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Dio non é un concetto, è un fatto. E' sempre oltre le nostre rappresentazioni perché é con gli esclusi e con gli ultimi.

Se nella nostra vita c'é posto per tutti, c'é popsto anche per Dio, altrimenti qello che chiamimnamo Dio é il riflesso del volto deformato dell'uomo.

Tutto  passa solo Dio resta.

pani

Il brano della moltiplicazione dei pani e dei pesci è forse il più famoso di tutto il Vangelo, lo troviamo ben sei volte in tutti e quattro i vangeli, Matteo e Marco lo riportano addirittura due volte ciascuno. Cosa significa? Forse ci vuol dire che è un messaggio molto importante!

Ma è facile travisarlo, interpretarlo come qualcosa creato dal nulla per intervento di Dio, un modo per risolvere i nostri problemi senza fare nulla, solo per magico intervento dall’alto. Forse si potrebbe cambiare il titolo di qualcuna delle nostre Bibbie: da “miracolo della moltiplicazione dei pani” a “miracolo della condivisione…”

Proviamo ad accettare la provocazione di Gesù, ascoltando con attenzione la sua proposta radicale di cambiare il nostro rapporto con i beni. E’ forse il modo migliore per vivere la festa vera dell'Eucaristia: chi accoglie Cristo nella vita accetta la sfida di un cambiamento radicale nella gestione dei beni di questo mondo.

Luca ambienta l’episodio nei dintorni di Betsaida, dove non ci sono deserti… il deserto che troviamo nel brano è un forte riferimento biblico, ci richiama all'Esodo. Ecco la proposta: dobbiamo uscire dal mondo vecchio antico per entrare nella terra della libertà. Nell'Eucaristia diamo l'adesione a questa proposta.

L'uomo ha bisogno del pane, ma di un tipo pane che va anche al di là della fame, l’uomo ha bisogno di più: di tutto quello che alimenta una vita piena: una casa, la salute, la possibilità di studiare, vivere con i suoi simili come fratello,...

La soluzione dei discepoli (e anche del nostro mondo…): vai a comperare. Se hai i soldi puoi ottenere tutto quello che vuoi, se non hai i soldi… sei fuori dai giochi. Quanti uomini di oggi sono fuori dai giochi? In un mondo dove l’1% più ricco detiene fino al 50% della ricchezza del mondo… La realtà del nostro mondo: chi è più ricco diventa sempre più ricco, chi è povero si arrangi.

Certo lo scambio è necessario, se ognuno ha solo quello che riesce a produrre con le sue capacità, probabilmente nessuno riuscirebbe a sopravvivere. Ma … forse dobbiamo ascoltare Gesù per impostare bene la nostra vita sotto questo punto di vista…

Gesù rifiuta la logica che separa la vita tra vita materiale e vita spirituale. Il messaggio del vangelo coinvolge tutti gli aspetti della nostra umanità. Lo scambio deve essere dettato non dall'egoismo ma dall'attenzione al fratello.

Nel brano troviamo l’obiezione dei discepoli (ma forse anche la nostra?): non c'è cibo per tutti, la moltitudine è immensa, l’unica soluzione è la competizione, la lotta per accumulare il più possibile: non si sa mai cosa può succedere nel futuro.

Interessante ricordare l’episodio biblico dell’Esodo  della manna che arrivava dal cielo: quella accumulata si riempiva di vermi!

Gesù nel vangelo di oggi ci propone la soluzione, per gli uomini di allora e di tutti tempi.

Inizia con una strana richiesta: “Fateli sdraiare”: significa che li considera gente libera (solo i ricchi si sdraiavano per mangiare…); forte messaggio per tutti noi:  i bisognosi diventano i nostri padroni.

Poi chiede di dividerli in gruppi di 50: simbolo di qualcosa di organizzato, anche tutti i nostri rapporti sotto questo punto di vista devono essere gestiti con criteri ordinati.

Poi compie cinque gesti, solenni. Cinque gesti per compiere il prodigio, per far sì che ogni fame di tutti gli uomini di tutti tempi sia saziata, ecco il miracolo.

Prende cinque pani e due pesci. Il numero sette nella Bibbia significa la totalità dei beni dell'umanità che vengono consegnati alla logica nuova, la logica dell’amore.

Alza gli occhi al cielo: ecco da dove vengono tutti i beni che abbiamo a disposizione, anche la vita stessa proviene da lì. Sentirsi proprietari è una menzogna. Lo sguardo al cielo ci fa fare questo passaggio alla nuova logica. Se eliminiamo questo sguardo al cielo, rimane solo la lotta per prevalere

Recita la benedizione. Benedire significa riconoscere da dove viene la vita, tutto quello che viene da Dio è per il bene, per la vita. Non possiamo impiegare i beni per la morte, se lo facciamo è una maledizione (le armi...)

Spezza il pane e lo consegna ai discepoli. Tutti ne mangiano a sazietà, nessuno rimane senza. Se non accade oggi e ieri nel mondo questo prodigio è perché non diamo fiducia al vangelo.

Alla fine del brano troviamo la raccolta dei resti: lo spreco non ha senso, non si possono sprecare i beni di Dio. Quanto viene sprecato, buttato oggi? Cibo, energia, prodotti vari, sembra che il superfluo sia diventato indispensabile, dobbiamo continuare a consumare e a buttare…

Ecco l'Eucaristia, ecco il segno che Gesù ci ha lasciato. Lui non ha risparmiato neanche un attimo della sua vita, tutto è diventato pane per noi, per farci diventare figli di un unico Padre che condividono con amore, dove nessuno è indigente.

Revisione di vita

  • Meglio che ognuno si arrangi nelle cose materiali? Pensiero anche dei cristiani di oggi? ci fermiamo al rito, alla Messa, poi usciti da lì: ognuno si arrangi?
  • Il vangelo c'entra con tutte queste cose materiali? L'accoglienza è qualcosa che c'entra con il vangelo?
  • Abbiamo bisogno dello scambio, ma siamo proprio sicuri che le regole che usiamo siano quelle giuste? Come avviene lo scambio? Sono disposto a consegnare quello che ho nelle mani al fratello? Magari anche le mie conoscenze, le mie capacità…
  • Alla dogana della fine della vita tutti lasciamo i beni materiali: allora? che senso ha accumulare?
  • Cosa accade se i beni vengono gestiti come dice il vangelo?
  • Tutto questo è un sogno: non accadrà mai? Se assimiliamo la sua storia, la vita, lo Spirito di Gesù di Nazareth, se comprendiamo fino in fondo il significato dell’Eucaristia un mondo nuovo è possibile…