
Capita in tutti i tempi il problema messo in luce dal vangelo di oggi, tutta la storia dell’umanità è percorsa dalle difficoltà a trovare i giusti criteri per la gestione dei beni materiali, infinite discussioni portano a dissidi e rancori. Quando salgono a livello di popoli portano alle guerre. Ma qual' è la medicina?
Gesù oggi ci propone i suoi criteri, non di facile attuazione, forse ci mettono in crisi, ma se applicati risolverebbero i problemi che viviamo ogni giorno, non solo tra fratelli, ma per tutte le dispute tra gli uomini.
Gesù sta parlando alla folla, sta spiegando il suo regno, ma viene interrotto improvvisamente da "uno della folla". Questo tizio sembra che non abbia ascoltato per nulla quanto stava dicendo Gesù. Ha il suo problema, l’eredità da spartire con il fratello. Il suo problema è più grande di tutto il resto…
Cosa era scritto nella Torah a riguardo? Due terzi al fratello maggiore un terzo al minore. Forse non stavano applicando questa legge, non era soddisfatto, vuole “giustizia”, per cui si rivolge a Gesù per la risoluzione del problema con un imperativo invadente: “di subito a mio fratello!”
Ma Gesù risponde ponendo una certa distanza tra lui e l’uomo uscito dalla folla: “O uomo chi mi ha costituito giudice o divisore tra voi…”: sembra scortese, ma in realtà per Gesù l'eredità è tutta un'altra cosa: è l'eredità della vita eterna... Gesù risponde solo su questa eredità, gli dice come si fa a ricevere questa eredità. Che distanza enorme tra il Regno e quello che gli sta chiedendo!
Gesù vuol far riflettere su una realtà scomoda: i beni di questo mondo, anche le nostre capacità, non sono nostri, tutto è dono di Dio. Ci appartiene la vita? Ci appartiene la terra? Abbiamo ricevuto tutto in dono. Solo Dio può lasciare in eredità…
Gesù ci vuole mettere in guardia: qual' è la causa di tutti i mali? State attenti! Tenetevi lontano da voler avere sempre di più: questa è la malattia principale dell’uomo. Ci disumanizziamo se ci coinvolgiamo in questo male. Gesù non disprezza i beni materiali, ma guai se diventano il motivo della nostra vita.
Gesù racconta una parabola per spiegare il suo pensiero.
Forse il nostro desiderio è essere al posto del ricco agricoltore baciato dalla fortuna nella parabola. E’ simpatico, non si dice che è ricco perché ruba, ha lavorato nella vita ed adesso vuole godersi una ricca pensione... Si pone la domanda: che farò di tutti i beni che ho in mano? Come li utilizzo? Tutti i beni, la mia persona, i miei studi, l'esperienza che ho accumulato... che ne faccio di questa ricchezza?
Trova la soluzione: magazzini più grandi, per raccogliere tutti i beni. Scelta sbagliata… quella giusta è lasciare che questi beni raggiungano i destinatari: saziare la fame, risolvere i problemi dei più deboli, far crescere la solidarietà tra tutti in modo che tutti possano vivere una vita veramente umana…
E’ interessante notare che nella parabola il ricco agricoltore utilizza solo l’IO: non esiste tutto il resto del mondo, è completamente ripiegato su se stesso. I beni ti fanno dimenticare i tanti destinatari che potresti aiutare, se metti il denaro davanti agli occhi vedi solo te stesso.
Entra in scena un altro personaggio nella parabola: Dio. Entra in un modo molto duro: PAZZO, STOLTO! Ci vuole far capire che è in gioco tutta la nostra vita, non si può sbagliare su questo punto. Si deve puntare a ciò che rimane, i beni passano, le tue lauree passano, le tue conoscenze passano, rimane solo l'amore con cui gestisci i tuoi beni, le tue capacità, la tua vita.
Ecco la proposta di Gesù: il servizio gratuito ai nostri fratelli, a chi è in difficoltà, a chi è nel bisogno. Ecco il mondo nuovo, il regno annunciato da Gesù. Ecco il modo di arricchirsi davanti a Dio.
Revisione di vita
- La divisione dell'eredità: possiamo perdere la testa, vedere solo il nostro interesse. Perché non prendere in mano del vangelo prima della divisione dell'eredità per seguire i criteri di Gesù?
- A chi appartengono i beni di questo mondo? A chi ha avuto la fortuna di trovarseli? A chi riesce a guadagnare il più possibile nello scambio, nel commercio dei beni e delle sue capacità? Oppure tutto è dono di Dio…
- Da dove viene questa avidità di voler possedere sempre di più? Forse dal desiderio di trattenerci la vita. Vediamo la vita che ci sfugge e pensiamo di trattenerla con i beni di questo mondo, ma è un'illusione. E' figlia della paura della morte?
- Spendo come più mi piace? Ragiono come il ricco agricoltore? Sto pensando solo a me stesso? Solo donando hanno senso le nostre capacità, i nostri beni, le nostre conoscenze…
