
“In cammino verso Gerusalemme… “: inizia così il brano di vangelo. Gesù ha presentato più volte il destino che lo aspettava Gerusalemme: un destino da " sconfitto" non da vincitore, non regni, non potenza, ma dono della vita. E' sempre stato orientato, risoluto, ha indurito il suo volto per andare verso questo destino. Non abbiamo una città stabile, siamo in cammino anche noi “verso la nostra Gerusalemme”, il pellegrino sta andando verso una meta, non è un vagabondo che vaga disorientato.
Ecco che “un tale” (possiamo identificarci anche noi in questo personaggio…) fa una domanda importante a Gesù: “Signore, sono pochi quelli che si salvano?” Sono molti o pochi che trovano la risposta? Chi indovina o butta via la propria vita?
Cosa intende Gesù per salvezza? La persona rivolge la domanda giusta a Gesù: la salvezza arriva solo alla fine della vita? C’è un giudizio finale, una sorta di sì o no, inferno o paradiso? La salvezza di Gesù è un'altra cosa: non è il premio della fine della vita, è l'ingresso nel regno di Dio oggi in questo mondo.
Il regno di Gesù non è basato sulla logica di questo mondo, del potere, dell'essere più grandi, più forti; è il mondo del servizio, dell'amore, del’aiuto al fratello, dell'amore. Possiamo entrare subito in questo mondo nuovo…
Quali sono le condizioni per essere discepoli di Gesù per entrare in questo mondo nuovo? Gesù utilizza tre immagini.
La prima immagine: è necessario lottare, sforzarsi, competere. Gli studiosi ci dicono che é lo stesso verbo che si usa per le competizioni allo stadio. Si lascia salvare solo chi mette in conto questa lotta, non fuori di noi, ma dentro di noi, è tutto quello che ci spinge all'egoismo, a pensare solo a noi stessi. E’ un conflitto duro e continuo. Se non lo percepiamo, forse non abbiamo capito cosa vuol dire aderire a Cristo. Se riduciamo tutto solo a pratiche religiose, riti non c'è questa lotta. Si è illusi se non accettiamo questa lotta.
La seconda immagine: passare da una porta stretta. Gli esegeti ci aiutano a capire: in greco la parola utilizzata significa piccolo ingresso, magari a fianco, ai lati dell’ingresso più grande, del portale dove passano le persone importanti. Cosa bisogna fare per passare da una porta stretta? Farsi piccoli, avere il minimo indispensabile con noi, niente superfluo, niente bauli pieni di cose. Se rimani grande non passi dalla porta stretta, passi dalla porta grande che porta ai regni di questo mondo, dove sono apprezzati chi ammassa e tiene per se il più possibile.
La terza immagine: c'è una ressa davanti alla porta, c'è chi cerca di entrare, ma non riesce. Chi è indeciso e rimane fuori. Forse rappresenta i tanti che si professano cristiani (noi?), ma non vogliono passare dalla porta stretta? Il rischio è Illudersi durante la nostra vita, rimanere ammiratori di Gesù senza avere il coraggio di scegliere veramente il cammino “verso la nostra Gerusalemme”…
Il tono di Gesù si fa minaccioso: significa che ci vuole avvertire che è un pericolo serio ed attuale: l’illusione di appartenere al gruppo dei salvati, senza essere passati dalla porta stretta.
Il padrone di casa chiude la porta. Scoppia un parapiglia: grida, suppliche, tanti cercano di urlare le loro ragioni. Sono cristiani perché chiamano Gesù il Signore. Si meravigliano di essere stati lasciati fuori. Come fai a non riconoscerci? Abbiamo mangiato in casa tua... tutti i sacramenti, tutte le messe, tutti i rosari, tutti riti. Apprezzano il Cristo: ma presentano per farsi riconoscere solo pratiche religiose, dove sono le pratiche d'amore? Le pratiche religiose servono se inducono un cambiamento di vita radicale. Essere cristiani solo di nome, non cambiare vita, vivere come prima, maltrattare gli schiavi (chi sono gli schiavi oggi?), disinteressarsi di chi è povero, di chi è debole... Gesù non li riconosce. Terribile.
Al termine del brano Gesù utilizza due immagini contrapposte: da una parte il banchetto, della festa a cui tutti sono invitati, cibo condiviso da fratelli. Dall’altra il mondo del pianto e dello stridore di denti. E’ il mondo che vediamo tutti i giorni: ingiustizie, dolore, guerre, gli uomini che schiacciano gli altri. Qui è solo pianto e stridore di denti.
Il gruppo che entra nel banchetto, che partecipa alla festa è una moltitudine immensa che proviene dai quattro punti cardinali. Qualcuno non ha sentito mai parlare di Cristo e del vangelo, ma se sono dentro sono comunque passati dalla porta stretta, si sono fatti piccoli, hanno donato a chi ha bisogno.
Chiunque ama è conosciuto da Dio e conosce Dio…
Revisione di vita
- Dobbiamo fare come Gesù ed essere capaci di "indurire il nostro volto", proseguire nel nostro cammino, nelle nostre scelte, puntare alla stessa meta, il dono della vita ... Costruire una vita stabile in questo mondo oppure essere sempre in cammino, essere quelli della via?
- Che speranze abbiamo nella nostra vita? A breve termine, una volta soddisfatte, dopo? Colmano il bisogno di senso del nostro esistere?
- Ci lasciamo coinvolgere in questo mondo nuovo di Gesù? La salvezza oggi, adesso…
- Gli atleti lottano per vincere la gara, noi per che cosa lottiamo? Corriamo il rischio di venire squalificati?
- Una pratica religiosa che anestetizza, che tranquillizza le coscienze? Fare cose vane che non interessano per nulla a Dio? Pericolo attuale anche oggi?
- “Allontanatevi da me”: prendete atto che con me non avete nulla da spartire. Se andiamo in Chiesa e non abbiamo cambiato vita non abbiamo nulla da spartire con Gesù….
- Per passare dalla porta stretta dobbiamo “dimagrire”, lasciare qualche bagaglio ingombrante della nostra vita?
