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Frammenti

Assunzione

Nel cuore del mese di agosto c’è la festa dell’ Assunzione al cielo di Maria, nella quale celebriamo il mistero della Madre del Signore definitivamente unita alla gloria di Gesù, suo Figlio.

Questa festa tocca il centro della nostra fede. Nell’assunzione al cielo di Maria celebriamo il nostro destino ultimo, destino di vita eterna con il Signore.

Alzati e mangia       Gv 6, 41-51

È sabato. Nella sinagoga di Cafarnao Gesù parla di se stesso. “Io sono il pane disceso dal cielo”. Apriti cielo. Subito scoppiano polemiche e contestazioni. Come al tempo di Mosè nel deserto. Allora il popolo mugugnava per la mancanza di cibo. E Dio rispose con il dono della manna.

La voce   Gv   1,6-8.19-28

Il polverone alzato da Giovanni Battista nel deserto di Giuda è così spesso che giunge fin nella capitale, a Gerusalemme, e spinge i giudei, gelosi custodi della legge e della tradizione, a mandargli una delegazione: insomma a comunicargli che il suo nome è finito sul libro degli indagati.

La fortuna dell’uomo è nascere affamato  Gv 6, 24-35        

II lago si è riempito di barche e di speranze. L’incontro con Gesù fa germogliare domande. Rabbi, quando sei venuto qua? Ti stiamo cercando, perché ti nascondi?

E Gesù svela la sua distanza: c’è molto di più di un lago tra me e voi. Gesù si sente incompreso, è sempre su un’altra riva. Ma non si arrende. Lui che ha sfamato la folla vuole svegliare un'altra fame, la fame per un pane diverso.

Il porta ombrelli       Mc 1, 1-8

Sono anni che lo vedo. Non ha nulla di eccezionale: è un porta ombrelli, per di più pure brutto. Anche un cieco se ne accorge che c’è. Ho il sospetto che sia un’altra cianfrusaglia inutile. "Lascialo lì, diceva mia mamma, non si sa mai, un giorno potrebbe servire".

Un lago pieno di barche. Gv 6, 24-35

Il vangelo racconta di una ricerca spasmodica, ostinata. La gente pretende Gesù e lo raggiunge fin sull’altra riva del lago. In breve tempo, quello specchio d’acqua trabocca di barche e si popola di illusioni. Sembra un’America’s cup, in realtà è soltanto fame di miracoli.

Piena di grazia   Lc 1,26-38

In Avvento contempliamo Maria grembo che accoglie Gesù. Questa festa ci aiuta a vivere l’Avvento come tempo di speranza e risveglia un clima di serenità, di gioia, di leggerezza nell’attesa fiduciosa del Signore che, come è entrato in modo sorprendente nella vita di Maria, così continua a camminare con noi se siamo disposti a lasciarlo entrare nella nostra vita.

La voce del silenzio   Mc 6, 30-34

L’evangelista Marco ci racconta alcuni giorni di vacanza dei discepoli di Gesù. Sono arrivati al capolinea. La fatica della missione ha messo a dura prova il loro cuore. Non solo sono stanchi ma è anche aumentata la tensione e la suscettibilità.

Argilla    Is 63, 16b-17.19b; 64, 2-7

Il torchio girava. Rapida la mano dava forma all’umida argilla e la plasmava con passione. L’artigiano già vedeva il suo vaso e ne gioiva per la bellezza: era destinato a contenere un prezioso profumo. Gioiva pensando al nobile dono frutto delle sue mani e all’emozione segreta di chi l’avrebbe ricevuto. La certezza di quell’amicizia, che riteneva eterna, lo ripagava.

Zaino in spalla     Mc 6, 7-13

Si parte. Cosa mettere nello zaino? Chissà quante volte è capitato anche a voi di fare questa domanda alla vigilia di una partenza, di una passeggiata in montagna, di una vacanza o prima di un lungo viaggio. Agli apostoli Gesù non propone un elenco di cose, un inventario di strumenti, ma sottolinea l’esigenza della leggerezza e della sobrietà perché il Vangelo non si sposa con l’efficienza umana o con l’organizzazione. Il vangelo ha bisogno solo di vangelo.

