cookiesE' entrata in vigore (dal 2 giugno 2015) la legge italiana sui cookie che recepisce la direttiva del Parlamento europeo, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche.
Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.

Frammenti di luce

Dove abiti?   Gv 1,35-42

“Maestro, dove abiti?” È una domanda importante. Gesù si è fatto uomo per abitare in mezzo a noi. È sua missione mettere le radici da qualche parte. Ed è desiderio dei discepoli incontrarlo e ritrovarsi con lui per godere della sua intimità, per ascoltare la sua parola, per capire il perché della sua scelta e della loro chiamata.

Gesù risponde: “Venite e vedrete”. “Andarono e videro dove dimorava e stettero con lui quel giorno”. Questo è il primo passo per essere suoi discepoli. Andare a vedere.

Le case di Gesù sulla terra sono molte e varie. Gesù abita nella sua parola, abita nella chiesa, abita nei sacramenti, soprattutto nell’Eucarestia, abita anche nelle nostre chiese di pietra, nei nostri fratelli e sorelle e abita soprattutto nei poveri.

Abbiamo innumerevoli occasioni per incontrare Gesù, qui sulla terra, e per dimorare presso di lui. Non c’è gioia più grande che scoprire all’improvviso che è vicinissimo a noi. A ciascuno di noi.

C’è però una abitazione speciale perché è la dimora dell’amore. E, in verità, è quella che ci permette di riconoscere tutte le altre case di Gesù. Gesù stesso ce lo ha rivelato quando ha detto: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14, 23).

È chiaro! È nel cuore di ciascuno di noi che Gesù, spinto dal suo amore, pianta la sua tenda e la fa sua dimora. Ciascuno di noi, il nostro cuore, è il luogo in cui Gesù abita e noi abbiamo la certezza che sempre possiamo trovarlo a casa. Dio abita da me, in me, da voi, in voi.

“Se uno mi ama”. Solo l’amore può creare questa meravigliosa sorpresa. Gesù dimora in me senza espropriarmi della mia libertà. Gesù è la nostra e la mia vera identità. Gesù è l’unico che può valorizzarci per quello che eravamo, siamo e saremo nel disegno del Padre. Ma mai senza di noi.

Noi e lui, insieme. Rendere grazie, pregare, intercedere, adorare, testimoniare, soprattutto amare, fino ai confini del mondo. Soprattutto amare perché dimorando in lui siamo immersi nel suo amore.

L’eucarestia che stiamo celebrando stabilisce con precisione sempre crescente il nostro vero domicilio, la casa in cui abitiamo. “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui” (Gv 6, 56). Questo avviene nel segreto del nostro cuore.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano