
Il brano di vangelo di questa settimana ad una prima lettura può sembrare molto duro, destabilizzante: parla di divisione, di fuoco, di contrasti in famiglia. Se lo leggiamo con calma, si comprende che la divisione è quella che provoca nel mondo la proposta di Gesù, non è possibile rimanere tranquilli, seduti comodamente sul divano se si ascoltano con attenzione le sue parole.
Utilizza due immagini: il fuoco ed il battesimo.
Il fuoco è la missione specifica di Gesù: è venuto per portare il fuoco sulla terra. Il fuoco nella Bibbia è collegato con qualcosa di divino (la colonna di fuoco nel deserto dell’Esodo, l’alleanza con Abramo con gli olocausti consumati dal fuoco, sul monte con Mosè, il roveto ardente…), è utilizzato moltissime altre volte in tutta la Scrittura come immagine del divino.
Il fuoco di Gesù distrugge l'uomo vecchio, che segue le passioni ingannevoli, così può germogliare l'uomo nuovo. Non è un fuoco che punisce, è il fuoco dell’amore incondizionato. Le zizzanie, gli scandali sono da buttare nel fuoco, sono presenti in ogni persona, in ciascuno di noi, crescono insieme al buon grano, ma il fuoco di Gesù le eliminerà. Nella Pentecoste il fuoco si posa su tutti quelli che hanno aderito alla sua proposta, per avere la forza di portare avanti il mondo nuovo.
Il Battesimo è il prezzo che dovrà pagare Gesù, con il dono della sua vita. Ecco perché è dominato da un forte desiderio che sia compiuto il battesimo, sarà immerso nelle acque della morte, che vogliono spegnere il suo Spirito, ma nella Pasqua è avvenuto l'opposto: esce da queste acque il Risorto. Così sarà distrutta per sempre la zizzania nel cuore dell'uomo.
A questo punto del brano del vangelo inizia una descrizione che ci mette a disagio: Gesù è nato per portare la pace agli uomini, Gesù è la nostra pace... qui invece troviamo un racconto di divisioni, conflitti.
Ma se andiamo in profondità nella lettura si comprende il messaggio che vuole dare.
Il mondo vecchio ed il nuovo entrano in conflitto: il padre, la madre, la suocera rappresentano il mondo vecchio, le tradizioni; il mondo nuovo sono il figlio, la figlia, la nuora. E’ inevitabile questo conflitto, dobbiamo avere il coraggio di sentirlo dentro di noi, anche nelle nostre comunità.
Gesù si presenta sempre come il nuovo, è un segno di contraddizione, il vecchio non può andare d'accordo con il nuovo. E’ una divisione dolorosa, che forse riflette anche la realtà delle prime comunità cristiane, all'interno del popolo di Israele ci sono quelli che lo hanno rifiutato, hanno fatto resistenza per una pratica religiosa buttata all'aria, rovesciata. Ma forse Gesù oggi vuole buttare all’aria anche tante nostri modi di fare…
Durante la sua vita Gesù è entrato in contrasto con le tradizioni, anche i discepoli hanno fatto fatica ad accogliere il nuovo. Il messaggio di Gesù butta all'aria tutta la vita se si ascolta il vangelo con attenzione.
Se non si sente il conflitto forse non abbiamo capito bene il messaggio…
Revisione di vita
- Il divino nell'uomo è spesso presentato come fuoco ardente che infiamma il nostro spirito. A cosa serve il fuoco? A cuocere il pane, ma anche a purificare, per eliminare tutto il male. Che cosa è per noi fuoco? Buttiamo acqua sul fuoco per spegnerlo?
- Abbiamo la tentazione a volte di “bruciare” con il fuoco quelli che compiono il male? Ma allora chi rimane? Non è questo il fuoco che Gesù vuole…
- Quanto tempo perdiamo nella nostra vita? Come buttare nel fuoco di Gesù questa parte improduttiva della nostra vita?
- Oggi dove si sperimentano questi conflitti, queste divisioni? Abbiamo ancora la capacità di ascoltare il messaggio di Gesù, di sentirlo dentro di noi e nelle nostre comunità?
- Butta all'aria anche tutta la società: arrivismo, competizione, discriminazioni. Chi si sente minacciato da questo fuoco?
- C'è una divisione anche all'interno della comunità cristiana? Chi è legato al passato e non vuole ascoltare il messaggio nella sua interezza?