Il grembiule del re     Mt 25, 31-46

Concludiamo l’anno liturgico che abbiamo trascorso in compagnia dell’evangelista Matteo. Matteo è stato per qualche tempo uomo d’affari poco puliti poi fu capace di gettare alle ortiche le ricchezze ammucchiate perché affascinato e conquistato da un’altra ricchezza, da Gesù e il suo vangelo.

Lei non sa chi sono io     Mc 6, 1-8.

Una delle grandi preoccupazioni della chiesa di oggi è come annunciare Gesù e come farlo conoscere. La preoccupazione è rivolta al futuro. Sarebbe ed è stato più facile fermarsi a incolpare il mondo dei suoi mali e infarcire le prediche di rimproveri e di pessimismo. Era lo stile del passato.

Talenti scintille divine Mt 25, 14-30

La parabola dei talenti è una bella notizia contro la paura che rovina il rapporto con Dio e spegne la vita. Il servo timoroso e diffidente non ha capito che, con il talento donato, il padrone voleva fare di lui un amico. Il talento era un dono di comunione, di amicizia, un gesto di fiducia.

Chi mi ha toccato il cuore?   Mc 5, 21- 43

Il vangelo di oggi ci racconta la storia di due persone che sono uscite allo scoperto. Si espongono per la disperazione in cui erano piombate e per la fede in Gesù. La prima è Giairo, il capo della sinagoga, che ha sua figlia in fin di vita. La seconda è una donna che soffre da molti anni di emorragie croniche. Entrambi devono esporsi e per esporsi a Gesù devono anche sfidare l’incredulità e l’ironia della gente.

Illuminare la notte       Mt 25, 1-13

Rischiarate da una luce tremolante, dieci ragazze escono di casa nel cuore della notte per scortare lo sposo. Sono le damigelle d’onore che precedono e accompagnano il corteo nuziale. L’olio che alimenta le loro lampade e illumina la notte è l’amore per lo sposo.

Prestare la voce   Lc 1, 57-66.80

Come per ogni madre anche per Elisabetta si compì il tempo e diede alla luce un figlio. I figli vengono alla luce come compimento di un progetto. Giovanni cade da una stella nelle braccia di Elisabetta e porta con sé scintille di infinito, soprattutto la gioia manifestata dai vicini che si rallegrano con Elisabetta e porta la Parola. Giovanni non nasce per caso ma per profezia.

Tanti riflessi di un unico sole   Mt. 5, 1-12a

La festa di tutti i santi dice che la santità non è il risultato dell’impegno per quanto ostinato delle creature ma è, prima di tutto, dono di Dio. È aria pulita di montagna che si respira grazie alla bontà di Dio e grazie anche all’impegno personale.

La parola basta a se stessa       Mc 4, 26-34

Se l’immagine del seme usata da Gesù in questa parabola corrisponde a verità, il Regno che Gesù annunzia ha una forza esplosiva davvero sorprendente.

Il cuore della legge   Mt 22, 34-40

“Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?”. La domanda è legittima se qualcuno cerca Dio con sincerità. Ma questa domanda stride sulla bocca di un navigato conoscitore della bibbia e dei misteri di Dio, quale è questo dottore della legge.

Ricercato e senza documenti     Mc 3, 20-35

Ma, in fondo, chi è Gesù? che dire di lui? Il vangelo di oggi pone la domanda in modo un po’ tragico. Dopo la sua morte questo interrogativo risuscita con Gesù stesso dalla tomba e rimarrà anche in modo insistente fino ai giorni nostri. Chi è Gesù?

Cesare non è Dio  Mt 22,15-21

Con una domanda perfida i farisei bloccano sulla strada Gesù. La domanda nasconde una malizia diabolica tanto che qualsiasi risposta è una dichiarazione di colpa. Di collaborare con i romani invasori o, al contrario, di cospirare contro l’imperatore.

Fame e sete di eternità    Mc 14, 12-16.22-26

L’eucarestia è il segno più grande della creatività di Dio, l’ultimo atto di un amore senza misura. Nell’Eucarestia Dio dichiara la sua volontà di legarsi per sempre all’umanità. Questa alleanza trova la sua splendida epifania. Nella fragilità dei segni del pane e del vino Gesù si regala a quanti non si accontentano di briciole di felicità ma hanno fame e sete di eternità.

Gli insuccessi di Dio    Mt 22,1-14

Con un elegante biglietto il re comunica la data delle nozze del proprio figlio e invita a palazzo gli amici più cari per il pranzo nuziale. Sembra una favola ma favola non è. La parabola presenta un’ampia gamma di invitati che, con le scuse più diverse, uno dopo l’altro, disertano la festa.

La personalità non la compri         Mt 28,16-20

Mi è capitato, tempo fa, di entrare in un bar. Mi faccio largo per prendere un caffè e sono circondato dai soliti discorsi. Si parlava di calciatori. Mi sono detto: i giocatori si possono comprare ma la personalità non la compri da nessuna parte. Si fa sempre più fatica a forgiare personalità. Sono uscito dal bar immaginando le strade piene di gente con la famosa lanterna di Diogene. Tutti in cerca dell’uomo.

I sogni e le delusioni di Dio       Mt 21, 33-43

Al tempo di Gesù a la vigna, gli ulivi, un gregge o un campo di grano erano una grande ricchezza, era la certezza di vita per una famiglia. Gesù trae spunto per le sue parabole da questo mondo agricolo così caro all’uomo e così caro a Dio. Perché l’umanità è terra di Dio, è il suo sogno e la sua passione.

E in dono il fuoco    Gv 20, 19-23

Il vangelo di oggi ci riporta al giorno di Pasqua. E a cominciare dall’alba sono successe tante cose ma i discepoli non hanno ancora compreso. Anzi, si sono rinchiusi e nascosti, perché hanno paura dei giudei. Dopo ciò che era stato fatto a Gesù temevano il peggio anche per loro.

Cosa Un “ma poi” che salva       Mt 21, 28-32

Un uomo aveva due figli. Ci verrebbe da dire: “La sappiamo già, la conosciamo questa storia, sappiamo come va a finire”. E così mandiamo questa parabola in soffitta e il suo insegnamento finisce tra le ragnatele.

C’è una parola sulla bilancia         Mc 16, 15-20

“Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio”. La Parola non esce più sulla terra dalla bocca di Gesù, ma da allora essa continua e continuerà ad essere annunciata. La parola che era risuonata, per tre anni, dentro le mura di Gerusalemme e in Galilea, dall’Ascensione non conosce più frontiere.

Il paradiso last minute   Mt 20, 1-16

I braccianti agricoli dell’ultima ora hanno trascorso l’intera giornata a vuoto, solo con la segreta speranza di un impiego e tanti pensieri tristi sempre più pesanti da sopportare. Falliti e frustrati già pensano alle scuse da presentare quando faranno ritorno a casa.

L’amore mette le ali     Gv 15, 9-17

“Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi”. Con queste parole l’amore bussa alla porta del nostro cuore. Con queste parole Gesù toglie il velo dal volto del Padre e rivela la sua identità, Dio è amore.

Custodi e fratelli     Mt 18, 15-20

C’è un ritornello che risuona in ogni versetto di questo Vangelo: mai vivere senza l’altro. Tutto inizia dall’incontro, dalla più piccola comunità: io e tu, due che si amano, la complicità festosa di due amici, una madre abbracciata al suo bimbo, due che pregano insieme e Dio è lì, come il terzo fra i due, come forza di unità. Il Vangelo ci chiama a pensare sempre in termini plurali.

Custodire l’innesto    Gv 15, 1-8

Quale è la differenza tra il deserto e un giardino? La differenza non è l’acqua ma l’uomo. Dio non ci ha ordinato di custodire un museo ma di coltivare un giardino. Le vigne non evocano l’immagine dell'aria chiusa e morta ma quella dell'aria aperta, delle vigne assolate e rigogliose della Palestina, nate, quasi per miracolo, in una terra arida.

Domanda inquietante     Mt 16, 13-20

Gesù pone ai suoi discepoli la domanda fondamentale, la sola che conta: “Voi chi dite che io sia?”. Gesù vuole andare in fondo. E pone la domanda due volte e in due modi diversi.

Amare in piena libertà fino alla morte    Gv 10, 11-18

Abbiamo bisogno del tempo di Pasqua per trovare il coraggio di parlare della morte come fa Gesù in questo vangelo. Abbiamo bisogno di questo tempo, che di per sé è già un tempo al di là della morte, per osare parlarne con tutta serenità. La morte di Gesù è il luogo dove si manifesta tutta la sua libertà e il suo grande amore.

