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La conoscenza di Dio passa attraverso la partecipazione alla tribolazione degli umili cercando di capire la ragione di una sofferenza e di una disperazione. Solo così entriamo nel mistero del Regno di Dio.

Tutto passa solo Dio resta.

innovita

Nel vangelo di questa domenica è descritto l'invio di settandadue discepoli ad annunciare il vangelo, settandadue è un numero simbolico, nella Bibbia significa tutti i popoli della terra, nessuno è escluso dall'annuncio: il Regno di Dio è arrivato per tutti, per tutta l'umanità!

Sono inviati due a due: è indispensabile perchè solo nell'amore vissuto tra i due Gesù è in mezzo a loro, solo così è credibile quello che si annuncia, solo così si è sicuri di non portare avanti messaggi in nome proprio, ma come espressione della comunità a cui si appartiene.
Il compito è uno solo: preparare le persone ad accogliere il volto di Gesù, dove splende la bellezza del volto di Dio.

E' il tempo della mietitura, non della semina, perché è grande la gioia di chi va a raccogliere, di chi  contempla il campo che è l'umanità intera, matura per accogliere il messaggio del vaangelo.
Inviati come agnelli in mezzo ai lupi, che sono inzuppati nella logica del mondo vecchio, dove conta solo dominare. Gesù propone il suo modello: l'agnello, simbolo di mansuetudine, fragilità. L'agnello che non toglie la vita ma la dona.

Il discepolo non porta la borsa, non può avere niente di accumulato, nel mondo nuovo solo beni condivisi. Non ha neanche la sacca per il pane, crede nel pane quotidiano.
Il discepolo porta la pace, insieme si entra nel mondo nuovo dove ci sarà solo pace, il vangelo deve cambiare tutta la società, trasformare nel profondo l'economia, la finanza, i rapporti politici, sociali...
Il messaggio può essere rifiutato dai singoli ed anche dalla società. I detentori del potere hanno l'interesse per perpetuare la logica del mondo vecchio. Il discepolo non si impone, lascia libero ogni uomo.

La minaccia per chi rifiuta sembra gravissima: finire come Sodoma (nel famoso brano della Bibbia incenerita...), ma forse è piuttosto un forte richiamo alla responsabilità per tutti gli uomini, per tutti noi. La conseguenza di chi rifiuta il vangelo, continua su logiche di morte. La vita finisce nel nulla come Sodoma.
Il brano del vangelo termina con un inno alla speranza, i discepoli tornano raggianti: il vangelo è più forte di ogni potenza del male. I demoni si sottomettono: le forze del male se incontrano il vangelo sono costrette ad indietreggiare.
Il vangelo fa cadere dal cielo tutti gli idoli, sono creature e non Dio. E' la vittoria inarrestabile del bene, è il trionfo della speranza.

Revisione di vita

  • I settantadue non appartengono al gruppo dei 12 apostoli, forse oggi li potremmo chiamare laici, cioè tutti noi. Forte messaggio: l'annuncio del Regno non è riservato alla gerarchia, ad un ristretto numero di eletti: siamo tutti incaricati di portare il messaggio. Come viverlo nelle nostre giornate?
  • Per portare a tutti la bellezza del volto di Dio, bisogna che prima ne siamo rimasti noi incantati...
  • Cosa pensiamo noi oggi? Nessuno è più interessato all'annuncio, i campi non biondeggiano, anzi, sembrano deserti?  Ribaltare la prospettiva:l'uomo è programmato per accogliere il vangelo, è un momento di passaggio verso una fede matura, basata sulla Parola.
  • Gli operai sono pochi:  la preghiera per far capire ad ognuno di noi che è un inviato, che dobbiamo metterci in sintonia con le attese del Signore.
  • Essere agnelli, sempre, nella società, nelle nostre comunità: se litighiamo tra noi, se ci sbraniamo per avere ragione come possiamo essere credibili?
  • Vale la pena impegnarsi a costruire il Regno, dove arriva il vangelo tutto cambia. Le porte degli inferi non resisteranno, il vangelo le sfonda.