desiderio di ricominciare dice la fragilità del cuore umano ma anche la sua disponibilità al rinnovamento.

La grotta del cuore     Lc 2,1-14

Oggi festeggiamo la nascita di Gesù. Gesù nasce e si fa uomo perché noi nasciamo in lui e diventiamo figli di Dio. Se noi accogliamo Gesù entriamo in comunione con lui. Allora il nostro pensare, il nostro dire, il nostro conoscere, il nostro amare sarà pervaso dalla sua luce che è luce dello Spirito Santo.

Un amore che adora   Mt 1, 18-24

Mai Giuseppe avrebbe potuto immaginare ciò che l’angelo gli chiese nel sogno. Quel bambino viene da altrove. E forse a Giuseppe sarà apparso perfino un intruso. Giuseppe amava teneramente Maria ma Dio voleva quell’amore più grande ancora. A Giuseppe chiedeva di abbracciare la pienezza del mistero di Maria così vicino al mistero di Dio.

La gioia di Regno   Mt 11, 2-11

Nel buio del carcere, Giovanni rivede il film della sua vita: un deserto, un fiume e una prigione. Si tormenta: che storia è mai questa? Gesù gli manda a dire. “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono guariti, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. Tanto basta. Giovanni è talmente unito a Gesù che già lo imita anche nel dono supremo della vita.

Profumo di grazia     Lc 1,26-38

Maria entra nella storia “Immacolata”, non sfiorata dal peccato. Anzi, Maria entra nel mondo profumandolo di armonia, di bellezza e di bontà.

Volare       Mt 3, 1-12

Giovanni, figlio di Zaccaria e di Elisabetta, ha fatto parlare di sé fin dai primi giorni di vita per la sua nascita fuori tempo massimo e per quel nome così estraneo alla tradizione della sua famiglia. Tutto sa di mistero, di frattura, di passaggio dal vecchio al nuovo anche se non ancora definito e chiaro.

Aspettando l’alba     Mt 24, 37-44

“Mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla”. Vivevano come se non dovesse succedere mai niente e soprattutto come se nulla dovesse mai finire.

Oggi sarai con me    Lc 23, 35-43

Non possiamo ingannarci sulla regalità di Cristo, sul Calvario. Regnare da una croce è decisamente poco trionfale e il corteo è composto solo da un ladrone condannato. Decisamente Gesù sceglie un protocollo poco regale.

Il calendario di Dio     Lc 21, 5-19

Il tempio di Gerusalemme gonfiava il petto di orgoglio. Era il cuore d’Israele e tutti morivano dalla voglia di contemplarlo ed entrarci almeno una volta nella vita. I restauri erano stati iniziati da Erode il grande ma già si intravvedevano la meraviglia e lo splendore. Erode non era mai stato amato dal popolo ma l’aver messo mano ai lavori del tempio gli restituiva l’onore e la fama.

Saremo come Lui   Lc 20, 27-38

C’è un piccolo cimitero che mi è molto caro. Sul portale d’entrata, una grande scritta slavata dal tempo. “Eravamo come voi, sarete come noi”. Mi dicevano che era una frase un po’ macabra.

Grande Zaccheo!   Lc 19, 1-10

Zaccheo, capo dei pubblicani, viveva a Gerico. L’evangelista Luca descrive questo personaggio con cura. È l’esattore capo della dogana di Gerico, zona di confine della provincia romana. Zaccheo, con il suo mestiere, era diventato molto ricco e molto odiato.

Gli si spezza il cuore        Lc 10, 25-37

La vicenda raccontata riferisce forse un fatto di cronaca. Gesù parla di un uomo senza identificarlo. Così, quell’uomo ferito è simbolo della condizione umana. Nel mondo, uomini, donne e bambini continuano ad essere sfruttati, umiliati e offesi. Vivono ai margini delle grandi arterie della vita, ricacciati indietro appena si avvicinano alla tavola del benessere.

Inviati, in compagnia, sulle strade del mondo         Lc 10, 1-12.17-20

Ascoltiamo le parole di Gesù, sono le sue indicazioni: noi siamo uno dei 72 mandati nel mondo. I numeri nella bibbia hanno un valore simbolico il cui significato non sempre appare evidente. Forse qui il numero 72 indica i popoli esistenti e conosciuti. È la gioia di sapere che l’annuncio è per tutti, nessuno escluso.

Incontri sulla strada    Lc 9, 51-62  

Molte pagine del vangelo sono incontri di Gesù o con Gesù e molti avvengono sulla strada. Gesù attraversa la Palestina in lungo e in largo, Galilea, Samaria, Giudea, Km e Km e non si nega a nessuno. Gesù vede, chiama, parla, invita, annuncia. Vive intensamente la sua missione in piena consonanza con il Padre, senza infingimenti e senza rinvii.

Le domande di Gesù   Lc 9, 18-24

Gesù ha bisogno di fermarsi. C’è un altro tratto di strada da fare, anzi il cammino sarà in salita e c’è bisogno di maggior forza e chiarezza. Dopo una preghiera in solitudine assoluta, dopo una preghiera lunga come una notte, Gesù lascia cadere una domanda che sorprende gli apostoli e li ammutolisce. “La gente chi dice che io sia?”. 

Incontrare l’amore      Lc 7, 36-8,3

Un fariseo ha invitato Gesù con la segreta speranza di una verifica. Forse Gesù era davvero un uomo di Dio. Che delusione! Un incidente lo ha subito squalificato. Una peccatrice, dal comportamento eccessivo, aveva creato un certo imbarazzo che Gesù pareva gradire come preso in trappola. Il giudizio di condanna non tarda: “Se Gesù fosse un profeta, saprebbe chi è questa donna che lo tocca”.

