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Frammenti di luce

La casa   Lc 1,26-38

Davide vuole preparare una casa per il Signore e Maria diventa casa di Dio. Ciascuno di noi è invitato a essere questa casa. È la Parola che edifica in noi la casa di Dio. L’accoglienza della Parola costruisce una dimora interiore nella quale abita lo Spirito.

Il tema del costruire una casa per Dio può anche essere declinato in chiave eucaristica, dove è proprio l’esperienza dell’ascolto della Parola e della Comunione al pane e al vino che costruisce la comunità come casa di Dio. Sono sempre una Parola e un Pane condivisi a fare casa, per gli uomini e per Dio.

È più facile credere a un Dio lontano, da accattivarsi con qualche rito. È semplice dare la propria adesione a un Dio distante, che non interferisce con le nostre scelte e si tiene alla larga dalle nostre vicende. Ma quando Dio si fa vicino, quando domanda di entrare nella nostra vita, quando fa irruzione nella nostra esistenza personale... allora è un Dio scomodo.  

Come è accaduto a Maria. Che cosa le ha proposto Dio? Le ha chiesto di diventare la madre di Gesù, di accettare un ruolo importante nella storia della salvezza. Senza metterla al riparo dai rischi di una scelta così impegnativa. Dio l’ha semplicemente invitata a fidarsi di lui, del suo amore.

Maria si è fidata anche se si era rivelato un Dio scomodo, un Dio che portava sconquasso nella sua storia di “promessa sposa” di Giuseppe. Maria si è abbandonata a Dio, senza chiedere ulteriori spiegazioni. Le è bastata la sua parola perché Dio è fedele. Le è bastata la certezza della sua grazia.

Le è bastato un “segno”: Elisabetta, la sterile, l’avanti negli anni, era già al sesto mese. E Maria ha pronunciato il suo “sì” che è stato decisivo non solo per lei ma per tutti noi, per gli uomini e le donne di ogni tempo. Per la storia della salvezza. Per il futuro dell’umanità.

Maestro, dove abiti? Chiederanno un giorno i discepoli a Gesù. La risposta la conosciamo. Tutto questo è possibile per il Natale e la Pasqua di Gesù. Il mistero dell’incarnazione ci fa contemplare l’accasarsi di Dio tra gli uomini e prima di tutto nel grembo di Maria. Dio entra là dove lo si lascia entrare.

L’intraprendenza di Davide per dare al Signore una casa ci invita ad avere attenzione alla dimora di Dio nel prossimo, ad avere cura degli altri proprio come un prendersi cura del Signore che abita in loro.

Dalla vicenda di Davide possiamo trarre l’impegno a vivere l’attesa del Signore nell’attenzione verso il prossimo, gli altri. Sentirsi a casa non è una questione di muri ma di cuori. Facciamo in modo che tutti si sentano a casa.

Meraviglioso natale è quello di chi, come Zaccheo il pubblicano, si sente dire da Gesù: “Oggi, vengo a casa tua”.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano