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Amoris Laetitia

Amoris Laetitia

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Is 63, 16b-17.19b

1Cor 1, 3-9

Mc 13, 33-37

«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. 34È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. 35Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; 36fate in modo che, giungendo all'improvviso, non vi trovi addormentati. 37Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

 «Fate attenzione, vegliate, che non vi trovi addormentati». Questo è l’invito pressante di Gesù.

Chi vive da addormentato in questa vita, lo sarà per sempre. Anche dopo la morte.

Vivere da ‘svegli’ permette di non morire, perché si è consapevoli del proprio compito esistenziale, ossia di doversi compiere, portare alla luce, rinascere alla pienezza di sé. Vivere da ‘svegli’ è consapevolezza insomma che la vita che stiamo vivendo ci è stata donata per portarci a compimento.

Nel Vangelo la parola verità traduce il termine greco aletheia. Letteralmente significa: ‘fuori dalla letargia’, (lèthê: oblio), fuori dall’oblio, dal sonno invincibile. Per cui vive una vita ‘vera’ chi vive consapevolmente, responsabilmente, da risvegliato appunto, in uno stato di continua attenzione.

Quando Gesù dice “Io sono la verità” (Gv 14, 6), non dice ‘io-ho-la-verità’. La verità non la si può mai possedere. Sarebbe solo motivo di violenza. Si può diventare però persone vere, in quanto l’essenziale è la verità dell’essere. È come se Gesù avesse detto: ‘Io sono il risvegliato’, l’uomo consapevole di dove risiede il ‘compimento del cuore, il segreto della felicità e agisce di conseguenza.

Essere e vivere da persone consapevoli significa anzitutto accoglienza, ossia capacità di attenzione senza attesa, senza oggetto, perché vuota e pura recettività. Attenzione come accoglienza è la caratteristica prima della femminilità. La ‘verginità di Maria’, lungi dal ridursi a mera e banale questione sessuale, è proprio questa ‘attesa senza oggetto’, pura apertura e accoglienza dell’imprevedibilità.

«È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi» (v. 34). Abbiamo un potere dentro di noi che chiede di essere scovato e poi elargito. Nel Vangelo, per ‘potere’ s’intende la stessa vita di Dio, e dunque il potere dell’amore, l’unico in possesso di Dio. A questo dobbiamo prestare attenzione: siamo possibilità amanti, che compiranno se stesse solo nella modalità dell’amore.

La vita fallita sarà quella che ha disatteso la propria vocazione: vivere una vita addormentata (v. 36). Quando tornerà il padrone di casa (v. 35), fuori di metafora, quando ci toccherà la morte biologica, l’unica possibilità di fallimento sarà farci trovare addormentati, non in costruzione di noi stessi; distratti, ovvero tirati qua e là da ogni luce che promette di compierci. Vocazione disattesa.

L’illuminazione non sta nel ricevere luci dall’esterno, ma dilatare quella interiore che ci è stata posta dentro da sempre. È prendere consapevolezza che Cristo, la Luce abita già nei nostri cuori: «Esaminate voi stessi, se siete nella fede; mettetevi alla prova. Non riconoscete forse che Gesù Cristo abita in voi?» (2Cor 13, 5).

Ma non basta, per quanto essenziale, compiere questo lungo cammino di consapevolezza della propria verità. Occorrerà agire poi di conseguenza. La nostra potenzialità va compiuta; il tesoro una volta scoperto (cfr. Mt 13, 44) ci arricchisce, e vivremo nel mondo attraverso l’elargizione di questa ricchezza di cui finalmente siamo divenuti consapevoli.

Vegliare vuol dire tenere gli occhi aperti. Le civette, con i loro grandi occhi, vedono chiaramente anche nella notte. È questa la vigilanza cui ci richiama il Vangelo: vedere nella notte ciò che altri non vedono. Scorgere una Presenza anche laddove tutto pare avvolto dal buio, un significato dove tutto pare non senso, un amore anche dove tutto pare inimicizia e odio.

