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Quando una coppia si presenta agli incontri di gruppo dove si propone un cammino educativo e di fede, occorre un attento discernimento da parte del presbitero e dei suoi collaboratori per dare loro un aiuto adeguato. Accanto a quella comunitaria è necessario offrire un’accoglienza specifica, con dialoghi individuali finalizzati a costruire percorsi di fede personalizzati attenti alla coppia e alla persona. Una persona che si dichiara non credente o poco credente, ma che accetta e rispetta il suo partner per la fede che ha, non va lasciata nella condizione iniziale: è proprio l’amore umano che apre al dialogo e alla comprensione dell’altro e della sua fede. Spesso i non credenti pongono interrogativi fondamentali, che hanno radice nel mistero dell’uomo, che non sono scontati anche per i credenti: la loro posizione, se non è pregiudiziale, li apre ad una ricerca che aiuta il proprio partner e il gruppo stesso. Da questo deriva l’importanza dell’ascolto e del dialogo, da parte del presbitero o della coppia animatrice, per far sentire ciascuno accolto e messo a proprio agio. A partire da qui, facendosi compagni di cammino della coppia, si può iniziare una pre-evangelizzazione e poi una vera evangelizzazione, illuminando la riscoperta della fede.

Ogni autentico cammino ecclesiale porta in sé molteplici dimensioni: è cammino in una comunità e in un gruppo, è cammino di coppia e comporta una crescita personale. Queste caratteristiche si intrecciano tra loro e solo così risulteranno formative e condurranno ad una fede adulta.

Importante è ripensare e offrire itinerari di tipo catecumenale, nello spirito e nei contenuti, che accompagnino alla presa di coscienza e riscoperta della vocazione battesimale in chiave sponsale. Un itinerario siffatto, nella partecipazione alla vita della comunità cristiana, sostiene la coppia nel maturare, nella riscoperta di Cristo e della Chiesa, l’incontro con il Dio vivente.

Proprio partendo da un religioso ascolto del vissuto di questi fratelli e sorelle cercatori di Dio «affiora la risposta: la preghiera, la Parola di Dio, i sacramenti, il servizio, l’attesa della casa futura, sono le esperienze concrete in cui è possibile incontrare il Dio di Gesù Cristo»24 e maturare una risposta libera e consapevole alla chiamata al matrimonio e alla famiglia.

Con l’aumento del numero di queste situazioni differenziate nella comunità cristiana, si rende sempre più necessario formare e incrementare il numero di operatori pastorali che affianchino i presbiteri e che si assumano per vocazione questo servizio di accompagnatori, educatori e testimoni della bellezza della vocazione sponsale e familiare cristianamente vissuta.