Possiamo perdonare solo se ci sentiamo perdonati e oggetto  di misericordia da parte di Dio.

Possiamo dare grazia solo se siamo consapevoli di aver ricevuto grazia.

Il perdono ci aiuta e libera da chi ci ha offeso perché ritrovi la sua umanità.

Tutto passa solo Dio resta.



mappa sito

diononhaprezzo

Gesù compie un gesto che ogni ebreo osservante avrebbe sognato di fare ma che il timore di ritorsioni sconsigliava. Gesù prende di mira i tavoli delle mercanzie di quanti facevano affari sulla fede di chi non aveva modo di resistere e di liberarsi. Era amaro costatare il degrado della casa di Dio trasformata in luogo di mercimonio sacrilego dai venditori e dai cambiavalute, casa paralizzata nella sua missione di trasmettere il respiro e il sapore di Dio.

Teatro dell’episodio è il grande atrio del Tempio. Lo spazio era delimitato da un muro oltre il quale c’erano i cortili riservati ai soli Ebrei. Ma in occasione delle feste religiose questo spazio assumeva l’aspetto di un volgare mercato. C’era di tutto e tutto si poteva trovare per i sacrifici: buoi, agnelli, colombe, tortore, ma anche olio, vino e incenso misto al sale.

i  cambiavalute convertivano miracolosamente  il denaro. I pellegrini venivano depredati da affaristi senza scrupoli e  I guadagni finivano  nelle borse poco oneste anche delle autorità religiose che si prestavano a questi giochi male odoranti di fanatismo e di volgare superstizione. Nei cortili del Tempio girava un’aria irrespirabile e  una confusione indescrivibile, soprattutto nei giorni della Pasqua.

Il gesto di Gesù è puramente simbolico. Era troppo vasto il mercato per pensare di poterlo mettere a soqquadro,  inoltre l’area era vigilata dall’alto della torre dai soldati di Roma e dalla gendarmeria locale. I danni provocati da Gesù furono limitati ma l’azione venne ritenuta una vera e propria provocazione. Gesù rompe il giocattolo che mortifica la fede, che rapina il prossimo e ingrassa i furbi, ma offende Dio. Dio non si compra.

Gesù per la prima volta chiama Dio “Padre mio” e freme di sdegno nel vedere che la sua casa è ridotta a un sacrilegio Dio non si onora con l’offerta di animali ma con l’offerta del  cuore in spirito e verità. Il tempio è il luogo visibile della comunione dei figli con il Padre ma  ciò che Gesù vede nel tempio intasato di cose non è la casa di un Padre ma è quella di un padrone che esige di essere retribuito, pagato, imbonito, ammorbidito, comprato

Si possono truffare gli uomini, anche quelli di chiesa, mai Dio. Dio non si compra. Non si può essere cerimoniosi con Dio dopo aver rubato, screditato e truffato. Dio non accetta la logica del commercio né gradisce le genuflessioni di chi calpesta il povero. Bisogna  liberarsi dall’ipocrisia di credere che per sistemare la propria coscienza e le proprie infedeltà basti la moneta sonante per ritirare un certificato di buona condotta.

La mentalità consumistica si è infiltrata  anche tra i credenti ma Dio non si lasca corrompere. La preghiera non dà diritto a niente, se non all’amore. Gesù che è il vero Tempio di Dio si impegnerà a distruggere i templi vecchi e nuovi eretti in onore degli idoli di ogni epoca della storia: ricchezza, erotismo e potere.

Il prestigio costruito dalla pubblicità commerciale e dalla filosofia materialistica ci fa credere che l’essere può essere ridotto e ridimensionato  all’apparire, all’essere sempre giovani, sempre alla moda, sempre sulle prime pagine, sempre in carriera. E lo sappiamo che non è così. Ma tutti corriamo dietro alle illusioni che questi sono i valori che contano e indossiamo le maschere che nascondono il nostro vero volto.

Dio non ha prezzo. Nella persona di Gesù, tempio del Padre, è possibile una nuova vita, una nuova preghiera, un nuovo sacrificio, una nuova e profonda relazione con il Padre, una storia rinnovata, una storia sacra,   nel mistero della vera Pasqua.