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Frammenti

Gli si spezza il cuore   Lc 10, 25-37

Gesù racconta di un uomo senza identificarlo. Così, quell’uomo ferito diventa simbolo della condizione umana. Nel mondo, quanti uomini, donne e bambini continuano ad essere feriti, umiliati e offesi. Vivono ai margini delle grandi arterie della vita, ricacciati indietro appena si avvicinano alla tavola del benessere.

Sulle strade dell’uomo       Lc 10. 1-9

Ascoltiamo oggi le parole di Gesù, sono le sue indicazioni per chi vuole camminare con lui. Noi siamo uno dei 72 mandati nel mondo.

Perché 72? I numeri nella bibbia hanno un valore simbolico, non sempre evidente. Forse il numero 72 indica i popoli esistenti e conosciuti allora. Per noi è la gioia di sapere che l’annuncio è per tutti, nessuno escluso.

Il vangelo non è miele       Lc 9, 51-62

In un villaggio della Samaria Gesù non può entrare, non lo vogliono. Allora i discepoli fanno la voce grossa e minacciano un fuoco vendicatore. Gesù si sorprende di questa reazione. C’è sproporzione tra la meschinità dei samaritani e la punizione invocata dai discepoli: annientare, distruggere, uccidere tutti.

L’Eucarestia della vita   Lc 9, 11b-17

Cala la sera e i discepoli si preoccupano dell’ordine pubblico. La folla entusiasta fa ressa attorno a Gesù e non intende abbandonarlo. Ma come risolvere il problema della fame che presto si farà sentire? Il luogo è pure isolato.

Soffio di Dio, respiro dell’uomo     Gv 14,15-16.23b-26

La nostra vita è appesa a un filo sottile che è il respiro e la nostra fragilità viene a galla proprio quando il respiro si fa stentato o affannoso. La Pentecoste invece rivela la potenza del respiro di Dio, segnato dalla presenza del vento e del fuoco.

Alla presenza della tua parola   Gv 14, 23-29 

Quando Gesù rivolge ai suoi discepoli le parole che abbiamo appena proclamato, conferma che, in quel momento, è ancora tra di loro. “Vi ho detto queste cose mentre sono ancora con voi”.

La strada del “come”    Gv 13, 31-33. 34-35

La strada indicata da Gesù, nella notte dell’ultima cena, è decisamente una strada alta, in salita, e usando il vocabolario della montagna, potremmo dire del 5° grado superiore: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”.

Voi siete la mia vita   Gv 10, 24-30

Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando terrai l'animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».

Il pescatore diventa pastore   Gv 21, 1-1

“Io vado a pescare”. “Veniamo anche noi con te”. Questo è lo stato d’animo di Pietro e dei suoi compagni. Non riescono a pensare a nient’altro per rendere meno amaro il loro presente. Ritornare all’antico mestiere e ripetere i vecchi rituali.

La Pasqua è inarrestabile   Gv 20, 19-31

Abbiamo chiamato “santa” la settimana da poco conclusa ma è tutta popolata da gente guasta: Pilato, Erode, Caifa, Barabba, Pietro, Giuda. Falsi testimoni, capi-popolo, soldati, farisei, sommi sacerdoti. Processi, processioni, procedimenti. Sembra la cronaca di rubinetti dalle guarnizioni guaste, fa acqua da tutte le parti: truffe, baratti, agguati, ricatti, violenza e bestemmie, crudeltà.

Mattino di Pasqua    Lc 14, 1-12

Le donne che corrono di primo mattino al sepolcro, per cospargere di olio il corpo di Gesù, non hanno mai dubitato, neanche per un attimo, della sua morte. Avevano assistito da lontano alla via crucis e avevano visto Gesù inchiodato alla croce, l’avevano sentito lanciare l’ultimo grido e spirare.

Amare infinitamente tutti (le palme)

Il rapporto di Gesù con la folla è sempre stato per prendersene cura, per sfamarla, per annunciare la buona novella. Ma Gesù ha sempre fuggito la folla come luogo per misurare il consenso. Oggi, la folla della stessa città passa dagli “Osanna” al grido di “Crocifiggilo”.

Sotto lo sguardo di Gesù Gv 8, 1-11

Molti secoli prima Dio con il dito aveva scritto sulla pietra un messaggio per il suo popolo. Aveva scolpito i dieci comandamenti per Mosè. Ci sono stati lampi, tuoni e un violento temporale sul Sinai tanto che il popolo, per paura di morire, se ne stava a distanza.

La parabola della nostalgia     Lc 15, 1-3.11-32

Questa non è la parabola del figlio prodigo e nemmeno della misericordia. Questa è la parabola della nostalgia.

La nostalgia non è una parola per descrivere un sentimento piagnucoloso. Nostalgia è la consapevolezza di essere fatti per una relazione di appartenenza reciproca ed è il desiderio struggente di questa relazione. È sentire che Dio è per l’uomo, e sentire che l’uomo può costruire una relazione con Dio.

La pazienza di Dio     Lc 13, 1-9

I fatti di cronaca fanno sempre discutere. È accaduto un incidente, una catastrofe e delle vittime hanno perso la vita. La gente si chiede se erano colpevoli e di cosa e se Dio li ha puniti. Reazione istintiva alimentata da antiche paure.

Gesù restò solo con il Padre       Lc 9, 28b-36

Perché Pietro contesta Gesù? Gesù vuole fare cose non in linea con ciò che i discepoli e la gente si aspettava. Pensavano di dare fiducia un Messia trionfatore, sulle orme di Elia e di Mosè. Mosè il grande condottiero e liberatore dalla schiavitù di Egitto era stato così vicino a Dio da ricevere direttamente da lui le tavole della legge. Elia profeta tra i più grandi aveva ripulito Israele da tutti i falsi profeti.

Non tentare il tuo Dio   Lc 4, 1-13

Il demonio non conosce l’amore e non lo capisce. Ha in mente un’altra idea di Dio. Lo comprendiamo dalle parole che usa con Gesù nel deserto. “Se tu sei Figlio di Dio, di’ a queste pietre di diventare pane”.  In gioco non c’è la fame ma l’identità di Gesù.

Travi e pagliuzze     Lc 6, 39-45

Ognuno di noi sbaglia. La cosa non è molto grave quando ce ne rendiamo conto. Ma è pericoloso sbagliarsi nel giudizio sul bene e sul male.

Eroi o cristiani?   Lc 6, 27-38

Che differenza c’è tra un eroe e un discepolo di Gesù? Esistono modi di comportarsi in maniera esemplare che non fanno di noi dei discepoli di Gesù. Molti si dedicano alle buone cause, compiono gesti di grande generosità da suscitare l’ammirazione. Tuttavia non tutti, pur agendo così, sono discepoli del Signore.

Le tavole della felicità     Lc 6, 17.20-26

Un mare di gente si assiepa attorno a Gesù. Affascinati dalla sua parola. C’erano i dodici e c’era una grande folla di amici e soprattutto una moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme, da Tiro e da Sidone. Non manca proprio nessuno. Anche i pagani sono rappresentati.

Che giorno quella notte ! Lc 5, 1-11

Tanti si accalcano, lo spingono, lo strattonano. Tutti vogliono la prima fila. E così Gesù rischia di finire in acqua. Per fortuna, ci sono due barche. Gesù sale sulla prima, forse la più grande. Più tardi realizza che quella è la barca di Pietro. Ma non c’è tempo per i convenevoli. Gesù deve parlare e parla a quella folla assiepata per ascoltarlo.

L’oggi di Dio       Lc 4, 21-30

La gente aveva gonfiato il petto d’orgoglio. Il ritorno a casa di Gesù aveva creato l’illusione che Nazareth fosse il centro del mondo. Non avevano digerito il fatto che Gesù avesse spostato nella citta di Cafarnao il centro della sua azione.