Forzare le porte di Dio     Mt 15, 21-28

Una straniera, una donna estranea al popolo eletto, ha trovato, istintivamente, le parole per la sua preghiera. “Pietà di me, Signore, figlio di Davide!”. Poi continua, forse abbassando il capo, “Mia figlia è molto tormentata da un demonio”. 

La parola e il pane       Lc 24, 35-48

Il percorso di fede dei discepoli nella risurrezione di Gesù non è stato né immediato né facile. Gesù appare e poi scompare o riappare di nuovo, prima a uno solo poi a due e in fine a tutti quando sono riuniti insieme. Spesso era già presente ma nessuno lo aveva riconosciuto e, se anche lo avevano riconosciuto, nessuno osava credervi per paura o per una strana imbarazzante gioia.

Assunta e per vestito il sole

Maria per prima, aveva detto sì al Signore e per prima ha il privilegio, unico e straordinario, di conservare il suo corpo e diventare, insieme a suo Figlio, regina dei cieli.

Le ferite dell’amore         Gv 20,19-31

È passata una settimana dal mattino di Pasqua e i discepoli non sono ancora pienamente rassicurati. Hanno paura dei giudei fanatici e si sono nascosti.

Signore, salvami     Mt 14, 22-33

Pietro aveva avuto una grande paura già sul finire della notte. Gesù cammina sulle acque in mezzo alla tempesta. Lo credevano ancora immerso nella preghiera, in disparte e solo, sulla montagna e, invece, eccolo qui in mezzo all’infuriare dei venti, in precario equilibrio sulle onde agitate da mettere paura. Loro, uomini, pescatori, esperti, conoscitori come nessun altro di quel lago, oggi così ostile.

Quella pietra              

Gesù giaceva nella sua tomba e stava oltre una pietra pesante. Eppure Gesù, anche senza vita, ha continuato a donarla "scendendo agli inferi", ossia nel punto più basso possibile, portando fino al limite estremo la sua solidarietà con gli uomini.

Respirare Dio       Mt 17, 1-9

L’avvenimento fu una grande sorpresa. Il volto di Gesù come il sole, le sue vesti piene di luce. E due apparizioni, alcuni frammenti di conversazioni e una voce che proviene dal cielo. A questa visione gli apostoli si impauriscono e cadono con la faccia a terra.

Felice colpa  

Di buon mattino, tre donne corrono al sepolcro, le guida Maria di Magdala. L’amore spinge ad affrettare i passi. Cosa possono fare per un morto? Ormai l’irrimediabile ha avuto il sopravvento e non si può cambiarlo. Le donne possono solo portare il balsamo per ungere il corpo perché riposi decentemente e rallentare la decomposizione.

Grano e zizzania, convivenza difficile     Mt 13, 24-43

La zizzania che noi chiamiamo gramigna è un’erba infestante, ingombrante, soffocante, dannosa. Nella lingua di Gesù ha la stessa radice della parola ‘satana’ e richiama l’idea del dividere. La zizzania si mimetizza e si radica così bene nel terreno che lo occupa e lo invade fino a impadronirsene.

Un amore più forte della morte

“Tutto è compiuto”. Nel momento stesso in cui muore Gesù ne fa serenamente la costatazione. Quando diciamo di una persona o di un avvenimento che tutto è finito, ci riferiamo al punto finale molto vicino al nulla o ci riferiamo a quando un avvenimento tocca il suo punto più alto e culminante.

Un seme di speranza e la terra ospitale       Mt 13,1-23

Gesù parla in parabole per essere compreso e per coinvolgerci di più e introdurci totalmente nel cuore del mistero. La parabola è una specie di contenitore del dono e ci è chiesto di avvicinarci quasi in punta di piedi e liberare il regalo dalla carta luccicante e dai nastrini che lo avvolgono, per gustare in pienezza il tesoro che esso racchiude.

Un amore umile  

Al momento di entrare nel cuore del mistero pasquale Gesù compie un gesto che riassume tutto quanto egli è, e tutto ciò che il Padre gli ha chiesto di fare per la salvezza del mondo.

La nuova via     Mt 11, 25-30

Gesù è come incantato, estasiato davanti ai piccoli che lo seguono e lo ascoltano: Ti rendo lode, Padre, perché queste cose le hai ri­velate ai piccoli. I piccoli di cui è pieno il vangelo, gli ultimi della fila che sono i pre­feriti di Dio.

I gesti di quel giovedì santo    

Di quella sera, quando Gesù celebra la cena della Pasqua antica, prima di affrontare la sua Pasqua di morte e risurrezione, gli evangelisti ricordano due gesti diversi. Non tutti e due, ma o l’uno o l’altro.

Senza se e senza ma   Mt 10,37-42

Vangelo oggi di parole dure e impegnative. Parole che sono un invito a donarsi, a camminare sulla via della croce, a spendersi sino alla fine. Nel nostro tempo siamo portati a cercare la nostra realizzazione nell’autoaffermazione piuttosto che nel dono, nel successo ad ogni costo piuttosto che nello spendersi per gli altri, nel ricevere e ottenere piuttosto che nel dare e nell’accogliere.

Come il chicco di frumento      Gv 12,20-33

“Vogliamo vedere Gesù”. È questo il desiderio di alcuni Greci ed è con questo sogno nel cuore e sulla bocca che si presentano. Gli apostoli interpellati sono Andrea e Filippo. Sono gli stessi che Gesù ha coinvolto nella moltiplicazione dei pani e dei pesci. Hanno imparato da Gesù ad accogliere i desideri veri della vita.

La paura non abita qui     Mt 10,26-33

La sofferenza attraversa la nostra vita e il dolore è l’altra faccia del giorno, come la notte è lo spazio tra il tramonto e l’alba. Al calice del dolore beviamo tutti, buoni e cattivi.

Ritorniamo nel deserto     Gv 3, 14-21

Il vangelo di oggi ci riporta nel deserto. Nel deserto Dio guidava il suo popolo fino alla terra promessa. Era Dio che lo accompagnava giorno e notte. Era Dio che lo nutriva con la manna, nonostante le mormorazioni di chi rimpiangeva la schiavitù dell’Egitto.

Ti amo da morire     Gv 6, 51-59

Cosa sarebbe la nostra vita di fede senza l’Eucarestia? Cosa sarebbe la nostra conoscenza di Dio senza l’Eucarestia? L’Eucarestia è la presenza sulla terra della vita del cielo, della vita di Dio.

La tentazione del tempio   Gv 2, 13-25

Per quanto ci sforziamo di addolcire la scena, non riusciamo a nascondere la spigolosità imbarazzante del gesto di Gesù che caccia i mercanti dal tempio. Ci disturba questo scoppio di collera, questo ricorso alle maniere forti. 


La Trinità è un abbraccio senza fine   Gv 3, 16-18

Capire o carpire la conoscenza di Dio? Questo è il problema. Se leggiamo il vangelo comprendiamo che Dio non ama essere sottoposto a un’analisi di laboratorio o ad una conoscenza prevalentemente intellettuale. Il Dio di Gesù predilige piuttosto l’incontro, la comunione, come tra noi persone.

Una cascata di luce   Mc 9, 2-10

Questo fatto doveva rimanere segreto. Del resto nessuno lo avrebbe compreso. Perciò le indicazioni di Gesù erano precise. Nessuno ne deve parlarne “se non dopo che il Figlio dell’uomo sia risorto dai morti”.

Ardente attesa    Gv 20, 19-23

“Se dipendesse da te, il mondo non avrebbe mai un domani, perché tu rifiuti sempre l’oggi”. Questa è proprio la fine. È la tentazione della stanchezza e della paura. Ma oggi ci è insegnato come vincerla: aspettare a Gerusalemme, nel cenacolo, riuniti in preghiera con Maria, la madre di Gesù.

Il deserto profuma   Mc 1, 12-15

Nel deserto, Gesù sembra Adamo che affronta la prova della lontananza da Dio. Solo nel deserto un uomo sa quanto vale: vale quanto i suoi ideali. A differenza degli altri evangelisti, Marco non si ferma sul contenuto delle tentazioni di Gesù ricordandoci però che le tentazioni non si evitano ma si attraversano.

Una nuova storia   Mt 28, 16-20

Gesù desiderava che tutti fossero presenti per l’ultimo saluto. E il monte diventava una specie di pista di decollo, di lancio per Gesù e anche per i discepoli. Gesù ritorna al Padre pur assicurando la sua vicinanza a tutti e per sempre. C’è una buona notizia, il vangelo, da diffondere, c’è una comunione da costruire. Finisce il tempo dell’apprendistato. Ora tutti devono rimboccarsi le maniche.