Anzi, il Vangelo ci richiama a qualcosa ancora oltre: al dovere di scorgere la Presenza nei presenti accanto a noi. Perché ora il nostro Dio è presente nell’altro che mi sta accanto. Ci vogliono occhi speciali per poter scorgere tutto questo: «quello che avete fatto ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me» (Mt 25, 40).

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

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Webinar AL per sacerdoti e seminaristi

25° Anniversario della morte di Don Tonino Bello

 

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.Buco nero: Attirerò tutti a Me.

Puoi IMPARARE solo se ASCOLTI

Festival dell’economia civile Firenze 29-31 marzo 2019: presentazione

Il metodo CPM
1. Vedere
sforzarsi di prendere coscienza e di capire le proprie situazioni e atteggiamenti di vita, la qualità della relazione di coppia, i comportamenti della comunità ecclesiale e sociale e le maggiori problematiche odierne.
2. Giudicare
approfondire, conoscere e lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio, ricordando che la Parola è Persona e Gesù stesso è Parola incarnata; confrontarsi dunque con Gesù vero interlocutore per poter entrare in intimità e vero dialogo con il coniuge e con gli altri, oltre che per leggere la nostra vita e le varie problematiche in esame con una visione di fede.
3. Agire
cercare di tradurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, nella propria vita le acquisizioni maturate, contando anche sulla solidarietà delle altre coppie e del Consigliere spirituale.

L'accoglienza come stile di vita.

I sette punti di PAUL DERKINDEREN. L'Autore, sacerdote, teologo, psicologo, ha rappresentato per molti anni il Belgio in seno al bureau della Federazione Internazionale dei CPM;ne è stato l'Assistente.

Un cammino insieme verso il matrimonio



Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma

simposio

Sabato 11 novembre si è tenuto il III Simposio Amoris Laetitia aperto dal saluto del Santo Padre; è intervenuto il Presidente della CEI S.Em Card Gualtiero Bassetti, il direttore dell'Ufficio don Paolo Gentili e sono seguite le relazioni del prof. Mons. Giuseppe Lorizio e prof. Mons. Manuel Jesus Arroba Conde.

Commenti al Vangelo della domenica di Paolo don Squizzato

CommentoalVangelo2

Padre Nostro

Credo di Don MIchele Do

Credo in un solo Dio che é Padre, fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà. Da lui vengono e a lui ascendono tutte le cose. Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell'uomo. Immagine visibile e trasparente dell'invisibile volto di Dio; immagine alta e pura del volto dell'uomo, così come lo ha sognato il cuore di Dio. Credo nello Spirito santo che vive e opera nelle profondità del nostro cuore per trasformarci tutti a immagine di Cristo. Credo che da questa fede fluiscono le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita: la Comunione dei santi e delle cose sante, che é la vera Chiesa; la buona novella del perdono die peccati, la fede nella Resurrezione che ci dona la speranza che nulla va perduto della nostra vita, nessun frammento di bontà e di bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto e ignorato nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen.

Corso di Formazione Permanente in Pastorale Familiare per Sacerdoti (9 ottobre - 29 novembre 2018)

"Per quanto riguarda i corsi o gli itinerari di preparazione al matrimonio, essi rientrino nel progetto educativo di ogni Chiesa particolare ed assumano sempre più la caratteristica di itinerari educativi. A tale scopo ci si preoccupi perché possibilmente ogni comunità parrocchiale sia in grado di offrire questi itinerari di fede innanzi tutto ai propri fidanzati.


Fidanzamento: tempo di crescita, di responsabilità e di grazia

 

Il libro è un originale studio teologico che presenta, per la prima volta in modo organico, la visione cristiana della corporeità.

La Parola e uno stile di vita

La grande bellezza

Un breve sussidio, che tutti possono utilizzare (coppie di fidanzati, di sposi,famiglie), in cui ogni capitolo viene presentato secondo uno schema di 7 verbi: conoscere, gustare, fissare lo sguardo, riflettere, ammirare, approfondire (suggerimenti per la visione di un film, per l'ascolto di un brano musicale, per la lettura di un testo..) pregare.