
Se abbiamo difficoltà a capire cosa significa pregare, oggi nel brano del vangelo Gesù ci insegna a pregare
Luca presenta molte volte Gesù in preghiera, è il vangelo che dedica più spazio alla preghiera di Gesù. Oggi nel brano del vangelo sono i discepoli a chiedere: insegna anche a noi a pregare. Hanno notato qualcosa di bello, di straordinario nella preghiera di Gesù, vogliono imparare anche loro .
Gesù si ritira spesso a pregare, in questo modo capiva come comportarsi, come agire nelle difficoltà, nelle azioni di ogni giorno. Si diventa belli quando si prega così perché si entra in sintonia con Dio. Che bello fare tutte le nostre scelte solo dopo essere in contatto con Dio, far discendere tutto da lì!
Gesù risponde alla domanda degli apostoli insegnando il Padre Nostro, probabilmente è la preghiera che abbiamo imparato per prima anche noi da piccoli… Non è una formula di preghiera da aggiungere alle altre: è la sintesi del messaggio cristiano sotto forma di preghiera. Tutti i temi della nostra vita sono toccati nel Padre Nostro.
Nelle comunità primitiva veniva recitato tre volte ogni giorno: come uno specchio per verificare l'identità dei discepoli di Gesù. E' la bellezza del nostro volto, se corrisponde, ma è anche un'occasione per convertirsi, per vedere i nostri errori e cambiare.
Padre: significa che Dio è vicino, è coinvolto nelle nostre gioie e nei nostri dolori. Da quando ci ha creato ha messo in gioco la sua gioia sulla nostra risposta di figli. Siamo suoi figli, a sua immagine e somiglianza, magari qualche volta la somiglianza può essere deturpata, ma non l'immagine, quella rimane per sempre.
Sia santificato il tuo nome. Il nome è importante anche per noi, veniamo tirati fuori dall'anonimato se ci chiamano per nome, ci sentiamo bene. Per i semiti identificava la stessa persona, l’essere più profondo. Mostrati che sei diverso da tutti gli altri dei che noi uomini ci inventiamo. La vera identità è un’altra: Dio è amore, solo amore, spazza via in un colpo solo tutti gli altri dei che ci inventiamo, tutti gli idoli che innalziamo nella nostra vita.
Venga il tuo regno. A quale regno si riferisce? Nel regno di Gesù è grande chi serve è il regno degli agnelli che donano la vita, il regno dove la luce di Gesù illumina tutti per vivere nel mondo nuovo.
Dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano. La quantità necessaria solo per un giorno, ci insegna a controllare la pulsione di accaparrare più di quanto è necessario. I beni di questo mondo non sono nostri, appartengono a Dio. Noi siamo ospiti, commensali di un banchetto a cui siamo stati invitati.
Perdona a noi i nostri peccati, anche noi dobbiamo perdonare ad ogni nostro debitore. Il peccato ferisce l'uomo, non Dio; impoverisce chi lo fa. Distrugge le persone, disumanizza l'uomo. Il perdono di Dio precede la richiesta di perdono del peccatore, attua il perdono con la sua Parola. Attraverso i suoi angeli, i suoi figli raggiunge chi sbaglia, gli fa capire: guarda che ti stai facendo del male! Un’altra vita è possibile, un altro inizio è davanti a noi.
Non abbondonarci nella tentazione. Non portarci all'interno della prova, di una prova troppo grande per noi. Nella vita incontriamo tante prove: possiamo uscire vittoriosi o sconfitti. Solo con la preghiera possiamo sintonizzarci nei pensieri di Dio e riuscire a vivere le prove, anche quando siamo spaventati, anche quando ci sembrano troppo per noi…
Solo Luca riporta la parabola finale: una richiesta pressante, prestami tre pani, con insistenza che sfiora l’invadenza...
Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto: il Padre del cielo ascolta ed esaudisce le nostre preghiere, ma forse dobbiamo chiederci: quando una preghiera è esaudita? Quando riusciamo a far fare a Dio quello che vogliamo? Oppure quando Dio, donandoci la sua luce, fa sì che iniziamo a pensare, a vedere tutte le cose, tutta la nostra vita come la vede Lui...
Ci vuole tempo... Proprio quello che oggi sembra impossibile di avere, occorre rimanere a lungo in dialogo intimo con Lui, con la sua vita, con il suo Spirito.Il tempo della preghiera.
Revisione di vita
- E' in crisi la preghiera oggi? Prendere in mano lo smartphone, comunicare sui social è la nuova forma di preghiera? La preghiera è in crisi perché siamo ricolmi di impegni e così si taglia il primo ramo secco, che sembra non servire a niente… Ma risolve i nostri problemi?
- Che cosa è pregare per noi? Una serie di formule? Pregare per ottenere qualche favore da Dio? Ma cosa c’entra Dio con la soluzione dei nostri problemi, delle nostre azioni, che dobbiamo essere noi a risolvere?
- E' davvero il Padre a cui mi rivolgo? Oppure è il grande sovrano a cui mi devo prostrare? Usiamo la scappatoia di pregare solo i santi? ma non abbiamo bisogno intermediari, dobbiamo avere il coraggio di rivolgerci al Padre, con la fiducia dei figli...
- Crediamo in questa identità, solo in questa identità di Dio? Amore, solo amore … oppure il dio giustiziere è ancora un po’ dentro di noi? Deturpiamo la sua identità?
- A quale regno vogliamo appartenere? Il mondo della competizione, dello sfruttamento dei più deboli? Oppure al regno degli agnelli?
- Chi collabora alla costruzione di una umanità spaccata in due come può chiedere il pane quotidiano?
- Che immagine abbiamo del perdono di Dio? Peccando ho meritato i tuoi castighi? Dio costretto a castigare chi non lo chiede? Dio che assomiglia a noi?
- Alcune prove ci spaventano? Il dolore? Il fallimento? Altro… Anche Gesù ha fatto questa richiesta: se possibile non farmi bere questo calice. Nel Padre nostro chiediamo di essere risparmiati da quelle che ci spaventano, da quelle che ci possono travolgere…