Gesù lebbroso   Mc 1, 40-45

Il lebbroso avrebbe dovuto fermarsi a distanza, Gesù avrebbe dovuto evitare il contatto. Questo prescriveva la legge. Ma succede il contrario. Il lebbroso e Gesù sfidano le regole.

Il lebbroso ha atteso Gesù con impazienza e Gesù non si sottrae. Si ferma davanti a lui. Non solo si ferma ma lo ascolta, gli rivolge la parola, e, peggio, arriva anche a toccarlo. Gesù tocca l’intoccabile.

Il mio cuore è uno specchio   Gv 14, 15-21

Gesù lo chiama Paraclito, cioè colui che viene dall’alto, che è lo stesso Spirito di Dio che aleggiava sulle acque nei giorni della creazione, che alimentò la fede di Abramo e protesse Mosè dal Faraone, che aiutò Israele ad attraversare il Maro Rosso ed entrare nella terra promessa. Che scelse re e profeti per il suo popolo.

Tutti ti cercano   Mc 1, 29-39

“Tutti ti cercano”. È quanto dicono a Gesù che si è allontanato per stare in disparte e pregare. “Tutti ti cercano” e probabilmente i discepoli ne sono lusingati. Gesù è al centro dell’attenzione, inseguito da un successo che, sperano, abbia, in qualche misura, delle ricadute anche su di loro.

Mostraci il Padre      Gv 14, 1-12


Un bambino chiede a suo padre: “Papà, mi fai un regalo?”. Il padre lo guarda pensieroso, si aspetta di tutto. Ma il bambino lo sorprende: “Mi porti sulla luna? Poi non ti chiedo più nulla. Te lo prometto!”. Il bambino pensava di chiedere una cosa piccola, insignificante, semplice. Ma chiese l’impossibile. Bene! Filippo, oggi, chiede la stessa cosa. Guarda Gesù e gli dice: “Signore, mostraci il Padre e questo ci basta”.

Don Bosco padre, maestro, amico  Mt, 4, 1-6.10

Voglio raccontarvi due storie che possono aiutarci a capire qualcosa del mistero della vita e della santità di Don Bosco. Padre, maestro e amico. Queste parole sono tre prospettive, tre angolature, tre piani, tre dimensioni, tre colori che possono racchiudere come in un mosaico la grandezza di Don Bosco. Tre aspetti di una vita tutta spesa fino a consumarsi per i suoi giovani.

Il “bel pastore” ci guida     Gv 10, 1-19

Il vangelo di questa domenica racconta il feeling impercettibile ma reale e intenso che nasce tra il gregge e il pastore. È fatto di silenzi, di monosillabi, di segni convenzionali ma eloquenti, occhiate d’intesa, di lento incedere e accelerazioni improvvise, di spostamenti imprevisti o di pause defaticanti…

Taci! Esci!     Mc 1, 21-28

Incredulità e stupore. Questa è la reazione della gente che, di sabato, affolla la sinagoga di Cafarnao. La parola di Gesù suscita meraviglia per la sua forza e autenticità. Le sue parole non sono scontate né ripetitive ma scavano in profondità. Gesù non cavalca il buon senso comune, non addormenta le coscienze ma le risveglia e le orienta. Soprattutto suscitano una sincera nostalgia di Dio, nel profondo dei cuori.

Emmaus, andata e ritorno   Lc 24, 13-35

Pare immenso il popolo dei delusi. La maggior parte dei discepoli di Gesù si era rintanata in uno scantinato di Gerusalemme bloccati dalla paura. Pensavano al fallimento dell’avventura di Gesù e alla viltà con la quale gli si erano negati per sottrarsi alla cattura. Due, poi, stavano per chiudere per sempre con quel recente passato. Ma, a pochi passi da casa, entra in scena Gesù deciso a riportarli e rilanciarli sulle strade del vangelo.

Vi farò pescatori     Mc 1,14-20

Il vangelo racconta una giornata di pesca sul lago. Sulla spiaggia compare Gesù. La sua presenza viene a scombinare la quotidiana fatica di una cooperativa di pescatori. Sono Andrea e Pietro, Giacomo e Giovanni, due coppie di fratelli. Gesù entra nella loro vita fatta di reti, di attesa, di fatica e di barche.

Piaghe trasfigurate   Gv 20, 19-31

Tommaso fratello mio, ti stai tormentando per come, tu e gli altri, vi siete comportati nell’ora più impegnativa di Gesù. Ti vergogni, Tommaso, e senti che questa ferita sanguina ancora e te ne vai lontano da tutti a cercare ragioni e un balsamo per il tuo cuore. Non sopporti la tua fragilità.

Dove abiti?   Gv 1,35-42

“Maestro, dove abiti?” È una domanda importante. Gesù si è fatto uomo per abitare in mezzo a noi. È sua missione mettere le radici da qualche parte. Ed è desiderio dei discepoli incontrarlo e ritrovarsi con lui per godere della sua intimità, per ascoltare la sua parola, per capire il perché della sua scelta e della loro chiamata.

Una luce sfolgorante      Gv 20, 1-9

Nel giorno dopo il sabato, all’alba, una notizia sconvolgente stoppa gli orologi della storia. Gesù di Nazareth, crocifisso e morto, esce vivo dal sepolcro. Era già successo che alcuni morti facessero ritorno alla vita terrena precedente, ma non era mai accaduto che uno di loro rientrasse tra i viventi avvolto di immortalità.

Amati per sempre   Mc 1,7-11                                                           

Il racconto del Giordano ci riporta alla genesi, all’inizio, quando la Bibbia prende avvio con una immagine d'acqua: in principio... lo spi­rito di Dio aleggiava sulle ac­que. L'origine del creato è scrit­ta sull'acqua. Allo stesso mo­do anche la vita di ognuno di noi ha inizio nelle acque di un grembo materno. 

I giorni della prova     Mt 26, 14-27, 66

Si apre una settimana di emozioni forti e incalzanti. Tutti attorno alla croce. C’è chi fugge la croce, chi la subisce, chi l’abbraccia. Gesù passa dagli osanna al “sia crocifisso”, urlati dalla stessa gente di Gerusalemme in festa o sobillata dai soliti vecchi burattinai.

Re di un’altra strada   Mt 2, 1-12

Il vangelo di oggi è solo in parte in sintonia con la gioia dell’annuncio degli angeli nella notte di Natale. “Vi annuncio una grande gioia che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore”. Gerusalemme, invece, alla notizia dell’evento, non partecipa alla gioia ma precipita nel sospetto.

Pietre e sepolcri     Gv 11, 1-45

Betania è un villaggio di poche case, appena fuori Gerusalemme, sul versante orientale del Monte degli Ulivi. Si passa di lì per andare e tornare da Gerico. Qui vive Lazzaro e a casa sua Gesù si è rifugiato nelle ultime settimane quando ha sentite fischiare la violenza verbale dei farisei. “Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella Maria e a Lazzaro”, perché a casa loro respirava il profumo dell’amicizia e dell’ospitalità. Betania è un altro cenacolo della confidenza e dell’affetto.

Maria regina della pace    Lc 2,16-21

La parola di Dio oggi aiuta tutti a entrare nel mistero dell’essere “figli”. Si tratta di una dignità ricevuta per dono di grazia ed una grazia “a caro prezzo”. Per diventare figli, infatti, il Figlio di Dio si è lanciato in quella caduta a picco, in quel precipitare nell’abisso più profondo della condizione umana fino alla morte.

Guarire lo sguardo     Gv 9, 1-41

Cieco dalla nascita. Sembra un annuncio funebre. Un triste biglietto da visita che gli consegna la condanna a un futuro da accattone. Infatti viveva da mendicante nutrendosi di bocconi amari e lacrime.

Sacra Famiglia  Lc 2,22-40

Oggi la luce del Natale brilla e illumina la famiglia, ogni famiglia, che si sforza di essere sacramento dell’amore di Dio nel mondo. Guardando la famiglia di Nazareth, cosi uguale alle altre e così singolare rispetto ad ogni altra, non fatichiamo a far nostre le parole del vecchio Simeone: “i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te per tutti i popoli, luce per illuminare le genti”. Il vangelo ci testimonia che sono due anziani profondamente religiosi, come tanti nei secoli, che hanno tramandato alle nuove generazioni una fede genuina e forte come una quercia.

Appuntamento al pozzo       Gv 4, 5-42

Era verso mezzogiorno. Certe ore si somigliano tutte. La luce, complice quanto il buio, garantisce un alone di invisibilità. La volpe e l’aquila escono dai loro nascondigli l’una di notte e l’altra in pieno giorno. La samaritana è una fuori orario. Non gode di buona reputazione. Raggiunge il pozzo a mezzogiorno per non incontrare ombre umane che l’avrebbero scoperta e, come al solito, giudicata.

La casa   Lc 1,26-38

Davide vuole preparare una casa per il Signore e Maria diventa casa di Dio. Ciascuno di noi è invitato a essere questa casa. È la Parola che edifica in noi la casa di Dio. L’accoglienza della Parola costruisce una dimora interiore nella quale abita lo Spirito.

E'bello stare qui       Mt 17,1-9

Abbiamo appena cominciato la quaresima, abbiamo appena iniziato a seguire Gesù per un tratto di strada nel deserto ed ecco che Gesù ci invita a salire con lui sul monte Tabor. Andiamo allora, anche noi, con Pietro, Giacomo e Giovanni. E appena abbiamo cominciato a seguire Gesù già tutto è cambiato, tutto è trasfigurato.

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Lettera aperta di Mons. Bettazzi al Presidente del Consiglio.

Bettazzi











Scrivo questa lettera sul tema scottante degli immigrati (e la scrivo da un   edificio diocesano che ne ospita). Lo faccio non come antica autorità religiosa al Presidente di un Governo “laico” (anche se un autorevole membro del Suo Governo ha sbandierato, sia pure in campagna elettorale, simboli apertamente religiosi, anzi cristiani, quindi compromettenti) soprattutto dopo i costanti, appassionati appelli di Papa Francesco e le autorevoli istanze dei responsabili della CEI.

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Letture della Domenica - Commenti di
Don Paolo Squizzato e Don Paolo Zamengo

XIX domenica del Tempo Ordinario. Anno B.

1Re 19, 4-8

Ef 4, 30-5, 2

Gv 6, 41-51

«Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: “Io sono il pane disceso dal cielo”. 42E dicevano: “Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?”. 

43Gesù rispose loro: “Non mormorate tra voi. 44Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.45Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Leggi tutto

Alzati e mangia.Gv 6, 41-51

Alzati e mangia       Gv 6, 41-51

È sabato. Nella sinagoga di Cafarnao Gesù parla di se stesso. “Io sono il pane disceso dal cielo”. Apriti cielo. Subito scoppiano polemiche e contestazioni. Come al tempo di Mosè nel deserto. Allora il popolo mugugnava per la mancanza di cibo. E Dio rispose con il dono della manna.

Ora i Farisei mettono sotto accusa Gesù e, senza troppi giri di parole, ecco la sentenza: “Come può dire costui: sono il pane disceso dal cielo?”. Gesù non ha un passato illustre, non è di famiglia nobile.

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A Rhêmes-Notre-Dame padre Semeraro presenta l'Esortazione ad un gruppo di coppie e singoli di Torino.

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Presentazione Prima parte

Presentazione Seconda parte

Gaudete et Exultate








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Chiamati a santità.

È un invito alla ricerca della santità quello contenuto in “Gaudete et Exsultate”, la terza Esortazione Apostolica di Papa Francesco, dopo “Evangelii gaudium” e “Amoris Laetitia”.

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IX Incontro Mondiale delle Famiglie – Dublino, 21-26 agosto 2018
Mondiale2018

Il Vangelo della Famiglia: gioia per il mondo" sarà il tema del IX Incontro Mondiale delle Famiglie (Dublino, 21-26 agosto 2018). Il tema coincide con quello della nostra Settimana di Studi "Strade di felicità nell'alleanza uomo-donna": è bello sapere che il nostro cuore e quello di tante famiglie batte all’unisono con quello del Santo Padre, alla ricerca della vera gioia.


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La gioia dell'amore coniugale e familiare.

come ritrovare la serenita di coppia

La centralità del matrimonio e della famiglia per l’esistenza di ogni uomo e di ogni donna, la sicurezza e il conforto che esse donano ai propri membri e la gioia di cui sono sorgente costituiscono un dato che accompagna tutta la storia della nostra umanità e che è stato e continua a essere presente in tutte le culture e in tutte le religioni.

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IL CPM fa proprio lo spirito dell'Amoris Laetitia..