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Siamo consapevoli che in questi ultimi decenni l’attenzione all’educazione all’amore ha ricevuto nuovi e fecondi impulsi, fino ad allargare gli orizzonti e creare in molti luoghi una vera e propria pastorale del tempo del fidanzamento, nelle sue varie tappe, illuminandolo e aiutando a viverlo come evento di grazia. Già il Direttorio di pastorale familiare così esortava: «La pastorale prematrimoniale, in ogni sua articolazione, costituisce uno dei capitoli più urgenti, importanti e delicati di tutta la pastorale familiare. Tale pastorale si trova di fronte a una svolta storica: essa è chiamata a un confronto chiaro e puntuale con la realtà». Le famiglie cristiane e tutte le strutture pastorali devono sentirsi coinvolte nella preparazione al matrimonio e nella celebrazione delle nozze. In questi passi, coloro che si dispongono a formare una nuova famiglia non devono sentirsi soli: il loro matrimonio non è una questione privata, ma coinvolge tutta la comunità ecclesiale. Tutte le fasi della loro nuova vita familiare dovranno essere accompagnate dall’affetto premuroso della comunità cristiana, e questa non potrà disinteressarsi delle loro situazioni di difficoltà, delle eventuali crisi nella vita matrimoniale o degli eventi lieti o tristi, quali la nascita dei figli e la morte di persone care.


A questo fine, sono da sollecitare e incoraggiare il dialogo e la collaborazione tra la pastorale familiare e quella giovanile, ma anche catechistica, vocazionale, scolastica, sociale e del tempo libero, e con tutte le altre dimensioni ecclesiali impegnate nell’evangelizzazione per la crescita della persona umana. Infatti, risulta evidente che, come in modo profetico aveva indicato l’esortazione apostolica Familiaris consortio, «la preparazione al matrimonio va vista e attuata come un processo graduale e continuo.
Essa, infatti, comporta tre principali momenti: una preparazione remota, una prossima e una immediata». Oggi appare ancora più evidente che, per quanto fatta con grande cura, una preparazione esclusivamente immediata rischia di essere gravemente insufficiente nell’offrire solide basi alla vita sponsale e familiare e orientare i fidanzati a vivere lo stesso amore con cui «Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei» (cfr Ef 5,25).