Dolore dell’uomo, dolore di Dio     Lc7,11-17

Questo episodio lo troviamo solo nel vangelo di Luca. Si svolge a Nain, un villaggio a sud-est di Cafarnao. Fuori dall’abitato si incrociano due cortei, quello dei discepoli di Gesù e quello dell’intero paese che partecipa al dramma di una madre vedova che dà l’ultimo saluto all’unico figlio che le è morto.

L’Eucarestia della vita    Lc 9, 11b-17

Cala la sera e i discepoli si preoccupano dell’ordine pubblico. La folla entusiasta fa ressa attorno a Gesù e non intende abbandonarlo. Come risolvere il problema della fame che presto si farà sentire? Il luogo è pure isolato.

Il cuore immenso di Dio     Gv 16, 12-15

La festa della Trinità ci apre la porta d’ingresso sul mistero di Dio che si manifesta come Padre, Figlio e Spirito Santo. Il volto di Dio oggi si dischiude e appare in tutta la sua ineffabile bellezza.

Soffio di Dio, respiro dell’uomo   Gv 14,15-16.23b-26

La nostra vita è appesa a un filo sottile che è il respiro e la nostra precarietà viene a galla proprio quando il respiro si fa stentato o affannoso. La Pentecoste invece rivela la potenza del respiro di Dio, segnato dalla presenza del vento e del fuoco.

Le caratteristiche del vento non si combinano con la mentalità della vita moderna, fatta di programmazioni e scadenze. Il vento è imprevedibile. Seguirlo significa intraprendere traiettorie non stabilite e itinerari non previsti.

Sveglia: è ora di partire!   Lc 24, 46-53

L’ascensione di Gesù spinge i discepoli a guardare oltre le nuvole e a cercare di sbirciare dentro la casa di Dio per rubare qualche istantanea del paradiso. Frazioni di secondo. Ma un brusco necessario risveglio riporta tutti alla realtà.

Vieni a vivere con me   Gv 14, 23-29

Le parole di Gesù hanno il sapore di un atto d’amore e di un testamento. È il suo congedo, ma più che l’annuncio di una separazione è la promessa di un nuovo modo di essere presente.

Un’altra strada per un’altra vita   Gv 13, 31-33°.34-35

Durante l’ultima cena Gesù traccia una nuova via. “Vi do un comandamento nuovo”. Non è un ordine perché l’amore non può essere imposto. L’amore per forza è maschera dell’amore, frustrante per chi lo offre, avvilente per chi lo riceve.

Pastore e Agnello     Gv 10, 27-30

Prima di essere Pastore, Gesù fu Agnello. Può sembrare strano ma è proprio così. Ce lo dice oggi l’Apocalisse. Gesù sarà per sempre davanti al trono di Dio come un Agnello immolato, portando i segni del suo martirio d’amore.

La chiamata senza ritorno       Gv 21, 1-19

Pietro e gli altri si danno appuntamento sulla riva del lago. È il luogo dei ricordi. Qui hanno incontrato Gesù, la prima volta. Qui hanno abbandonato tutto per giocarsi la vita con lui. Da allora sono passati tre anni. Il lago è lo stesso. Solo loro sono cambiati.

L’assenza di Tommaso: 20, 19-25

La paura non è scomparsa ma il ritrovarsi degli apostoli, forse provocati dalla Maddalena, annuncia che si preparano a incontrare Gesù. Questo incontro è un momento importante. Ma c’è un vuoto nel racconto. Come mai proprio adesso Tommaso non c’è? Proprio adesso che il gruppo sembra essersi ricompattato? Forse il più coraggioso di tutti che aveva detto “andiamo a morire con lui” è diventato il più pauroso? Anche lui ha paura paura dei giudei? O è deluso?

Finalmente luce   Lc 24, 1-12   (Pasqua)

Sorge finalmente l’alba dopo giorni di infinito dolore. Le tenebre hanno invaso ogni angolo della terra. L’ultima notte ha divorato il cuore di Giuda ma ha anche oscurato il cuore degli altri undici. Per paura si sono nascosti dietro a una porta.

Ricordati di me.

Settimana santa è accompagnare Gesù rimanendogli accanto nella profonda solitudine della sua sofferenza. Non possiamo limitarci a seguirlo per ammirarlo ma dobbiamo accompagnarlo fin dentro la notte dell’abbandono e giungere con lui sotto la croce.

La firma di Gesù Gv 8,1-1

Cosa avrà scritto Gesù per terra? Non lo so. Nessuno lo sa. Ma sappiamo una cosa. Quando il ricordo dei nostri peccati si presenta ad accusarci e a tormentarci, quando la memoria del male commesso ci umilia, sappiamo che Gesù scrive ancora nel nostro cuore. Scrive la sua firma.

Le convenzioni di Dio     Lc 14, 1.7-14

Gesù è un invitato e, suo malgrado, si trova al centro di sguardi curiosi, anzi lui stesso è costretto a osservare il comportamento degli altri. Un ridicolo precipitarsi ad occupare i primi posti. Quella sala è una specie di metafora della vita dove molti credono che vivere sia vincere.

{La pecora perduta toglie il sonno  Lc 14, 1-32

Il buon pastore non si dà pace. Al tramonto, una delle cento pecore del suo gregge non fa ritorno all’ovile. Il pastore conta e riconta ma ne manca sempre una. Quell’assenza lo inquieta, quell’assenza gli toglie il sonno. Non gli basta la certezza che la maggior parte del gregge è con lui al sicuro né gli basta nemmeno la fedeltà delle novantanove. Allora prende la decisione di lasciare incustodito il gregge e di mettersi alla ricerca di chi si è smarrito.