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Amoris Laetitia

Amoris Laetitia

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Oggi si è compiuta   Lc 1, 1-4. 4, 14-21

“Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui”. Da tempo immemorabile, ogni sabato, gli ebrei si riuniscono per ascoltare la parola di Dio. Il gesto di Gesù che prende in mano il rotolo delle Scritture è loro familiare. Gesù ripete, cinque secoli dopo, quello che Esdra proclamava dinanzi al popolo rientrato dalla schiavitù.

Oggi non è più Esdra che interpreta la Parola per i figli di Israele. Un altro si è impadronito del rotolo. Uno che gli abitanti di Nazareth conoscono bene, fin troppo bene, perché è cresciuto con loro, uno che ora li spiazza e li stupisce.

“Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”: qui c’è tutto Gesù, una forza tranquilla e irremovibile. La parola di Dio è lui. In lui essa ha assunto la pienezza delle sue dimensioni, si è compiuta. Dio prende ancora una volta la parola in mezzo al suo popolo, e questa Parola imprevedibile e incredibile, d’ora innanzi sarà Gesù di Nazareth.

Il testo di Isaia che Gesù sceglie per presentarsi, ne precisa le circostanze: “Lo Spirito del Signore è sopra di me, per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.” Questo testo rimanda alla misteriosa e drammatica figura del Servo di Jaweh, che compare alla fine dei tempi per salvare il suo popolo. È in lui che, senza esitazione, Gesù si identifica.

Il Padre lo ha consacrato con l’unzione come Messia e gli ha donato lo Spirito che si posa su di lui. Il Padre lo invia ad annunciare la buona notizia. Dopo aver letto questo testo Gesù chiude il libro.

E ora che deve fare? Il libro dell’Antico testamento può essere chiuso definitivamente perché è concluso. D’ora in poi Gesù è presente, lui che è l’ultima, decisiva e integrale parola del Padre.

Se oggi proclamiamo ancora le parole dell’Antico Testamento nelle nostre liturgie cristiane è con un significato che è mutato. Sono parole passate dalle mani di Gesù, dalla sua bocca, dalla sua vita e dalla sua morte e si sono trasformate. Ormai non parlano che di lui.

Il cambiamento non è così grande perché da sempre le parole della Sacra Scrittura hanno parlato di lui. Si poteva già intravedere che il servo di Isaia era Gesù. Ma sarà necessario un lungo lavorio dello Spirito santo perché, anni dopo, l’autore della lettera agli Ebrei arrivi a descrivere il cammino della Parola: “Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi, molte volte e in diversi modi, ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, irradiazione della sua gloria” (Eb 1, 1-3). 

Dio, in Gesù, ci ha già detto tutto, tutto il suo amore e tutta la sua fedeltà, che sono da sempre. E tutte le altre parole, quelle delle Scritture ma anche le nostre, quelle dei nostri cuori e dei nostri amori, non acquistano significato se non in rapporto con Gesù. Gesù è tutto e basta a tutto.

E questo vale anche nei confronti di Dio, del quale Gesù è l’unico portavoce. “Dio nessuno lo ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato” (Gv 1, 18).

Noi siamo fortunati, noi come gli Ebrei nella sinagoga di Nazareth, perché ormai non abbiamo che da tenere, senza sosta, i nostri occhi fissi su di lui e ascoltare la sua parola.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

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Webinar AL per sacerdoti e seminaristi

25° Anniversario della morte di Don Tonino Bello

 

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.Buco nero: Attirerò tutti a Me.

Puoi IMPARARE solo se ASCOLTI

Festival dell’economia civile Firenze 29-31 marzo 2019: presentazione

Il metodo CPM
1. Vedere
sforzarsi di prendere coscienza e di capire le proprie situazioni e atteggiamenti di vita, la qualità della relazione di coppia, i comportamenti della comunità ecclesiale e sociale e le maggiori problematiche odierne.
2. Giudicare
approfondire, conoscere e lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio, ricordando che la Parola è Persona e Gesù stesso è Parola incarnata; confrontarsi dunque con Gesù vero interlocutore per poter entrare in intimità e vero dialogo con il coniuge e con gli altri, oltre che per leggere la nostra vita e le varie problematiche in esame con una visione di fede.
3. Agire
cercare di tradurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, nella propria vita le acquisizioni maturate, contando anche sulla solidarietà delle altre coppie e del Consigliere spirituale.

L'accoglienza come stile di vita.

I sette punti di PAUL DERKINDEREN. L'Autore, sacerdote, teologo, psicologo, ha rappresentato per molti anni il Belgio in seno al bureau della Federazione Internazionale dei CPM;ne è stato l'Assistente.

Un cammino insieme verso il matrimonio



Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma

simposio

Sabato 11 novembre si è tenuto il III Simposio Amoris Laetitia aperto dal saluto del Santo Padre; è intervenuto il Presidente della CEI S.Em Card Gualtiero Bassetti, il direttore dell'Ufficio don Paolo Gentili e sono seguite le relazioni del prof. Mons. Giuseppe Lorizio e prof. Mons. Manuel Jesus Arroba Conde.

Commenti al Vangelo della domenica di Paolo don Squizzato

CommentoalVangelo2

Padre Nostro

Credo di Don MIchele Do

Credo in un solo Dio che é Padre, fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà. Da lui vengono e a lui ascendono tutte le cose. Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell'uomo. Immagine visibile e trasparente dell'invisibile volto di Dio; immagine alta e pura del volto dell'uomo, così come lo ha sognato il cuore di Dio. Credo nello Spirito santo che vive e opera nelle profondità del nostro cuore per trasformarci tutti a immagine di Cristo. Credo che da questa fede fluiscono le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita: la Comunione dei santi e delle cose sante, che é la vera Chiesa; la buona novella del perdono die peccati, la fede nella Resurrezione che ci dona la speranza che nulla va perduto della nostra vita, nessun frammento di bontà e di bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto e ignorato nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen.

Corso di Formazione Permanente in Pastorale Familiare per Sacerdoti (9 ottobre - 29 novembre 2018)

"Per quanto riguarda i corsi o gli itinerari di preparazione al matrimonio, essi rientrino nel progetto educativo di ogni Chiesa particolare ed assumano sempre più la caratteristica di itinerari educativi. A tale scopo ci si preoccupi perché possibilmente ogni comunità parrocchiale sia in grado di offrire questi itinerari di fede innanzi tutto ai propri fidanzati.


Fidanzamento: tempo di crescita, di responsabilità e di grazia

 

Il libro è un originale studio teologico che presenta, per la prima volta in modo organico, la visione cristiana della corporeità.

La Parola e uno stile di vita

La grande bellezza

Un breve sussidio, che tutti possono utilizzare (coppie di fidanzati, di sposi,famiglie), in cui ogni capitolo viene presentato secondo uno schema di 7 verbi: conoscere, gustare, fissare lo sguardo, riflettere, ammirare, approfondire (suggerimenti per la visione di un film, per l'ascolto di un brano musicale, per la lettura di un testo..) pregare.