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Zaino in spalla     Mc 6, 7-13

Si parte. Cosa mettere nello zaino? Chissà quante volte è capitato anche a voi di fare questa domanda alla vigilia di una partenza, di una passeggiata in montagna, di una vacanza o prima di un lungo viaggio. Agli apostoli Gesù non propone un elenco di cose, un inventario di strumenti, ma sottolinea l’esigenza della leggerezza e della sobrietà perché il Vangelo non si sposa con l’efficienza umana o con l’organizzazione. Il vangelo ha bisogno solo di vangelo.

Lei non sa chi sono io     Mc 6, 1-8.

Una delle grandi preoccupazioni della chiesa di oggi è come annunciare Gesù e come farlo conoscere. La preoccupazione è rivolta al futuro. Sarebbe ed è stato più facile fermarsi a incolpare il mondo dei suoi mali e infarcire le prediche di rimproveri e di pessimismo. Era lo stile del passato.

Chi mi ha toccato il cuore?   Mc 5, 21- 43

Il vangelo di oggi ci racconta la storia di due persone che sono uscite allo scoperto. Si espongono per la disperazione in cui erano piombate e per la fede in Gesù. La prima è Giairo, il capo della sinagoga, che ha sua figlia in fin di vita. La seconda è una donna che soffre da molti anni di emorragie croniche. Entrambi devono esporsi e per esporsi a Gesù devono anche sfidare l’incredulità e l’ironia della gente.

Prestare la voce   Lc 1, 57-66.80

Come per ogni madre anche per Elisabetta si compì il tempo e diede alla luce un figlio. I figli vengono alla luce come compimento di un progetto. Giovanni cade da una stella nelle braccia di Elisabetta e porta con sé scintille di infinito, soprattutto la gioia manifestata dai vicini che si rallegrano con Elisabetta e porta la Parola. Giovanni non nasce per caso ma per profezia.

La parola basta a se stessa       Mc 4, 26-34

Se l’immagine del seme usata da Gesù in questa parabola corrisponde a verità, il Regno che Gesù annunzia ha una forza esplosiva davvero sorprendente.

Ricercato e senza documenti     Mc 3, 20-35

Ma, in fondo, chi è Gesù? che dire di lui? Il vangelo di oggi pone la domanda in modo un po’ tragico. Dopo la sua morte questo interrogativo risuscita con Gesù stesso dalla tomba e rimarrà anche in modo insistente fino ai giorni nostri. Chi è Gesù?

Fame e sete di eternità    Mc 14, 12-16.22-26

L’eucarestia è il segno più grande della creatività di Dio, l’ultimo atto di un amore senza misura. Nell’Eucarestia Dio dichiara la sua volontà di legarsi per sempre all’umanità. Questa alleanza trova la sua splendida epifania. Nella fragilità dei segni del pane e del vino Gesù si regala a quanti non si accontentano di briciole di felicità ma hanno fame e sete di eternità.

La personalità non la compri         Mt 28,16-20

Mi è capitato, tempo fa, di entrare in un bar. Mi faccio largo per prendere un caffè e sono circondato dai soliti discorsi. Si parlava di calciatori. Mi sono detto: i giocatori si possono comprare ma la personalità non la compri da nessuna parte. Si fa sempre più fatica a forgiare personalità. Sono uscito dal bar immaginando le strade piene di gente con la famosa lanterna di Diogene. Tutti in cerca dell’uomo.

E in dono il fuoco    Gv 20, 19-23

Il vangelo di oggi ci riporta al giorno di Pasqua. E a cominciare dall’alba sono successe tante cose ma i discepoli non hanno ancora compreso. Anzi, si sono rinchiusi e nascosti, perché hanno paura dei giudei. Dopo ciò che era stato fatto a Gesù temevano il peggio anche per loro.