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Amoris Laetitia

Amoris Laetitia

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Argilla    Is 63, 16b-17.19b; 64, 2-7

Il torchio girava. Rapida la mano dava forma all’umida argilla e la plasmava con passione. L’artigiano già vedeva il suo vaso e ne gioiva per la bellezza: era destinato a contenere un prezioso profumo. Gioiva pensando al nobile dono frutto delle sue mani e all’emozione segreta di chi l’avrebbe ricevuto. La certezza di quell’amicizia, che riteneva eterna, lo ripagava.

Era l’imbrunire. Ma il sorriso si era spento sulle labbra del giovane artista. La luce entrava a fatica nella sua bottega. Brandelli d’argilla erano un po’ ovunque. Quel giorno l’argilla sembrava rifiutarsi. Tra la bellezza intravista con gli occhi del cuore e il risultato c’era come un doloroso abisso.

Basta! L’artigiano, troppo poeta, prese quell’argilla deforme e la scagliò in un vecchio secchio di stagno nell’angolo più lontano della bottega. Quella non era argilla adatta al suo progetto. Si tolse il grembiule e già pensava come all’indomani avrebbe preparato il nuovo impasto, più morbido e più duttile.

L’amore richiede sempre il massimo. Almeno così pensava quel giovane vasaio, chiudendo la sua giornata, agitato da questi pensieri. Non udì il lamento dell’argilla che tra le sue mani aveva vissuto un doloroso travaglio. Si era lasciata impastare, plasmare, stritolare, ma non ce l’aveva fatta a incarnare il sogno del giovane artista.

Quante volte anche noi vogliamo plasmare l’altro come se fosse argilla nelle nostre mani e non sentiamo il suo pianto. Quante vite abbandonate perché ci hanno deluso. Non erano all’altezza eppure ci pareva un sogno d’amore. E piangiamo anche noi. Cosa non ha funzionato nelle nostre relazioni? La memoria.

La memoria. Abbiamo dimenticato che il Vasaio è uno solo e noi siamo tutti solo argilla. Il modello nascosto da sempre nel cuore del Padre è il suo Figlio Gesù. E il divino vasaio non si toglie mai il grembiule, sempre lavora e mai abbandona o scarta la sua argilla. Non ridimensiona il suo sogno e neppure è sordo al pianto dell’argilla che si crede fallita.

Manda sempre, e anche quest’anno, il suo Figlio Gesù ad abitare i brandelli d’argilla abbandonati in un malconcio secchio di stagno. E ci prende di nuovo fra le sue mani e ci parla di speranza come dice il profeta Isaia: “Orecchio non ha sentito, occhio non ha visto, che un Dio abbia fatto tanto per chi confida in lui”.

Allora ringraziamo Dio di essere noi quell’argilla dimenticata, vaso non riuscito agli occhi della moda o della storia, e facciamo nostre le parole di Isaia: “Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma. Tutti noi siamo opera delle tue mani”.

Nulla è tanto piccolo da essere dimenticato da Dio. Forse sarò solo una nota, la più piccola nota di quel canto che risuonerà nella notte di Natale, notte in cui, il vasaio nostro Padre, sorridendo, contemplerà, con la Vergine santissima, quel bimbo fatto di vera umana argilla, capolavoro assoluto e colmo di soave divino profumo e a noi donato.

Per il momento il Padre vasaio, lo ha deposto in una mangiatoia in attesa del calore di un cuore. Se in questo Avvento apriamo il nostro cuore, il Padre farà, della nostra argilla, la sua casa.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

giovani francesco

Webinar AL per sacerdoti e seminaristi

25° Anniversario della morte di Don Tonino Bello

 

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.Buco nero: Attirerò tutti a Me.

Puoi IMPARARE solo se ASCOLTI

Festival dell’economia civile Firenze 29-31 marzo 2019: presentazione

Il metodo CPM
1. Vedere
sforzarsi di prendere coscienza e di capire le proprie situazioni e atteggiamenti di vita, la qualità della relazione di coppia, i comportamenti della comunità ecclesiale e sociale e le maggiori problematiche odierne.
2. Giudicare
approfondire, conoscere e lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio, ricordando che la Parola è Persona e Gesù stesso è Parola incarnata; confrontarsi dunque con Gesù vero interlocutore per poter entrare in intimità e vero dialogo con il coniuge e con gli altri, oltre che per leggere la nostra vita e le varie problematiche in esame con una visione di fede.
3. Agire
cercare di tradurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, nella propria vita le acquisizioni maturate, contando anche sulla solidarietà delle altre coppie e del Consigliere spirituale.

L'accoglienza come stile di vita.

I sette punti di PAUL DERKINDEREN. L'Autore, sacerdote, teologo, psicologo, ha rappresentato per molti anni il Belgio in seno al bureau della Federazione Internazionale dei CPM;ne è stato l'Assistente.

Un cammino insieme verso il matrimonio



Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma

simposio

Sabato 11 novembre si è tenuto il III Simposio Amoris Laetitia aperto dal saluto del Santo Padre; è intervenuto il Presidente della CEI S.Em Card Gualtiero Bassetti, il direttore dell'Ufficio don Paolo Gentili e sono seguite le relazioni del prof. Mons. Giuseppe Lorizio e prof. Mons. Manuel Jesus Arroba Conde.

Commenti al Vangelo della domenica di Paolo don Squizzato

CommentoalVangelo2

Padre Nostro

Credo di Don MIchele Do

Credo in un solo Dio che é Padre, fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà. Da lui vengono e a lui ascendono tutte le cose. Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell'uomo. Immagine visibile e trasparente dell'invisibile volto di Dio; immagine alta e pura del volto dell'uomo, così come lo ha sognato il cuore di Dio. Credo nello Spirito santo che vive e opera nelle profondità del nostro cuore per trasformarci tutti a immagine di Cristo. Credo che da questa fede fluiscono le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita: la Comunione dei santi e delle cose sante, che é la vera Chiesa; la buona novella del perdono die peccati, la fede nella Resurrezione che ci dona la speranza che nulla va perduto della nostra vita, nessun frammento di bontà e di bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto e ignorato nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen.

Corso di Formazione Permanente in Pastorale Familiare per Sacerdoti (9 ottobre - 29 novembre 2018)

"Per quanto riguarda i corsi o gli itinerari di preparazione al matrimonio, essi rientrino nel progetto educativo di ogni Chiesa particolare ed assumano sempre più la caratteristica di itinerari educativi. A tale scopo ci si preoccupi perché possibilmente ogni comunità parrocchiale sia in grado di offrire questi itinerari di fede innanzi tutto ai propri fidanzati.


Fidanzamento: tempo di crescita, di responsabilità e di grazia

 

Il libro è un originale studio teologico che presenta, per la prima volta in modo organico, la visione cristiana della corporeità.

La Parola e uno stile di vita

La grande bellezza

Un breve sussidio, che tutti possono utilizzare (coppie di fidanzati, di sposi,famiglie), in cui ogni capitolo viene presentato secondo uno schema di 7 verbi: conoscere, gustare, fissare lo sguardo, riflettere, ammirare, approfondire (suggerimenti per la visione di un film, per l'ascolto di un brano musicale, per la lettura di un testo..) pregare.