Ciao Enrico Il nome Enrico significa forte in casa, in patria, ricco, e anche signore. Sono poche le persone il cui nome rispecchia pienamente il modo di essere. Forse un dono o forse una profezia. Un dono, per chi ha avuto la fortuna di incontrarlo e la capacità di ascoltarlo. Un uomo che non è sfuggito al suo destino, ma lo ha abbracciato accogliendo le prove, le fatiche, le difficoltà con semplicità e mitezza. La sua dolcezza catturava i pensieri indicandoci il sentiero da seguire, la serenità era la capacità di comunicare a tutti noi dove si doveva andare, come ci si doveva muovere, insegnandoci con la sua testimonianza come trascorrere giorno dopo giorno il cammino dell’unica vita donataci, nella tenerezza dei cuori che lui solo era in grado di abbracciare in modo particolare, scorgendo in ognuno, oltre quelle nubi che oggi lo hanno ospitato, il mistero infinito di Dio. Sicuramente un dono, sicuramente un profeta, che è espressione per bocca umana da cui parla la divinità. Comunicare agli uomini il valore della mitezza, emozioni fiorite, semplici ma profonde, colorite di quella fede vera, capace di coinvolgere le nostre distrazioni e renderci uniti nella capacità di confrontarci, di essere protagonisti, di correggerci. Ti abbiamo voluto bene, Enrico, ci hai voluto bene e questo volere bene, questo dono di averti incontrato ha fatto sì che si creasse un’amicizia unica che è quella che ci renderà indivisibili nella vita eterna, insieme nell’abbraccio di Dio che è morte e resurrezione. Grazie.I presidenti Luca e Silvana ricordano Enrico Gualchi

