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Amoris Laetitia

Amoris Laetitia

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Trinita ixwqy6x2

Es 34, 4b-6.8.9
2Cor 13, 11-13
Gv 3, 16-18

«Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio».

 

Con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo
sei un solo Dio, un solo Signore,
non nell'unità di una sola persona,
ma nella Trinità di una sola sostanza.
Nel proclamare te Dio vero ed eterno,
noi adoriamo la Trinità delle Persone,
l'unità della natura, l'uguaglianza nella maestà divina”.

Questo è quanto si leggerà domenica prossima nel prefazio della celebrazione eucaristica. Un gioco di parole pressoché incomprensibile, maldestro tentativo di esprimere l’inesprimibile, argomento ad appannaggio degli specialisti, tanto che chiunque altro ne osa parlare, s’imbatte facilmente in errore.

Sento, personalmente, di tornare ad ancorarmi sempre più nella mistica, quella modalità di accostarsi a Dio con una mano sulla bocca, consapevole che «Si conosce meglio Dio non conoscendolo (Agostino) e che «La suprema conoscenza di Dio è conoscere Dio come sconosciuto» (Tommaso). Quando ci rassegniamo a non-conoscerlo, siamo da lui finalmente conosciuti.

Nella prima lettura si ha Mosè che si reca sul monte all’incontro con Dio, avvolto in una nube e Nicodemo, nel Vangelo, avvolto nella notte, si reca all’incontro con Gesù.

La ‘nube della non conoscenza’ e la ‘notte’, sono gli ambienti in cui si può e si deve parlare di Dio.

«Quando sappiamo di non conoscerlo e siamo in attesa di lui per poterlo conoscere, allora sappiamo realmente qualcosa di lui ed egli ci ha afferrati e conosciuti e ci possiede. Allora siamo credenti pur nella nostra incredulità ed egli ci accoglie nonostante la nostra separazione da lui» (P. Tillich).

Dio, è per sua natura indefinibile e inconoscibile. Eppure noi siamo riusciti a farne una questione intellettuale e ad identificare la fede con l’ortodossia (retto pensare).

Gesù non ha mai spiegato Dio, ma l’ha incarnato, con la sua vita, il suo modo di vivere, di amare, tanto da arrivare a dire ‘chi vede me vede il Padre’ (Gv 12, 45). Gesù è l’uomo che incarna in sé – e lascia trasparire – l’essenza stessa di Dio: l’amore. Per questo la fede non può che essere un’ortoprassi (retto agire).

Dire ‘Dio Trinità’, significa dire ‘comunione d’amore tra persone’. Per questo che affermare di credere e incontrare il Dio Trinità non può risolversi nella recita del Credo domenicale, ma piuttosto in ‘sedersi accanto all’uomo’.

Crede nel Dio Amore (Trinità) solo colui che crede fermamente nell’uomo, nella sua profonda bontà, nella sua inalienabile dignità, nella sua irriducibilità ad oggetto di consumo.

«‘Solo chi conosce l’uomo può conoscere Dio’, e non il contrario, come tante volte si è venuti dicendo. L’uomo è la via di Dio, il quale passa attraverso di lui e lo precede» (G.L. Salas).

Abbraccerà il Dio trinitario non colui che lo penserà in maniera retta, ma chi abbraccerà il povero, darà il pane all’affamato e accoglierà il profugo in casa sua, come Abramo che accogliendo nella sua tenda i tre pellegrini ha accolto il suo Signore alle querce di Mamre (cfr. Gn 18).

La dottrina insegnataci è che Dio è unità di tre persone, ma Gesù c’insegna anche che ‘la verità ci farà liberi’ (cfr. Gv 8, 32). Ora sappiamo che una dottrina è vera solo a condizione che si incarni in un credente adulto capace di liberare l’umano dalle catene dei condizionamenti di sofferenza e di morte, aprendosi così ad una felicità senza fine.

«La conoscenza di Dio, secondo la Bibbia, è per equivalenza, genesi dell’uomo. Diventare davvero uomo e conoscere Dio sono una sola e medesima operazione. Conoscere Dio e vivere la vita umana coincidono» (P. Ganne).

Don Paolo Squizzato

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

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Webinar AL per sacerdoti e seminaristi

25° Anniversario della morte di Don Tonino Bello

 

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.Buco nero: Attirerò tutti a Me.

Puoi IMPARARE solo se ASCOLTI

Festival dell’economia civile Firenze 29-31 marzo 2019: presentazione

Il metodo CPM
1. Vedere
sforzarsi di prendere coscienza e di capire le proprie situazioni e atteggiamenti di vita, la qualità della relazione di coppia, i comportamenti della comunità ecclesiale e sociale e le maggiori problematiche odierne.
2. Giudicare
approfondire, conoscere e lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio, ricordando che la Parola è Persona e Gesù stesso è Parola incarnata; confrontarsi dunque con Gesù vero interlocutore per poter entrare in intimità e vero dialogo con il coniuge e con gli altri, oltre che per leggere la nostra vita e le varie problematiche in esame con una visione di fede.
3. Agire
cercare di tradurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, nella propria vita le acquisizioni maturate, contando anche sulla solidarietà delle altre coppie e del Consigliere spirituale.

L'accoglienza come stile di vita.

I sette punti di PAUL DERKINDEREN. L'Autore, sacerdote, teologo, psicologo, ha rappresentato per molti anni il Belgio in seno al bureau della Federazione Internazionale dei CPM;ne è stato l'Assistente.

Un cammino insieme verso il matrimonio



Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma

simposio

Sabato 11 novembre si è tenuto il III Simposio Amoris Laetitia aperto dal saluto del Santo Padre; è intervenuto il Presidente della CEI S.Em Card Gualtiero Bassetti, il direttore dell'Ufficio don Paolo Gentili e sono seguite le relazioni del prof. Mons. Giuseppe Lorizio e prof. Mons. Manuel Jesus Arroba Conde.

Commenti al Vangelo della domenica di Paolo don Squizzato

CommentoalVangelo2

Padre Nostro

Credo di Don MIchele Do

Credo in un solo Dio che é Padre, fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà. Da lui vengono e a lui ascendono tutte le cose. Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell'uomo. Immagine visibile e trasparente dell'invisibile volto di Dio; immagine alta e pura del volto dell'uomo, così come lo ha sognato il cuore di Dio. Credo nello Spirito santo che vive e opera nelle profondità del nostro cuore per trasformarci tutti a immagine di Cristo. Credo che da questa fede fluiscono le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita: la Comunione dei santi e delle cose sante, che é la vera Chiesa; la buona novella del perdono die peccati, la fede nella Resurrezione che ci dona la speranza che nulla va perduto della nostra vita, nessun frammento di bontà e di bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto e ignorato nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen.

Corso di Formazione Permanente in Pastorale Familiare per Sacerdoti (9 ottobre - 29 novembre 2018)

"Per quanto riguarda i corsi o gli itinerari di preparazione al matrimonio, essi rientrino nel progetto educativo di ogni Chiesa particolare ed assumano sempre più la caratteristica di itinerari educativi. A tale scopo ci si preoccupi perché possibilmente ogni comunità parrocchiale sia in grado di offrire questi itinerari di fede innanzi tutto ai propri fidanzati.


Fidanzamento: tempo di crescita, di responsabilità e di grazia

 

Il libro è un originale studio teologico che presenta, per la prima volta in modo organico, la visione cristiana della corporeità.

La Parola e uno stile di vita

La grande bellezza

Un breve sussidio, che tutti possono utilizzare (coppie di fidanzati, di sposi,famiglie), in cui ogni capitolo viene presentato secondo uno schema di 7 verbi: conoscere, gustare, fissare lo sguardo, riflettere, ammirare, approfondire (suggerimenti per la visione di un film, per l'ascolto di un brano musicale, per la lettura di un testo..) pregare.