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Le nuove radici   Mt 3, 13-17

Non si esaurisce tutto con la nascita di Gesù. Betlemme è solo la prima tappa. La strada prosegue al fiume Giordano con il battesimo e si completa a Gerusalemme con la passione e la morte. Ma sul fiume giordano Gesù compie un passo decisivo della sua incarnazione. “Non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio ma spogliò s stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini”.

Giovanni stenta a capire. Non gli va che Gesù si sottometta al suo battesimo di penitenza. Ma Gesù proprio con questo gesto dà inizio alla salvezza. Nel Giordano Gesù veste i panni dell’umanità peccatrice ed entra in solidarietà con noi. Gesù sembra compiere un viaggio a ritroso. Raggiunge il peccato nelle sue radici per rimuoverlo e annullarlo e rigenera così tutto l’umanità. Solo accogliendo su se stesso il peccato dell’uomo, Gesù potrà bruciarlo con il suo amore.

Non si tratta di venire battezzati da Gesù ma venire battezzati in Gesù. Il Figlio di Dio infatti si immerge nella mia storia di peccato e di solitudine e si fa Emmanuele, Dio-con-noi.

Giovanni ha battezzato con l’acqua, un elemento naturale che, preso da solo, non ha alcuna efficacia se non quella della purificazione. Gesù invece unendo all’acqua lo Spirito che santifica, redime l’uomo con il suo sangue e cancella i peccati. Battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo, noi torniamo ad assomigliare a Dio.

Viene ricomposta la nostra somiglianza deturpata dal peccato e veniamo abitati dallo Spirito indicato, nei vangeli, con l’immagine della colomba, da sempre simbolo divino. La colomba nel Giordano ricorda lo Spirito di Dio che aleggiava sulle acque e traeva il cosmo dal caos primordiale, come descritto nel libro della Genesi.

Il battesimo di Gesù, nell’abisso dell’uomo, diventa un nuovo atto creatore e allude all’esperienza dell’Esodo con cui Dio portò Israele oltre il Mar Rosso, come aquila potente, per donargli la terra promessa. Ora, come colomba, lo porta alla libertà dei figli di Dio.

Oggi siamo invitati a rivisitare la fonte del nostro battesimo e riconoscere che ci viene chiesto di immergerci nelle acque pure della misericordia di Dio. Confessiamo che Gesù è l’unico salvatore del mondo. Lo Spirito ci aiuta a guarire dentro, non solo i comportamenti ma soprattutto il cuore, radice dei comportamenti.

È una opportunità che ci viene offerta, quest’oggi, per interrogarci sulla verità della nostra adesione al vangelo.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano