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Assunzione

Nel cuore del mese di agosto c’è la festa dell’ Assunzione al cielo di Maria, nella quale celebriamo il mistero della Madre del Signore definitivamente unita alla gloria di Gesù, suo Figlio.

Questa festa tocca il centro della nostra fede. Nell’assunzione al cielo di Maria celebriamo il nostro destino ultimo, destino di vita eterna con il Signore.

La prima lettura ci ha presenta una donna mentre vive il travaglio della nascita del proprio figlio. In quella donna i cristiani hanno visto Maria. Questa donna sta per partorire il Figlio e sta per donare al mondo Gesù. Ma è insidiata da un enorme drago rosso. Il drago, simbolo del male, con violenza, cerca di impedirle di donare il Figlio.

È una lettura simbolica della vicenda storica di Gesù ma anche di ogni epoca che vive la lotta tra il bene e il male. Lotta presente non solo nelle vicende del mondo, ma anche dentro di noi. Lo stesso apostolo Paolo diceva di vedere il bene e non riuscire ad farlo e il male senza evitarlo.

Il brano dell’Apocalisse ci apre però alla speranza: l’esito della lotta è la vittoria del bene e di Dio. Il vangelo di questa solennità è il Magnficat, il canto di lode e di ringraziamento della Vergine Maria che canta e ringrazia Dio perché interviene con misericordia nelle vicende umane e ribalta le situazioni con il suo amore.

La festa di oggi è un esempio di questo capovolgimento di situazioni. La morte è tramutata in vita, la corruzione del sepolcro è trasformata in gloria.

La Madre di Dio un tempo depose suo Figlio in un umile presepe, oggi viene collocata dal Figlio su un trono sublime. Aveva adagiato il Figlio in mezzo a due animali, oggi è collocata dal Figlio al di sopra degli angeli. Aveva condotto suo Figlio in Egitto, oggi viene trasferita dal suo Figlio dal deserto di questo mondo in cielo. Aveva vestito suo Figlio di umili panni, oggi viene ornata da suo Figlio con un abito di eterna esultanza.

Nella storia dell’umanità, in ogni epoca, sono sempre esistite situazioni che richiedono di essere ribaltate. Nei rapporti tra persone l’egoismo deve mutarsi in amore; l’ingiustizia a livello economico e sociale deve essere corretta; e ci sono ancora molti “potenti” arroccati sui loro troni di potere. Ma anche a livello interiore, spirituale, ciascuno di noi ha nel suo cuore situazioni che vanno convertite.

Il canto di Maria è un invito a lavorare per rendere la famiglia umana più permeata di giustizia, di attenzione verso chi è debole e povero. È un invito a vigilare sempre anche su noi stessi e sulla nostra coscienza nella continua ricerca della conversione del cuore.

Chiediamo alla Vergine che ci sostenga in questo impegno, che accompagni il cammino della Chiesa in questo mondo. Per tutti sia la Vergine Maria segno di consolazione e di speranza.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano