
Con il vangelo di questa domenica Luca ci fa iniziare un piccolo corso sulla preghiera, il capitolo 18, con due parabole: la vedova insistente, il fariseo ed il pubblicano domenica prossima. La preghiera che posto ha nella nostra giornata? A volte va tutto bene, una prospettiva di una giornata serena, ottime relazioni, tutto gira nel verso giusto. Allora ricordarsi di pregare è più facile? Ma ci sono anche periodi con tanti problemi, con tante sofferenze... Come viverli? Come vivere il dolore, nostro e di quelli vicini e lontani? Al centro della parabola c’è una richiesta fortissima: la vedova chiede GIUSTIZIA… Ci indigniamo anche noi di fronte alle tante ingiustizie? Anche Gesù in tutto il vangelo si indigna, anche Dio si indigna... E’ coinvolto passionalmente nel nostro vissuto. Diventiamo aggressivi in situazioni del genere? Come gestire bene la nostra indignazione?
Tante domande… vediamo cosa ci dice la parabola.
Nella parabola Gesù ci presenta due figure agli estremi. Da una parte un giudice disonesto, insensibile, dal cuore di pietra, che non ascolta nessuno, potente, può fare quello che vuole. Il giudice disonesto non è figura di Dio, il Signore vuole il nostro bene, vuole darci il meglio per noi, vuole la GIUSTIZIA vera prima di ogni altra cosa.
Dall’altra parte una vedova, la persona più debole ed indifesa nella società di quei tempi, nessuno la difende, nessun diritto, nessun potere, nessuna speranza di riuscire ad ottenere quello che chiede. Partita chiusa ? No ... la vedova contro ogni logica non demorde, non si demoralizza, grida per chiedere ed ottenere GIUSTIZIA. La vedova rappresenta gli oppressi di tutti i tempi, le comunità cristiane dei tempi di Luca, i tanti martiri del nostro mondo di oggi, i deboli di tutte le nazioni che sono umiliati, deportati, uccisi…
La vedova priva di diritti chiede GIUSTIZIA: è il centro della parabola.
Dio farà giustizia prontamente ai suoi piccoli che gridano verso di lui. Avere come desiderio la GIUSTIZIA, il progetto di Dio profondo in noi che si attua. Ma cosa significa giustizia? Cosa significa fare giustizia davanti a tante tragedie che vediamo, che ci circondano? Individuare il colpevole, punire il colpevole con tanti metodi, fino alla pena di morte? E' fatta giustizia? Forse no…
Forse la vera giustizia è la consolazione di Dio per i tanti oppressi con una nuova vita, degna di essere vissuta, ma anche il colpevole che si converte, che cambia vita… Nessun giudice terreno può somministrare questa giustizia, solo Dio può arrivare a tanto…
Ma noi con la preghiera possiamo continuamente chiedere la GIUSTIZIA, come la vedova, desiderare ardentemente di realizzare la giustizia di Dio, il progetto di Dio su noi e su tutto il mondo.
Allora la preghiera non è un’evasione dalla mia giornata, dal mondo che mi circonda, dai problemi. E’ una lotta per la vita, per la giustizia, per la vittoria dell’Amore in tutti gli uomini. Allora la preghiera ha come scopo non quello di ottenere quello che desidero e quando lo voglio io. Lo scopo principale della preghiera è quello di continuare a credere, ad avere fiducia in Dio, a credere che l’Amore infinito alla fine vincerà, nonostante tutto e tutti. Quanto attuale vivere così la preghiera nei nostri giorni, quando l’umanità sembra impazzita, con guerre, corse verso gli armamenti, discorsi di odio reciproco, deportazioni…
Insistere e perseverare nella preghiera: per continuare a sperare contro ogni evidenza, non per convincere Dio, ma per entrare nei suoi tempi e nei suoi modi, per cambiare il “nostro cuore di pietra in un cuore di carne”. Ma anche per imparare a non metterci noi al centro, per imparare ogni giorno a decentrarsi, a rinunciare all’auto affermazione, per imparare a “svuotarsi” un po’ per fare spazio a Dio, all’Amore infinito che vuole venire ad abitare in noi.
Una preghiera così può essere vissuta da tutti, non é necessario vivere in un monastero, la possiamo vivere sul lavoro, nelle nostre famiglie, in auto, sull’autobus, ovunque. Perché è un’attitudine del cuore. Un’attitudine che cambia noi nel profondo ma anche le nostre relazioni, il mondo intorno a noi. Forse è l’unica speranza di questa umanità che insegue il potere dell’uomo sull’uomo.
Una preghiera così non chiede di cambiare le situazioni, ma il cuore, di vivere dentro la storia, la nostra storia fino in fondo, con un cuore nuovo.
Revisione di vita
- Chi chiede giustizia oggi? Oggi tanti: in TV, sui social, .... Cosa significa per noi fare giustizia? Come vivere nel profondo questo desiderio di giustizia? Desiderare che si attui il progetto di Dio…
- Necessità di pregare sempre, per non incattivirsi. Se si smette di pregare davanti all'ingiustizia, si finisce in una spirale pericolosa. La parabola parla di una richiesta di giustizia, la preghiera come terapia per non incattivirsi, per non reagire con il male contro il male.
- La preghiera nelle nostre giornate: come, quando e perché? Sempre e senza stancarsi mai... Come tradurlo concretamente?
- La preghiera in famiglia: riusciamo ad avere dei momenti condivisi con chi vive con noi?
- Insistere e perseverare. La vera sconfitta é mollare ... La preghiera come alimento alla speranza?