Oggi si è compiuta   Lc 1, 1-4. 4, 14-21

“Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui”. Da tempo immemorabile, ogni sabato, gli ebrei si riuniscono per ascoltare la parola di Dio. Il gesto di Gesù che prende in mano il rotolo delle Scritture è loro familiare. Gesù ripete, cinque secoli dopo, quello che Esdra proclamava dinanzi al popolo rientrato dalla schiavitù.

{xtypo_dropcap}I{xtypo_dropcap}l vino migliore     Gv 2, 1-12

A Cana di Galilea si svolge un matrimonio e Gesù e sua madre sono presenti. Ma non c’è solo questo matrimonio, ce ne sono due e l’uno annuncia l’altro. Il primo è quello della giovane coppia di Cana, il secondo, quello di Gesù e della sua chiesa, rappresentata dai discepoli.

Figli    Lc 3, 15-16.21-22

Finalmente, al momento del battesimo di Gesù, nelle acque del fiume Giordano, si sente, per la prima volta, la voce del Padre. Erano passati trenta lunghi anni durante i quali Dio apparentemente taceva.

Ma quella voce rimaneva silenziosa solo in apparenza perché Gesù la conosceva, l’aveva sentita sempre anche se in forma completamente diversa.

Notti, stelle e dune

Non voglio togliere fascino alla pagina dei Magi che ha navigato la fantasia di artisti e poeti, regalandoci opere di intensa sovrumana bellezza. Non voglio neppure togliere emozione ai bambini che nei giorni a precedere l’Epifania vanno spostando, a poco a poco, dall’ombra dei presepi, i re magi, con i loro doni e i cammelli, verso la luce fioca di una capanna su cui splende una stella.

Dio in incognito       Lc 2,16-21

Ci fu il canto degli angeli, nella notte di Natale, ma fu di breve durata e pare che pochi l’abbiamo sentito. Ci fu una stella in cielo ma è stata vista solo dagli stranieri. Ben presto il canto fu inghiottito dal silenzio e la luce dall’ombra.

La fede e la vita   Lc 2,16-21

Gli eventi straordinari del censimento e della nascita di Gesù sono già alle spalle. Le emozioni svaporano ma il loro contenuto entra sempre più nelle pieghe della memoria e degli affetti. Finito il censimento le carovane riprendono la strada di casa.

Sacra famiglia       Lc 2, 41-52

Gli ebrei erano soliti andare in pellegrinaggio a Gerusalemme ogni anno per la Pasqua. Luca nel suo vangelo racconta che Gesù vi si reca anche all’età di 12 anni, trattenendosi, però, nel tempio per qualche ora di troppo. Da qui l’apprensione di Maria e di Giuseppe il cui sconcerto cresce di ora in ora.

Natale del Signore       Lc 2, 1-14

Dio voleva curare in modo del tutto particolare lo scenario della nascita di suo Figlio sulla terra. Non era facile sorprendere gli uomini con un segno eccezionale e facilmente comprensibile, e manifestare chi era e cosa voleva fare Dio per l’uomo.

Le madri     Lc 1, 39-48a

Gesù non è ancora nato e non ha ancora un volto. Nessuno ancora lo ha ancora visto. Una sola creatura sa che lui c’è. Nessun dubbio l’ha sfiorata: crede, semplicemente crede. Per questo anche se invisibile, Gesù per lei esiste. Madre e figlio si comprendono e si accolgono reciprocamente.

Giocare la carta giusta Lc 3, 10-18

Giovanni Battista ci ricorda la vigilanza e il nostro avvento diviene ancor più riflessivo e intenso. Giovanni non lo fa per ambizioni di grandezza. L’unica cosa che gli sta a cuore è il Regno di Dio.

Sulle tracce di Lei       Lc 1, 26-38

L’angelo la chiama “piena di grazia”, il popolo credente la chiama “Immacolata”. Con Lei è emerso nel mondo un essere che è solo bontà, una mano incapace di colpire, una innocenza minacciata eppure vittoriosa, un gesto che non racchiude alcuna ambiguità.