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Oggi più che mai, occorre un profondo invito alla sobrietà nel vivere la preparazione dell’evento. La celebrazione delle nozze può diventare occasione per esprimere «la fede che si rende operosa per mezzo della carità» (Gal 5,6) con gesti di condivisione verso i poveri e per mostrare attenzione alle necessità della comunità parrocchiale. È auspicabile che ogni parrocchia, zona pastorale o diocesi, organizzi periodicamente, oltre al consueto itinerario di preparazione, con una cadenza legata al numero di matrimoni da celebrare nell’anno, un momento di ritiro spirituale o un incontro di preghiera per i futuri sposi, a cui possibilmente invitare le famiglie di origine e i testimoni delle nozze. Il cammino di preparazione alla celebrazione si concluderà con la segnalazione della nuova famiglia al parroco del luogo ove essa prenderà dimora, per favorirne l’inserimento nella nuova comunità parrocchiale. Riguardo al luogo della celebrazione, «il luogo normale delle nozze è la comunità della parrocchia nella quale i fidanzati sono inseriti e alla cui vita e missione prendono parte». Quanto poi al momento delle nozze, si ricordi quanto afferma il Direttorio di pastorale familiare: «per sottolineare la dimensione ecclesiale della celebrazione e il coinvolgimento dell'intera comunità parrocchiale, può essere talvolta opportuna una celebrazione del rito del matrimonio durante una delle messe di orario. Per gli stessi motivi sono normalmente da sconsigliare celebrazioni nuziali nel giorno di domenica in momenti diversi da quelli delle messe di orario. È comunque necessario che in ogni diocesi vengano precisati criteri e vengano offerte direttive al riguardo, onde favorire una prassi comune». Queste indicazioni relative alla celebrazione nel giorno del Signore e nella parrocchia vogliono superare una concezione privatistica del matrimonio, purtroppo molto diffusa.