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Profumo di grazia     Lc 1,26-38

Maria entra nella storia “Immacolata”, non sfiorata dal peccato. Anzi, Maria entra nel mondo profumandolo di armonia, di bellezza e di bontà.

Oggi assistiamo al grandioso confronto tra due donne: Eva e Maria. Eva è all’origine della caduta, Maria è all’origine della salvezza. Eva ha prestato ascolto all’inganno del serpente, Maria ha prestato ascolto alla parola dell’angelo. Eva si difende accusando: “Il serpente mi ha ingannata”, Maria proclama la sua disponibilità: “Avvenga di me quello che hai detto”.

Con Eva ha avuto inizio la storia dell’umanità peccatrice, con Maria ha avuto inizio la storia costruita sulla fiducia nel progetto di Dio sull’uomo. Ciò che Eva ci tolse, ci è donato in Maria.

Nel bene e nel male I destini dell’umanità passano attraverso queste due donne. La parola di Dio ci aiuta a riflettere sulla verità intima della donna, sulla sua dignità e sulla sua missione nella chiesa. Eva è la verità deturpata e degradata, Maria è la verità reintegrata e trasfigurata. Nella libertà di ogni creatura c’è la possibilità di sfigurare il bene che ogni persona è, privando però l’umanità di un tesoro di cui ha immensamente bisogno.

Ognuno di noi, uomo o donna, può donare o negare. Ognuno di noi ha la possibilità di vivere interamente lo splendore di essere felicemente creatura di Dio e farne dono all’umanità. Maria è colei che ha consentito alla grazia divina di abitare in mezzo agli uomini.

Maria ci mostra in modo splendido ed entusiasmante quale è l’intima verità, la vocazione di ogni creatura: custodire, salvare, generare la vita, tutta la vita, e impedire ad ogni persona di essere umiliata nella sua dignità.

In questo Avvento la voce di Maria si fa materna e premurosa. E ci dice: “Lui passa. Lo puoi seguire ma non fermare. Si accorgerà di te soltanto quando i tuoi passi si accorderanno con i suoi. Attento, però: non aspettare qualcuno che arriva ma qualcuno che passa. Vigilare significa prepararsi a partire con Lui.

Quando passa non hai più tempo per pensare ai tuoi errori, ai tuoi peccati, al tuo passato, alla tua salvezza, alla tua sicurezza, alla tua perfezione. Il tempo ti è stato concesso per prepararti, per tenere viva la speranza. Ora hai a disposizione soltanto un attimo. Hai ricevuto tutta la vita in dono ma l'attimo decisivo è solo uno ed è nelle tue mani. Quando bussa, apri la porta ed esci.

Il tempo della notte, il tempo della veglia è lungo, interminabile, spesso perfino insopportabile. Ma quando si affaccia all'orizzonte Colui che viene, spunterà l'aurora di un mondo nuovo e di una vita diversa. Non hai più tempo per sognare o prevedere. È tempo di uscire e di partire.

Anche Lui, quando passa, non ha più tempo. Lo ha esaurito tutto nell'aspettarti. E solo Lui sa quanto gli è costato”.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano