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Questa attenzione alle giovani coppie le condurrà a divenire soggetto attivo e fermento di comunione per l’intera comunità parrocchiale. La loro ministerialità sponsale, unita al ministero comunionale dei sacerdoti, potrà costituire una sorgente di fecondità educativa per la vita della parrocchia.

C’è infatti una custodia e una stima reciproca da sollecitare fra sposi e presbiteri. Non si tratta solo, da parte dei sacerdoti, di aver cura delle giovani famiglie, ma di ricevere da loro stesse luce per la propria identità sacerdotale e nuovi impulsi per un’incisiva laboriosità pastorale. È infatti particolarmente preziosa una coppia di coniugi che, in modo efficace, collabora con il presbitero diventando essa stessa soggetto di evangelizzazione, così da affiancarsi a lui come catechisti ed educatori nei gruppi giovanili o animatori della Caritas parrocchiale.

Così, dopo un cammino di formazione adeguata, i giovani sposi, vicino ai loro presbiteri, potranno approfondire sempre più il mistero del sacramento (cfr Ef 5,32), consapevoli che «la famiglia è luogo privilegiato di educazione umana e cristiana e rimane, per questa finalità, la migliore alleata del ministero sacerdotale; essa è un dono prezioso per l’edificazione della comunità».