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Frammenti di luce

Dio, nostro servo         Lc 12, 32-48

“Il padrone al suo ritorno …si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli”. Quante sorprese quando incontreremo Dio! Quante sorprese rispetto alla figura, al ruolo che gli abbiamo attribuito, al volto che abbiamo immaginato.

Spesso, ci siamo costruiti un Dio secondo le categorie delle nostre logiche e convenienze. Secondo il nostro concetto di giustizia, di autorità, di merito e di bontà. Perfino sul nostro essere vendicativi e sul nostro essere violenti. Così viaggiamo ora sul binario della paura di lui, ora su quello della ribellione a lui.

Il vangelo di oggi ci rivela un volto sorprendente. Dio come ospite. Un ospite che ci accoglie a casa sua e si mette a nostra disposizione come il più umile dei servi.

Gesù ci invita all’audacia di questa certezza. Il Dio che incontreremo, se saremo pronti per questo appuntamento, ha la figura, il volto, i gesti, le parole, il cuore di colui che è il servo di ogni uomo.

Servo. Attribuire a Dio l’immagino e il volto del servo è quanto di più estraneo alla nostra mentalità, alla logica della nostra cultura. Quando cerchiamo di capire che Dio è amore, facciamo fatica a comprendere cosa voglia dire misericordia, giustizia, gratuità e perdono. Immaginare che, per Dio, amare significa farsi umile servo di ogni creatura, ci sfugge completamente.

Eppure, proprio perché l’amore riferito a Dio, non resti vittima e prigioniero della cultura astratta, razionale o sentimentalistica, Gesù ha inscindibilmente legato la realtà del suo amore con il suo farsi servo.

C’è un’altra frase che oggi attira la mia attenzione. Questa: “Perché dove è il vostro tesoro, lì sarà anche il vostro cuore”. E mi viene in mente Maria. Che ha saputo far coincidere il suo tesoro con il suo cuore. Tutto il suo cuore è per Gesù. In sintonia perfetta come solo una donna e madre può esserlo.

Nessuno come una sposa e come una madre sa concentrare tutta se stessa sul bene dell’altro, il proprio sposo e il proprio figlio. Nessuno come una sposa e come una madre sa fare di tutta se stessa e di ogni istante della propria vita un umile servizio.

Nessuno come una sposa, nessuno come una madre sa essere capace di conoscere, anzi di intuire, il bisogno dell’altro. Nessuno come una donna e come una madre sa dare se stessa per sfamare l’altro.

Maria è la sintonia armonica e perfetta. Dio la chiama e lei risponde con responsabilità piena e dedizione assoluta. Per ogni uomo, con tenerezza totale ed esemplare. Noi guardiamo a questo accordo perfetto e dolce, con commozione e riconoscenza grande.

Maria è l’unica creatura che può attribuire a sé la stessa disponibilità, la più grande, e applicare a sé l’identità tanto cara a Gesù, servo. “Sono la serva del Signore. Si compia in me la tua parola!”.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano

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