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"Non chi dice Signore Signore entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre".

Dobbiamo passare dall'ortossia alla prassi. Resta più importante  il retto modo di agire che il retto modo di credere.

E' questione di coerenza!

Tutto passa solo Dio resta.

 

 

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La festa di questa domenica interrompe il flusso delle domeniche del tempo ordinario, ha un nome che fa sobbalzare: Esaltazione della Croce. La croce, un patibolo infamante, dedicato ai peggiori malfattori, ai maledetti, viene esaltato… dobbiamo cercare di capire.

L’origine della festa è molto antica, risale al 320 -335 D.C. con l’imperatore Costantino che fa costruire una basilica sul luogo del Santo Sepolcro. Il giorno 14 settembre fa memoria dell’evento di dedicazione delle basiliche. Forse qui nasce il primo equivoco: un imperatore che farà della croce un segno di potenza e di vittoria sugli altri eserciti allontana dal vero significato… A quale realtà rimanda la croce di Gesù, quale è il suo vero significato? Qual è il significato della parola esaltazione?

Nel brano del vangelo di Giovanni si utilizza il verbo innalzare. Se uno viene portato in trionfo viene innalzato, magari su un carro, i giocatori di una squadra vincente vengono portati in giro su un bus scoperto, così tutti li possono vedere, raccolgono applausi, la gloria... Il potente di turno si innalza sopra tutti, dalla sua posizione in alto schiaccia tutti gli altri, non li vede nemmeno come persone, vede solo piccole formichine da manovrare od eliminare per raggiungere i suoi scopi.

Che innalzamento ci propone la festa di oggi? Un rovesciamento radicale, un cambiamento di prospettiva: è innalzato colui che scende in basso, all'ultimo gradino. Gesù ha assunto la condizione di schiavo, è stato obbediente fino alla morte di croce, ha donato la vita per amore del fratello. Ecco l’innalzamento come intende Gesù.

Il brano del vangelo è parte del dialogo con Nicodemo, il cercatore della luce, quella vera… Nicodemo la trova finalmente, la riceve piena sul Calvario…

Gli uomini hanno sempre desiderato contemplare il volto delle loro divinità, è la ricerca che da sempre ha animato il cuore degli uomini, ma Dio nessuno lo ha mai visto, spesso si sono costruiti un volto deformato, terribile di Dio. Gesù nel vangelo ci dice che solo il Figlio dell’uomo è disceso dal cielo, solo lui può raccontare il vero volto di Dio, solo lui è somigliante al Padre, solo lui è l'immagine perfetta che ci fa vedere la bellezza sfolgorante del volto di Dio.

Poi il vangelo fa riferimento ad un episodio del capitolo 21 del libro dei Numeri: gli israeliti che escono dall'Egitto nel deserto sono morsi dai serpenti velenosi, molti di loro morivano. Il Signore propone a Mosè un simbolo: chi guarderà il serpente innalzato rimarrà in vita. Così Mosè costruisce un serpente di bronzo, messo sopra un’asta: chi guardava quel serpente rimaneva in vita.

Il serpente richiama il tema del male: se morde fa morire, guardare il serpente di bronzo permette di vivere. Il segno di male che ottiene l’effetto contrario. Il male viene riconosciuto, si può guardare, è un oggetto: se riconosco il mio peccato, se ammetto i miei errori, vado al di là del male… Riuscire a guardare il male per compiere finalmente il bene.

Nel vangelo Gesù dice che è necessario (bisogna… ) che il Figlio dell'uomo sia innalzato.  E' necessario quell'evento drammatico per capire il vero volto di Dio. La malvagità degli uomini crocifigge, uccide Gesù, ma attraverso quello capiamo per sempre e fino in fondo l'amore incondizionato, anche per il nemico, anche per chi ti fa del male. Ecco l'amore infinito di Dio: donare la vita.

La proposta è concreta: è necessario credere, sintonizzare la vita con la sua, se aderiamo veniamo coinvolti nella vita eterna, la vita dell'eterno. E’ un premio futuro? Nel vangelo non è un premio futuro, è la stessa vita dell'eterno che è capace di superare la morte. Adesso. Nella nostra vita di tutti i giorni. E’ come rinascere dall'alto, ad una vita nuova donata dal cielo.

Allora la Croce non è simbolo di dolore ma solo di amore, possiamo guardare a Lui crocifisso, innalzato, per farci guidare nelle nostre scelte di tutta la vita

Revisione di vita

  • Quanti serpenti ci sono intorno a noi? Iniettano veleni che intaccano la vita eterna? Proviamo a dare un nome a questi morsi di serpenti nella vita di ogni giorno: media, social, la mentalità diffusa, …
  • Ci sono morsi di serpenti anche all'interno di noi? Chi ci può curare? Quale è l'antidoto? Guardare a lui crocifisso....
  • A chi si rivolge Gesù? A tutti, alla comunità cristiana, ognuno di noi è invitato a prendere il posto di Nicodemo. E' in gioco la relazione con Gesù, credere, avere la vita, venire alla luce, tutto è in funzione alla vera comprensione del Figlio, la grande rivelazione da capire, nel quale credere, affidarsi: è la croce, vista come dono, innalzamento e vita. Per giungere alla fede dobbiamo convertirci, capovolgerci, rivedere tutti i nostri criteri valutavi….
  • La croce come segno di un Dio che si “svuota” per condividere la sorte di tutti i crocifissi della terra. Quanti crocifissi intorno a noi, nelle storie che sentiamo tutti i giorni. Condividere con loro un po’ del nostro tempo, delle nostre energie, delle nostre capacità, dei nostri beni?